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sabato 20 agosto 2011

Vera in nightwood ballads‏ - Intervista fatta a Giacomo F. Seccafien il 17 Agosto 2011


…“ Vera in Nightwood Ballads’ ” è una proposta artistica aperta a tutti. Un tentativo di pubblicare con costi bassissimi in tutta Italia le vostre canzoni, anche i generi più ricercati, senza farvi cambiare nulla. Un’utopia, una chimera, di immettere un album nel mercato internazionale, senza i limiti delle case discografiche…



Che cos’e’ “Vera in Nightwood Ballads’”?

“Vera in Nightwood Ballads’” è un progetto. Un progetto nato per caso, e che cerca di far fronte a diverse mancanze artistiche dell’Italia. Si pensi che:-         Per pubblicare un romanzo o una raccolta di poesie gli editori chiedono spesso contributi salati in cambio di una piccola distribuzione;-            Per pubblicare un disco, al di là delle larghe spese per registrarlo, bisogna “prostituirsi” a grandi case musicali (che commercializzano l’opera e ne stravolgono il genere), oppure bisogna appoggiarsi (sempre spendendo soldi) ad altre piccole etichette, che in questo decennio stanno scomparendo e limitando la propria distribuzione pressoché solo nel web;-       La pubblicazione di tavole illustrate, fumetti o raccolte di foto, è praticamente inesistente e comunque impenetrabile, nel nostro bel paese;-     Lavori un po’ più ricercati, come il teatro, la traccia recitata o l’arte del soliloquio trascritto, non solo non vengono finanziati, ma si abbassano addirittura, relegati a pochi spettacolini.“Vera in Nightwood Ballads” vuole dire basta a tutto ciò, e creare un vero e proprio mercato alternativo dell’arte in Italia, sfruttando il canale editoriale per diffondere un’opera che magari strettamente editoriale non è, come un disco o le registrazioni di una sala, da allegare al libro, dove vengano spiegate e parafrasate. Il vantaggio è che, senza sovrattasse né spese aggiuntive, questo prodotto arriva in qualsiasi parte della penisola nel giro di massimo due giorni, proprio perché sfrutta il canale cartaceo. Cosa impensabile per un album autoprodotto od una raccolta rilegata da sé, che verrebbe ordinata, ben che vada, solo sul proprio sito e con pagamenti postali… Qui si chiede in libreria, ed al prezzo che costa, l’indomani mattina, arriva!“Vera in Nightwood Ballads’” chiama dunque a raccolta tutti gli artisti, affinché si uniscano tra loro in realtà diverse a creare un simposio. Penso ai tanti cantastorie che si vedono solitari nei video, alle band emergenti, ai musicisti sperimentali, agli strumentisti che vogliono sfogarsi con un lavoro in proprio… Penso che possiamo lavorare insieme, per immettere il vostro disco nel mercato nazionale, costruendoci un bel libro al quale allegarlo.

Che cosa si propone di fare?

Questo progetto si propone di creare un libro al quale allegare l’opera. Insomma, vogliamo sfruttare un mercato accessibile (quello editoriale), per usarne i mezzi di distribuzione, con elementi che nel loro campo non avrebbero vita tanto fortunata (vedi l’incisione di un disco). “Vera in Nightwood Ballads’” non è una collana, ma una squadra che lavora per proporre poi il risultato alla casa editrice. Per il momento, il nostro testimone è stato raccolto dalla Fabbroni Edizioni. Insomma, nel momento in cui un artista ci contatta perché non riesce a pubblicare il proprio disco (restando nell’esempio della canzone), noi ci costruiamo un libro dove spiegare i sentimenti che hanno mosso l’artista stesso, la genesi dei brani, la trascrizione dei testi, la biografia ecc., senza dimenticare una bella impaginazione, foto di copertina, serigrafia, illustrazioni… E spedire il pacchetto, di libro+cd, all’editoria, confidando che i nostri sforzi vengano esauditi con una opportuna, leggera ed economica proposta di pubblicazione. Ed ecco che potrete diffondere il vostro disco nelle librerie, con concerti da seduti, centri culturali, ed una sfera dunque che sappia anche evadere dall’ambito melodico, e toccare altre direzioni artistiche. Un bel sogno.
Tramite interviste, analisi, ed un breve iter che poi andremo a spiegarvi nel dettaglio, daremo voi modo di raccontarvi, di creare una bella chiacchierata col vostro lettore, tingendo di significato “cartaceo” ciò che poi ascolterà tramite il l’autoradio od il display cd. Attenzione però: noi non siamo una casa editrice. Ci limiteremo a creare il libro secondo la rotta più congeniale. Poi tratteremo, tutti allo stesso livello vostro, la pubblicazione, secondo i parametri della casa editrice che lo accetterà. Perciò non chiamateci per dettagli specifici, riguardo royalty, distribuzione, codici Isbn… Qui sarà fuori dalla nostra competenza, e non dovrebbero sorgerci alcun tipo di problemi (sono regole tecniche e spesso standardizzate).Quella del libro e disco è oltretutto un’evoluzione più genuina del vinile rispetto al nudo compact disc su copertina rigida: manterremo le foto ed i “profumi” di quei geniali anni.

