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mercoledì 31 agosto 2011

Recensione di LORENZO SPURIO per l'Opera Dolce al Soffio di De Andrè di Gioia Lomasti

Dolce al soffio di De André  di GIOIA LOMASTI
Rupe Mutevole Edizioni, 2009, pp. 143
ISBN: 9788896418321


Recensione di LORENZO SPURIO 




Il libro della Lomasti non è solamente una silloge di poesia arricchita da una grande ispirazione cantautoriale, è molto di più. E’ un mosaico di frammenti tessuti assieme, è un riuscitissimo esperimento letterario che coniuga la parola alla nota, la poesia con la musica. Perché, come si evidenzia già dal titolo, la raccolta è fortemente influenzata, anzi addirittura ispirata da un grande della musica italiana, un cantautore la cui fama, come spesso succede per uomini pubblici troppo lungimiranti o fastidiosi, viene riconosciuta solo dopo la morte. Il cantautore è il genovese Fabrizio De André, voce di temi sociali, ingiustizie, guerre. 
E’ curioso come molti dei titoli delle liriche della Lomasti non siano altro che i titoli di alcune canzoni dell’anarchico cantautore (Cantico dei drogati, Ballata degli impiccati, Bocca di rosa, La guerra di Piero, Preghiera in gennaio,…). Come nelle canzoni del grande Faber, nelle poesie della Lomasti si respira un’atmosfera di malinconia e di velata tristezza associata però a una grande consapevolezza di se stessi e di ciò che ci circonda e a una grande voglia di dire le cose come stanno, senza tanti fronzoli. La mia lettura e analisi delle poesie della Lomasti però ha il difetto di non poter essere troppo approfondita e accurata, come spesso mi piace fare, proprio per la mia scarsa conoscenza del grande cantante, delle sue canzoni e dei suoi temi. Ciò che colpisce dell’intera silloge non è solo come la Lomasti riesca ad omaggiare Faber di un preziosissimo tributo ma a coniugare arti diverse, la poesia e la canzone. Molti testi di canzoni, se ci prendessimo la briga di sviscerarli dalle colonne sonore, dagli arrangiamenti musicali, spesso non sono altro che delle poesie, dei componimenti condensati, allegorici e altamente evocativi, altre volte criptici, chiusi e di difficile comprensione.

martedì 30 agosto 2011

Emanuele Marcuccio ci parla della sua raccolta "Per una strada", sbc edizioni, 2009

[emanuele+marcuccio+-+per+una+strada.jpg]Ho intitolato la mia raccolta “Per una strada”, proprio perché l’ispirazione, furtiva e svelta, mi ha raggiunto, la maggior parte delle volte, proprio per strada: camminando, sull’autobus, ecc…

E pensare che, la poesia da cui ho tratto il titolo per questa raccolta, dapprima l’ho appuntata sul retro di un semplice scontrino della spesa; quando la scrissi, la misi da parte, in seguito capii che, quell’apparentemente semplice poesia nascondeva in sé l’essenza della mia stessa ispirazione, furtiva e svelta, che passa e vola via e, se non l’afferro e la trattengo nel mio cuore con i versi che metto sulla carta, passa e vola via e nessuno sa più dove mai sia.Cerco nelle mie poesie di essere spontaneo, semplice e allo stesso tempo profondo; quando uso dei termini un po’ antiquati o difficili, lo faccio unicamente per la loro insita musicalità, non perché io voglia sembrare anacronistico. Nelle mie poesie alcune volte uso delle parole tronche come “cuor, cor, duol, dolor”, altre volte non le uso; di conseguenza, ogni mio verso, ogni mia parola non sono messi a caso, ma seguono un fine musicale e, sono messi lì, proprio per una maggiore scorrevolezza nel ritmo.

lunedì 29 agosto 2011

XXII QUESITI DA DIBATTERE [Dialoghi fra Alessandro D’Angelo e Gioia Lomasti ]



1) IN QUALE PERIODO DELLA TUA  VITA  HAI INIZIATO A  SCRIVERE?


