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domenica 7 agosto 2011

CRITICA D'ARTE ASTROARTISTICA dell'autrice Cristina Pelucchi a cura di Alessandro D'Angelo


CRITICA D'ARTE ASTROARTISTICA
Usando le posizioni degli astri in un tema natale di un pittore, di uno scultore, musicista o scrittore, si può, attraverso uno studio analitico del tema Radix, individuare la reale predisposizione dell'animus dell'artista.  Le considerazioni degli aspetti planetari come le precise "Corde celesti" ci portano alla individuazione di come l'artista manifesterà il suo talento.
ESAME ASTRO-POETICO  DI  CRISTINA PELUCCHI
Nella poesia di Cristina  si comprende, sin dai primi versi, la  sua profondità di pensiero,  presente dietro una brillante  forma lirica. L’essenza del suo messaggio si  perde nei meandri delle fugaci apparizioni di cose dette e non dette; ora  celate, ora rivelate attraverso l'espressione di sentimenti prorompenti come fuochi d'artificio in una  notte d'estate. La scrittrice scrive nella sua presentazione del proprio testo "La Luce nei Diamanti": "Le mie poesie  e miei racconti nascono dal cuore, perché vogliono dare un messaggio di speranza a questo mondo arido..." La poetessa così prosegue: "Credo che gli artisti svolgano un importante ruolo nella società, lavorando per dare una nuova forma al futuro..."
Fra le numerose  sillogi, mi è rimasto impresso qualche verso della poesia Anime in volo dove la poetessa è riuscita a creare un connubio fra l'amore e la libertà: "...ma l'amore, quello vero//ci ha curati.//Abbiamo guarito le nostre anime e poi le nostre ali//ora siamo liberi di volare//io nel tuo cielo//tu nel mio//ed ora quel cielo è tutto nostro//è l'infinito...// La scrittrice, ci insegna come l'amore non ha  limiti né di tempo, né di spazio, né di forma né di colore. Questi non ha  regole. L'amore è pura  libertà.
       Le poesie di Cristina,  pregne d'amore,  si rivelano come una  libera manifestazione dell'essere nel suo eterno divenire storico. Da una attenta analisi del  tema natale della poetessa possiamo, infatti, ricavare alcuni aspetti importanti che hanno influenzato il suo poetare:
La  Luna, congiunta al macrocosmico e spirituale Nettuno nel profondo segno dello sagittario, assume un' espressione particolare dalla quale emerge, e in modo prorompente, come l’artista sia riuscita a creare poesie pregne di emozione, di energia, di eleganza e di  profonda sensibilità. Va infatti sottolineato che, a causa della spirituale congiunzione Nettuno-Luna, l'artista  realizza versi  dai quali si comprende come questa  viva e soffra in modo celato una forma di  emozione atipica: stato d'animo  che conferisce, troppo spesso,  una  solitudine esistenziale la quale  emerge, si amplia e si accresce a causa della quadratura fra il luminare maggiore Sole e l'impetuoso Marte per riuscire a creare  sillogi solari e profonde , ma solo dopo aver percepito e vissuto tensioni e  drammi interiori soprattutto a livello inconscio, nel “limbo venusiano”.
       Nel tema emergono altri  valori planetari degni di nota che generano una forma di ipersensibilità originale,  pronta a comporre  poesie e messaggi pregni  di amore; quell'amore Celeste come recita Dante Alighieri  nel XXXIII Canto del Paradiso  nel terminare  la Divina Commedia: "amor che move il sole e l'altre stelle". Infatti, non vanno dimenticate le influenze planetarie della Venere in Capricorno seria e concreta perché "saturnizzata". Questa realizza due importanti  aspetti armonici: uno  con la magnetica  Luna Nera e un altro col pianeta dell'occulto Plutone. Entrambe le corde celesti rappresentano un amore vissuto in modo  misterioso e nascosto, ma pronto a venire alla luce in modo energico appena risente di un transito  astrale appropriato.
Dall'escursus poetico-astrologico, emerge come nel tema della poetessa, il pianeta dell'aggressività Marte sia presente nel segno della Bilancia. Questi, poiché assorbe le influenze venusiane, manifesta un'azione tesa verso l'estrinsecazione della bontà e dell'amore; ciò accade anche se  Marte è sinonimo d'inquietudine  sia interiore che esteriore.
Proseguendo nell'interpretazione delle influenze planetarie, si   evince  come l'artista sia portata a  riflettere,  immergersi, vivere e manifestare l’arte in modo chiaro e comprensibile a tutti. Allo  stesso tempo non tralascia  di esprimere quel “quid” che,  per chi sa percepire oltre i versi delle liriche,  individua quella parte del mondo spirituale celata ai più. Tale  realtà  scaturisce dalla positiva influenza della magnetica Luna Nera nel marziano  segno dell' Ariete ed  in ottimo aspetto di sestile con l’amorosa Venere presente nel saturnino Capricorno . Da tale aspetto,  emerge una facilità di creare che porta il lettore  a rilevare  fra le rime un particolare  tipo la realtà occulta che lo avvicina verso il grande  mistero dell'amore.
