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lunedì 22 agosto 2011

Alda Merini: Il Maglio del poeta che colpisce i cuori e le coscienze a cura del giornalista Alessandro Spadoni

Alda Merini: Il Maglio del poeta che colpisce i cuori e le coscienze


Autore: Alda Merini
Titolo: Il maglio del poeta
Editore: Manni Editore
Anno: 2008
Pagine: 60
Argomento: Poesia
Isbn: 88 – 8176 – 331 – 1
La frase: “Capita anche a me, Maestro,/ di aver fatto l’amore/ con quelli / che non hai mai conosciuto.”

Nota critica: Il maglio di Alda Merini è potente. Il maglio di Alda Merini è un colpo inferto ai nostri egoismi, alla nostra arroganza di persone perbene, mandando in frantumi ogni certezza, ogni presunzione di innocenza. Ci rende umili, finalmente disposti ad ascoltare la voce del poeta, l’unica voce che è necessario, doveroso, ascoltare in silenzio per fronteggiare una realtà sempre più artificiosa, contraddittoria e incomprensibile…

“Il Maglio del poeta”, pubblicato da Manni Editore (anno 2008), non è semplicemente un libro di poesia. E’ un distillato di autentiche armonie in versi, una sapiente mistura di frammenti di vita, legati insieme dalla musicalità innata, quasi istintiva, di Alda Merini che ci lascia senza respiro. In lei il verso diventa melodia struggente che contiene in sé una verità profonda, indiscutibile, che illumina e consola l’anima ferita. Diviso in tre sezioni: Dediche, Canzoniere d’amore, Il Maglio del poeta, il tessuto poetico di Alda Merini avvolge il lettore con delicatezza e rapidità, trasportandolo in una dimensione di intesa spiritualità, di parole prive di ridondanze stilistiche e lessicali che sanno rendere con estrema fedeltà l’immagine di un realismo vivo e pulsante, chiaro e semplice al cuore.
“Beati coloro che si baceranno/ sempre al di là delle labbra/ varcando dei gemiti/ il confine del piacere/ per cibarsi dei sogni”. In questa lirica, come in tutto il resto del  componimento, emerge evidente l’urgenza di esprimere una passione elementare che va oltre gli schemi, le intelaiature di un versificare classico. E’ questo il talento e la maggiore cifra stilistica di Alda Merini, non a caso, poetessa di primo piano nel panorama letterario italiano. Il tono è talvolta struggente, altre volte affabulatorio, ma mai discorde, disunito. La divisione in sezioni è solo funzionale al ritmo narrativo della poetessa; si affrontano ricordi ed emozioni differenti che hanno però uno stesso fluire dinamico, una stessa straordinaria armonia di fondo che si apre con un palpito e si chiude in un crescendo di emozioni che lascia senza fiato: “ Se tu avessi visto i miei cieli/ e le mie religioni/ e tutti i sarcofaghi della mia fede/ avresti abbandonato tutto/ per venire ad abitare con me povera./ Ma poiché l’ambizione/ è la culla dell’uomo/ continuo a morire/ nel tuo silenzio”.
Alda Merini dunque non scrive solo semplici poesie, canti di un’anima che ha troppo visto e sofferto, ma va oltre e ci rammenta le nostre debolezze, le nostre ipocrisie, con la leggerezza d’una melodia autentica, veritiera, indiscutibile, che impone riflessione e ripensamento.




A cura del giornalista Alessandro Spadoni
Per la sezione libri


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