A.D.
Ho iniziato a scrivere filosofia a undici anni. Dopo aver letto Aristotele e Leonardo da Vinci, riportai su alcune pagine di quaderno, alcuni  pensieri sull''infinito in piccolezza e quello in grandezza; il microcosmo, universo molecolare e il  macrocosmo , universo, alto dei cieli infiniti.
A tredici anni iniziai a scrivere la mia prima autobiografia, ma questa volta aiutato un po’ dalla mamma. ( Lo scritto è ancora presente e pubblicabile).

G.L.
Io, invece ho iniziato a scrivere in poesia all'età' di otto anni ed esattamente questo e' stato il mio primo componimento :

IL MARE

Il mare dipinto di blu e di rosa
dal sol che splende 
dall'aria sontuosa
rispecchia nell'acqua
nel torbido mare
un aria serena
un aria d'amare
il sole che picchia, che arde, che brucia
nell'aria serena che il cuore l'indugia

Il testo e' stato inserito nella mia prima pubblicazione edita dal titolo Passaggio. 


2) QUANDO È GERMOGLIATO IN TE IL DESIDERIO DI SCRIVERE POESIE?

A.D.
Lo scrivere poesie è iniziato per gioco, molti anni dopo che scrivevo in prosa. La poesia la potrei definire in me "L'apice" /Traguardo/ della mia prosa.  

G.L.
La poesia resta a me come io resto a lei indefinitamente, non credo che un testo costruito sia sinonimo di ciò che racchiude la parola poesia , quando imprimo su carta un emozione, prevalentemente la negatività degli eventi accaduti scaturiscono da  ciò che io amo definire  "ARTE TIRANNA", che sfoga il suo ego nel suo semantico percorso poetico.


...OLTRE LA DIGA DELLA SCLEROSI DEI SENTIMENTI SOPITI...di Maria Teresa Manta



REMEMBER
Il mio libro, un timido approccio all'editoria con la paura di annoiare, con il desiderio di donarvi un turbinio di emozioni... Con questa speranza ve lo presento, con tutta la forza dell'amore per un figlio perso di cui è intriso ogni verso, ogni parola, con la forza del mio amore che non riesce a staccarsi da lui, concedersi un momento di pace... Perdere un figlio quando si ha ancora tanto amore da dargli, per una mamma è la cosa più struggente, nessuna parola può tradurre il vuoto che porta dentro... Questa raccolta la porgo a voi che avete il cuore grande di mamme che amano e darebbero TUTTO per i loro figli, la consiglio a voi che avete il dono di essere figli amati, adorati dalle vostre mamme, con la speranza che possiate capire il dolore vero, unico, più grande che possa esserci: perdere un figlio. Questi versi sono il mio canto d'amore, chiuso dentro per troppo tempo, sono l'esplosione dei miei nostalgici silenzi..

Recensione a "Per una strada", sbc edizioni, 2009 di Emanuele Marcuccio, a cura del critico letterario Luciano Domenighini



"Per una strada"

La raccolta di poesie "Per una strada" di Emanuele Marcuccio, raccoglie il meglio della sua produzione poetica dal 1990 al 2006. In un arco di tempo così lungo è ravvisabile una evoluzione, soprattutto formale, nel senso della acquisizione di un linguaggio poetico più originale.

Lo stile:
Le poesie di Marcuccio, specie quelle dei primi anni, hanno uno stile composito, con vaghi richiami stilnovistici, epico-rinascimentali, neoclassici, leopardiani. Questo eclettismo, però, è privo di ostentazione; le citazioni e i modi sono sfiorati con leggerezza. Vale la pena, ad esempio, di osservare come il poeta ricorra, e frequentemente, all'elisione. Solitamente, l'elisione è motivata da urgenze metriche, mentre in Marcuccio il suo uso è assolutamente gratuito è un vezzo, una scelta fonetica puramente ornativa.