Com’e’ nata l’idea?

Molto semplicemente. Come una favola. Io che vi sto parlando sono Giacomo, suono negli HarmonicaBar, gruppo per il quale scrivo i testi. Ma il blues è molto distante dal pubblico concesso ai giovani dai palchi rock, e così abbiamo trovato un po’ più di fortuna nella metrica del verso rispetto che all’esibizione dal vivo: in questo modo nacquero i miei primi due libri, “Un lungo respiro di silenzi” e “Resistere e vivere”. I miei fratelli spirituali, gli Avenue92, ebbero invece grande presa sullo spettatore, esibendosi con frequenza molto valida, ed incidendo dunque due dischi: la raccolta di demo “Music, fun and girls” e l’Ep “Feelings and situations”. Nelle nostre serate al bar Prima Linea, dove di suole rilassarci la sera, capitò di trovarci in un punto vagamente morto; avevamo certo sempre qualcosa di cui parlare, ma artisticamente ci trovammo con una sensazione strana. Jack, vocalist nonché paroliere del gruppo, mi disse che aveva dei pezzi ai quali era affezionato, ma che incisi sarebbero stati devianti per il terzo disco. Anch’io possedevo canzoni che volevo consegnare alla memoria, ma fuori contesto del futuro terzo libro. Così decidemmo di tornare momentaneamente alle origini, perché se il futuro appare troppo distante, bisogna saper fermarsi ed avere il coraggio di riguardarsi indietro. Mettemmo assieme i quaderni di appunti, scritti dai 13 anni fino ai 18, e riuscimmo a porre insieme cinque capitoletti di cinque pezzi ciascuno, riadattando e fondendo un po’ di parole. Avevamo creato un e-book, che volevamo regalare nei siti agli amici, gratuitamente scaricabile. Però prima, con non poco spam, decidemmo di spedirlo via mail a duecento indirizzi di case editrici, non fosse mai che ne scappasse una a volerlo pubblicare senza contributi. Ci contattò la Fabbroni Edizioni, chiedendoci se non volessimo allegarci un disco. Un disco? Ho capito bene???Un disco? Ragazzi, eravamo in estasi. Un disco sul serio? Materialmente tangibile? Non autoprodotto ma distribuito? Ci pensate voi a stamparlo, a metterlo sotto siae, ad allegarlo al libro? Sì. Penso che quello fosse diventato uno dei momenti più stimolanti delle nostre vite. Secondo questa rotta, imparammo come impostare un libro che non fosse avulso dall’album: capimmo come edificare, a mo di Leonard Cohen, un testo dedito a spiegare noi, le nostre vite, i nostri sentimenti, le nostre canzoni. Dall’altra parte del mare, la Fabbroni esplorava un mondo veramente nuovo. Già, perché esistono diverse raccolte di libri e dischi venduti assieme, ma mai di inediti. Esistono libri cartonati per bambini con la canzone della filastrocca (vedi “Girotondo”); esistono raccolte con biografia o analisi (vedi “Una musica per i dannati” su Fabrizio de Andrè); esistono piccoli baluardi sperimentali (la biografia di Pino Scotto scritta da Norman Zoia con un album di reincisioni ricche di interventi speciali). Ma ancora, in tutta Italia, non si è visto un disco “nuovo”, mai ascoltato, uscire tra le pagine di un libro a fargli da lenzuolo. Siamo i primi. Anzi, sarete i primi!

In che modo lavorerete?