Per approfondire la dinamica artistica generata dalle influenze lunari, bisogna  attribuire il giusto valore alla presenza del pianeta della spiritualità Nettuno, simbolo anche dell'io collettivo, in buon aspetto di sestile con il luminare maggiore Sole: questa corda celeste eleva l'intuito della Cristina e fa di lei una poetessa tesa a scrivere sillogi e poesie veramente cariche  di intuito e di solare amore.
 Le sensibili ed emotive energie, sono attivate ed  accresciute dalla presenza del pianeta Urano, simbolo dei cambiamenti e delle metamorfosi, proprio in armonia di sestile con la Luna, lo spirituale Nettuno e in buon aspetto di trigono con la Venere che simboleggia l’amore, l’amicizia e la bellezza. Questa corda celeste apporta   un modus vivendi che aumenta, lievita ed amplifica una forma d'intuizione  che accresce le  emozioni non comuni.
Attraverso tali influenze: sia uranian-venusiane, che solar-lunar-nettuniane, la nativa è pronta a realizzare le “nozze mistiche” fra Eros e Psiche, fra il Sole e la Luna, (in sestile fra loro); fra il conscio e l’inconscio, tra  il razionale e l’irrazionale. Da questa assonanza di situazioni planetarie, è facile comprendere come l’artista riesca a percepire e vivere le realtà fenomeniche dell’ipersensibile e a manifestarle oltre la IV dimensione einsteniana del tempo,la creazione di  opere poetiche pregne di scintille di luce.
 Si può asserire  con certezza, che le poesie di Cristina  sono nate  da forti vicissitudini , profonde riflessioni e contrasti interiori che scaturiscono da una profonda lotta soprattutto fra l’elemento Terra  e l’elemento Acqua. Non  va dimenticata la forza e l’influenza della Venere in un segno  di terra in buon aspetto sia  con il pianeta delle cose misteriose ed occulte Plutone il quale coadiuvato dalle influenze del  saggio e severo Saturno e la Luna Nera.
Il  poetare venusiano, ci ricorda la poesia "E SE" :E,  se non avessi braccia//come potrei stringerti?//Se non avessi bocca come potrei baciarti?//Se non avessi mani//come potrei accarezzarti?//Se non avessi un corpo?//Se fossi solo un'anima pura...//come potrei...?//...
Un’astrale nota celeste, che aggiunge  una notevole sensibilità occulta che porta a  percepire anche ciò che dista molto da noi e che ci protende verso il mistero, è la presenza della Luna Nera  nel nettuniano segno dei Pesci, governato dal pianeta che simboleggia sia l’io collettivo che il macrocosmico e spirituale  Nettuno , dio del mare. Da queste energie lunanerian-nettunian-venusiane
, scaturisce la capacità di percepire anche alcune  realtà fenomeniche silenziose, nascoste sotto la cenere, ma pronte a manifestarsi  attraverso le opere poetiche. Ciò ci ricorda quanto recita nella silloge: Tra  Cielo e Mare: "...ascoltavo in silenzio il canto del mare//sotto un cielo di stelle//lo sguardo sempre rivolto lassù//fintanto che ho visto una stella cadere//e una lacrima rigava il mio volto...//
Va  aggiunto  che poiché  l’infero Plutone, si trova a vivere un buon  trigono con l’intelligente Mercurio, le capacità di percepire e di verificare le cose celate della realtà aumentano, si accrescono sino a diventare il “Motus Proprio” che conferisce una logica occulta pronta a celarsi dietro  i messaggi poetici. Basterebbe soffermarsi su questi messaggi  per scoprire  l'entità e il valore celato del “Foat” teosofico immerso in una luce particolare, complessa ed atipica.
E’ proprio a causa della congiunzione Mercurio-Plutone che la nativa riesce a percepire, quindi ad imporre nel “Regno del pensiero” idee razional-plutoniane che portano nella poesia pregna d’amore, un velato sapore d’antico, di primitivo o primordiale sapore di vita vissuta un tempo che fu e che ritorna con impeto ad essere oggi, come ieri in maniera vera.
Dalle  poesie, l’artista percepisce come il tempo, pur passando, rimane fermo lì, a voler dimostrare che l’eterna vibrazione micro-macrocosmica del Basso rapportata all’Alto, rimane inalterata in modo aspaziale ed atemporale.
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Astrocritica d'arte di Alessandro D’Angelo

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