Le figure retoriche:
La poesia di Marcuccio, avendo, come detto, carattere eclettico ha una certa ricchezza di figure retoriche, anche se prevalgono nettamente figure di soppressione-sottrazione ( ellissizeugma), o di soppressione-accumulazione (asindeto) oppure di accumulazione, specie quelle reiterative (anaforaepistrofe,paronomasia). Lo schema più frequente è il vocativo, seguito da asindeti polisindeti multipli, pure associazioni di parole ad effetto "impressionista" in senso descrittivo o elegiaco. Le sequenze in asindeto, hanno effetto subentrante-perfettivo e sono composte da sostantivi, sostantivo-aggettivo, aggettivi o sequenze di verbi transitivi e intransitivi come nel bellissimo "vedi, vive, canta, sussurra." L'impiego di queste figure di accumulazione può avere, come detto, effetto variante-specificante o descrittivo oppure più squisitamente oratorio-enfatizzante, realizzando una "gradatio" emotiva, un vero e proprio climax.

La metrica:
È un poetare libero, polimorfo, ma senza urgenze o scrupoli di ordine metrico. In qualche modo è un poetare istintivo, d'ispirazione, di prima mano. Anche quando l'eloquio poetico si coagula in disticiterzine o persino tetrastici riconoscibili e strutturati in rime o assonanze o paromeosi, sovente il computo delle sillabe, cresce o difetta e la disposizione degli accenti è disritmica. Il tentativo di rima dantesca ("Amor") è sostanzialmente fallito. Altre volte invece il verso è di eccellente struttura metrica (cfr. gli endecasillabi "dolce mi viene all'anima, /cantando" oppure "dell'universo immenso meraviglia"). Ma ciò, quando avviene, avviene per caso, o meglio non avviene intenzionalmente quasi che il poeta seguisse unicamente una sua musicalità del momento.

I bisbigli di un'anima muta di Zairo Ferrante (CSA-editrice 2011)


DIETRO GENTILE CONSIGLIO DI GIOIA LOMASTI, DI SEGUITO INVIO ALLA VOSTRA REDAZIONE Vetrina delle Emozioni UNA SCHEDA DETTAGLIATA SUL MIO ULTIMO LIBRO.



“I BISBIGLI DI UN’ANIMA MUTA”Zairo Ferrante (CSA-editrice 2011)


Prosa, Poesia e DinAnimismo
( CARATTERISTICHE VOLUME: Raccolta di saggi, racconti e versi intorno alla poesia - pagine 96)
Una raccolta di saggi, racconti e versi intorno alla poesia. Un libro che invita a ricercare il mondo nella poesia e la poesia nel mondo. Parole che spingono ad ascoltare la propria Anima per non smarrirsi nel correre veloce dell’Umanità. Un’esaltazione del verso dai “mille usi” e della “Poesia come Madre buona di tutte le cose del Mondo”. Pagine che esortano a costruire il proprio personale viaggio senza tracciarne, anticipatamente e oggettivamente, il sentiero.
Una professione d’Amore verso l’Uomo e le meraviglie del suo Mondo.

Un invito poetico a guardarsi dentro e a immergersi nella propria vita per non subire, con superficialità, quella imposta da altri. (Nota tratta dalla quarta di copertina)
Zairo Ferrante è nato ad Aquara - provincia di Salerno - nel 1983. All’età di 19 anni si trasferisce a Ferrara dove consegue la laurea in  Medicina e Chirurgia presso l’Ateneo cittadino. E’ autore del libro di prosa e Poesia “D’amore, di sogni e di altre follie” (este-edition 2009) segnalato per le vendite da diversi quotidiani e riviste. E’ autore dell’e-book “Dinanimismo (Movimento Poetico Rivoluzionario delle Anime) ovvero connettivismo poetico” (2009)  e ha curato l’e-book-raccolta “La poesia come voce dell’anima ovvero l’Anima in personal” (2010), entrambi consultabili gratuitamente on-line (“Futurist Edition” Edizioni Futuriste sperimentali on-line)Nel 2009 ha fondato il “DinAnimismo” ovvero (Movimento Poetico/Artistico Rivoluzionario Delle Anime) già ufficialmente riconosciuto come avanguardia da una parte della critica letteraria.  Attualmente, oltre a continuare la propria formazione in ambito Medico, a gestire la rete e le collaborazioni del movimento Dinanimista e a proseguire l’attività letteraria, è possibile leggere suoi scritti su diverse ed autorevoli riviste e periodici culturali, sia on-line che cartacei.
Alcune sue poesie sono state tradotte in Inglese, Spagnolo e Francese.
Per ulteriori info sull’Autore:
http://zairoferrante.xoom.it/ (sito ufficiale dello scrittore)
http://e-bookdinanimismo.myblog.it/ (pagina ufficiale del dinanimismo)
http://recensionedinanimista.myblog.it/ (webzine ufficiale del dinanimismo)
Recensione del critico Roberto Guerra tratta
Florilegio number one dinanimista per il promotore Zairo Ferrante, sintesi essenziale dei primi anni della nuova poetica: dal 2009, esperimento letterario, neoumanista e postavanguardia, già rilanciato -per la cronaca- da "Style" il mensile inserto de Il Giornale, a cura di Girolamo Melis, e dalla prestigiosa rivista poetico-culturale "Isola Nera", diretta dalla celebre poetessa sarda Giovanna MulasUn volume cartaceo- "narrativo"... saggistico, "storico-poetico" dell'ancor giovane talento salernitano e anche ferrarese (dove risiede ancora e da alcuni anni): nella città estense ha esordito, subito segnalandosi con una prima raccolta poetica (per Este Edition), poi collaborando con il neofuturismo ferrarese (Asino Rosso giornale blog- l'editing Futurist Editions) e - per un certo periodo anche con il futurismo "scientifico" transumanista. 
Come accennato l'antologia minima attuale, memorizza e segnala il divenire ancora d'infanzia per la giovane biografia del neomovimento, approdato in certa futuristica sociale, nello stesso tempo mirabile prova non facile di fare poesia, fare parola, fare anima, fare avvenire, da bordi squisitamente umanistici e - criticamente parlando- non distante da certa visione atopica o archetipica, cara a maestri della psicologia o dell'estetica contemporanea, di neomatrice postromantica, quali il celebre James Hillman (il principale erede di un certo Jung) che il ben noto in Italia, Franco Rella.
Sulla figura-sfondo più recente di certa poietica... sociale post-realista, filtrata attraverso certa ecopoetica di poeti e scrittori, quali lo stesso Girolamo Melis, Giovann Mulas, Gabriel Impaglione e diversi altri.
Non ultimo un certo numero di nuovi talenti, gravitanti oggi nel Dinanimismo, tra appunto certo bordo neoromantico e altri vettori più futuribili. Una "sostenibile e godibile Leggerezza dell'Essere (d'Avantgarde).
A parte quelle librerie che hanno copie in conto deposito, il libro può essere acquistato o ordinato in tutte le Librerie fornendo il titolo e l'autore, e, se richiesto dal libraio, indicando uno dei seguenti Distributori nazionali: CSA PROMODIS (www.csapromodis.it) - EDIQ Distribuzioni (www.ediq.eu) - LS Distribuzioni (www.lsc.it).
Per ordinarlo alla CSA PROMODIS si può telefonare o mandare un fax al numero 080 4030109, o inviare una e-mail aordini@csapromodis.it o compilare il modulo d'ordine su www.csdapromodis.it.
Il libro è anche acquistabile su tutti i maggiori siti specializzati onlinewww.ibs.itwww.unilibro.itwww.lafeltrinelli.it, ecc.
TUTTI I DIRITTI  DEI TESTI SOPRACITATI E' RISERVATO AGLI AUTORI DEGLI STESSI E PROTETTO DA COPYRIGHT, NON PUO' ESSERE QUINDI COPIATO IN PARTE O TOTALMENTE SENZA LA LORO AUTORIZZAZIONE.

sabato 27 agosto 2011

'PAGINE SENZA BORDI' l'Opera Poetica di Federico Montanari - Aletti Editore

L'Opera è ordinabile in libreria o dal sito internet Aletti Editore
pg 188
Codice ISBN 978-88-6498-613-5
Prefazione a cura di


Un poeta deve far crescere nella gente la voglia di vivere, vivere luoghi, estranei, amori, dolori compresi. La poesia non deve dare sovrappensiero, timore, preoccupazione. La poesia deve essere prima di tutto una festa della potenza e dello sconfinamento. Voglio aumentare i modi di vedere le cose, dare un'idea insospettata di ciò che può essere l'uomo e di quali bellezze può trovare in sè. Voglio mostrare che la nostra delicatezza, sensibilità, è una fonte di ricchezza.
La poesia buona sa essere un battesimo ogni giorno. La poesia è sempre celebrativa, e sempre omaggia una realtà, la bellezza di un'inquietudine, di una rabbia. Senza questa coscienza di bellezza, l'uomo non farà che perdere l'amore per sè stesso, paventando in sè solo ombre; comprendendo meno sè, l'altro, e le soluzioni. Scrivere per esprimermi, e quindi, per proteggere me, la comprensione, la bellezza, i lati coraggiosi nella pioggia, la dolcezza addolcente, la spinta all'affetto incondizionato, al fascino oscuro, allo spirito d'avventura della curiosità che si divincola dalla statua dell'orgoglio che frena la verità e la maturazione; scrivere per propagandare questi e le stelle marine d'appuntare allo sguardo che riflette panorami. Scrivo perché sento la mortalità cingermi, col suo frinire rauco e assediante rendendomi acceso e irradiante.

Poesia è… (di Emanuele Marcuccio)

Tramonto dalla mia finestra in gennaio 2008
http://www.flickr.com/photos/joetiziano/
TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI ALL'AUTORE 
Non si potrà mai dare una definizione definitiva di “poesia” ma, solo innumerevoli interpretazioni, lo stesso verbo “definire” vuole tracciare dei confini ma, la poesia non ha confini, il suo spirito vivrà sempre e la sua voce cavalcherà i millenni.
Infatti, scrive la grande poetessa Alda Merini: «Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.».
Oltre all’interpretazione che ne ho già dato nella mia “Introduzione alla poesia”, già pubblicata su questo blog e in vari altri siti, nel corso degli anni ho pensato queste altre interpretazioni, rifacendomi ai concetti già espressi nei miei aforismi (pensieri, massime), per cercare di dare una possibile “definizione” di “poesia” che, per sua natura, sfugge ad ogni univoca definizione.

venerdì 26 agosto 2011

Sulla poetica di Federico Negro, il poeta si raccontata



L'AUTORE:

Federico Negro è nato a Lecce il 14.09.1968.

Ha pubblicato la sua prima silloge poetica dal titolo «Parole sussurrate» (Penna d’Autore, 2006), poi ampliata e successivamente edita con lo stesso titolo (Penna d’Autore, 2007). L’autore ha partecipato, ed è stato premiato col Diploma e Medaglia aurea, al «Premio Letterario Agenda dei Poeti»  con la poesia «Anima», che figura nell’«Agenda dei Poeti» nel 2005 (Otma Edizioni). L’anno successivo ha proposto la poesia «Vagamente lontana», che è stata inserita nell’edizione 2006. Con il testo «L’incontenibile frustrazione» è stato presente al «Premio Internazionale Agenda dei Poeti» acquisendo il Diploma e Medaglia aurea con relativa pubblicazione nel 2007.
In seguito, si assicura uno spazio con le poesie «La luna», «Il mio volto», «Dea degli evi», nell’Antologia «Vita è quest’avventura» (Pagine, 2007).




Libere percorrenze - 0111 Edizioni - Autore e prefazione di Federico Negro 

Nel tempo, l’uomo ha sempre ricercato condizioni di equilibrio, che credo possano ritrovarsi nella poesia, capace di esprimere le emozioni che mitigano angosce e destano speranze.
Si dà luogo, in questo modo, ad una coscienza che avverte armonia nell’immutabile pellegrinaggio in un mondo ostile e anche aggressivo.
Un soccorso, allora, ci viene offerto dalla sensibilità orientata a filtrare gli accadimenti, che giungono a noi con la forza del verso, il quale può, senza dubbio, regalarci quelle tenerezze, che, altrimenti, non sarebbero state mai nostre compagne.
Innumerevoli le testimonianze di coloro, più o meno noti, che hanno fatto della poesia il senso della propria esistenza, senza per questo distogliersi dal vivere reale.
Per essere autori di versi, essi hanno, con certa intima disponibilità, coltivato ed espresso tensioni e di ordine individuale e di ordine ambientale, toccando altezze che hanno tradotto pensieri in comunicazioni, che certamente vivranno lungamente per accompagnare il percorso di tanti lettori.
Anch’io mi sento profondamente inserito nel gioco di proposte caratterizzate dalla insopprimibile attenzione rivolta alla individuazione dei sentimenti, nati da infinite situazioni, che mi è parso di poter comunicare, in versi, parte dei quali già pubblicati.
Piacevoli i consensi che mi sono stati rivolti.
Ora mi ripropongo con una raccolta di testi da tempo conservati e amati dal titolo «Libere percorrenze», che spero possano incontrare il favore di tanti.
In questa nuova occasione, penso di poter dire che ho aperto il mio interesse a temi che certamente faranno rivivere sensazioni bastantemente personali, come quelle finalizzate a capire l’uomo, gli amori, i silenzi, che occupano pesantemente l’intima coscienza.
Credo, in tal modo, che l’essenza della quotidianità, vissuta in un orizzonte che va dall’istante al futuro, anche lontano, rasserenerà quanti avranno accettato e condiviso il senso della storia.



Oltre la poesia - The Boopen Editore - Autore e prefazione di Federico Negro




A differenza delle precedenti edizioni, questo lavoro rappresenta per me un salto in  avanti, in cui il sentimento, l’amore, che in alcuni casi divengono sensualità e la precarietà delle giovani generazioni e non, sono la principale risorsa, dei componimenti.
La poesia, come elemento principale di un modello che col tempo può divenire essenzialità, porta tutti noi verso confini prima inimmaginabili. Concezione primaria è quella di analizzare fenomeni che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono di difficile interpretazione. L’intuito, che deriva da ogni singola parola o verso, è l’espressione di una interminabile inquietudine o piacevolezza, che vede il «poeta» nella non facile situazione di sradicarsi da emozioni irrefrenabili.
Interminabili pensieri scivolano con eloquente sensibilità, dando prova di un vissuto prima che di uno scritto, in cui l’esigenza di rinnovare la propria esistenza passa attraverso una forma di dinamismo contemplativo. È il tutto accade in un istante, che a volte può significare immediata esaltazione. E questo, nella sola poesia, può anche non bastare.



Essenze - The Boopen Editore - Autore e prefazione di Federico Negro



Una sinfonia allegramente disinvolta in cui ogni istante viene vissuto con l’emozione del momento, a volte con enfasi, altre nella bellezza di cogliere momenti di indimenticabile presenza.
Un sentimento di reale importanza che in questi versi accarezza con leggiadra condivisione quei piacevoli attimi, che sono divenuti pensiero prorompente di un’anima alla perenne ricerca di se stessa. Un sentiero, un cammino che percorre un’interminabile cognizione dove l’amore trova la sua principale caratteristica.
Inoltre, nella raccolta troverete alcune poesie che prendono il nome di “poesia breve”, che hanno la peculiarità di essere scritte in tre versi ed assomigliare ad un “haiku” giapponese, che mi ha offerto l'essenzialità della parola.


Gli interventi sono inclusi nelle Opere editoriali  a cura dell'autore Federico Negro

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