Parliamo del progetto nella sua dimensione più “semplice”: arriva una band che, senza nulla togliere alle piccole etichette, vuole pubblicare il suo disco, perché preferisce avere distribuzione nazionale, oppure perché sente necessità di allegarci una perifrasi rilegata, o ancora perché un componente è affascinato dall’idea di diventare, al di là di musicista, anche scrittore. Bene, ora bisogna innanzitutto impostare il libro:-         La prima parte sfrutterà un’intervista che verrà svolta negli studi di registrazione di Radio San Donà, personale o telefonica. In questa emittente lavoro come speaker di un programma che abbiamo ideato tra cantautorato, musica emergente e sperimentale: HeavenArmonyFrequence. Si tratta di un 50 minuti di trasmissione dove si parla, si mandano canzoni, si riflette, si scherza pure, ma soprattutto ci si racconta, a 360°. Una componente della squadra, Vera Buffolo, penserà a trascrivere ed elaborare questa nostra conversazione: ecco realizzata la sezione numero 1 del testo! La possiamo arricchire anche con vostri scritti mai pubblicati, con integrazioni, articoli di giornale… Quello che volete e che ne salterà fuori;-     Seconda parte: farà da “intermezzo” tra l’intervista ed i testi, e verrà dedicata unicamente alla biografia. Perciò, qui vi chiedo di mandarci diverse foto del gruppo e singolarmente dei vari componenti, compresi amici e persone meritevoli di nota, a vostra discrezione e scelta. Accanto a questi scatti, dobbiamo scriverci una dettagliata storia del complesso e dello strumentista preso individualmente; esempio: “gli Avenue92 si esibirono la prima volta nel… a … (…) Marco Mazzucato, detto Tom, nasce il 2 Agosto a… comincia a suonare la… nel…Bicio, fotografo del gruppo, è un simpaticone ormai preso nei palchi…”. Proprio come si faceva nelle pagine dei 33 giri.-     Terza ed ultima parte: i testi. Sarà sufficiente che ci mandiate i testi in ordine di comparsa nel disco, magari con qualche nota relativa alla loro genesi. Ci penseremo poi noi, con Jack e gli altri componenti degli Avenue92, ad estrarne un’analisi musicale e metrica, che le spieghi e le valorizzi, un po’ come faceva una volta Vincenzo Mollica nei suoi “Parole e canzoni”. Saranno delle lettere in formato piccolo, sotto il vostro brano.-            Non è finita: bisogna illustrare qualcosina anche a mano. Ecco che entra in gioco Giovanna, pronta a disegnare, con la sua raffinatissima mano, ed arricchire la lettura con l’arte grafica. Specializzata principalmente in manga, sa cimentarsi con eccellenza praticamente in qualsiasi cosa, credetemi. E se non c’è un quadretto a cui siate legati per la copertina, potrebbe farvela lei, con la mia personale promessa che vi lascerà a bocca aperta.
Andiamo al disco: spetterà a voi decidere se fare una raccolta di pezzi già editi, se pubblicare un album totalmente nuovo, se cimentarvi in versioni acustiche, se dare alla luce rarità della vostra carriera e repertorio... o tutto quello che vi passa per la testa (ce ne sarebbero a migliaia di idee). Qui saremmo lusingati, come HarmonicaBar, di poter darvi un contributo. Vale a dire che potremmo incidere qualcosa insieme, o anche collaborare per un piccolo riff in via epistolare, senza perderci troppo tempo, scambiandoci provini e registrazioni; e a mano a mano che aumenta il numero degli artisti, darci sempre un contributo l’uno con l’altro, cosicché l’album possa vantare anche delle special guest. Stessa cosa per gli Avenue92, od i singoli componenti. Questo per valorizzare il prodotto, renderlo sempre più colorato.Infine, vorrei incentrarmi sugli ultimi due punti:-            Questione video: sappiamo tutti che non è facile girare un videoclip di alta qualità di un brano, ma noi possediamo un asso nella manica. Un asso che si chiama Daniele Bagolin, un giovanissimo regista che con pochi mezzi e tanta inventiva, ha saputo estratte quattro mini-film dall’album “Front line”. È un movie maker bravo al punto che, durante un’intervista a Tele Chiara, i tecnici non ci chiesero neanche quale tra i tutti scegliere: ai loro esperti occhi i player in rete erano uno migliore dell’altro. Quando dicemmo loro che erano amatoriali, casalinghi e no-budget, ci guardarono per traverso, quasi raccontassimo balle. Dunque saremmo molto contenti di trovare il tempo per sfruttare ambientazioni naturali, attori ed attrici, scenografi e sceneggiatori che possediamo per amicizia e non per contratto, al fine di girare almeno un video dal vostro album, e diffonderlo nel web, ed infine darvelo in dote per le interviste televisive (accessibilissime, perché noi abbiamo semplicemente spedito una mail, senza nessun contatto che ci agevolasse, e diverse emittenti ci hanno accettato). Al di là delle riprese, potete spedirci registrazioni vostre, così da far comparire anche l’artista nel clip, perché sappiamo già che gli impegni reciproci non ci consentiranno di passare ipotetiche settimane assieme a far scene nei Caraibi. Una sezione del nostro sito fa da archivio ai risultati già conclusi;-          Questione diffusione. Allora, qui il discorso è delicato. Quando feci uscire la prima pubblicazione, pensavo che le copie sarebbero state spedite “a casaccio”, cioè un po’ qua un po’ là, un po’ a Venezia un po’ a Catania, un po’ a San Donà un po’ a Gobbio… Invece, bisogna affrontare l’amara verità che purtroppo un disco che non sia prodotto dalla Sony ed un romanzo che non sia prodotto dalla Mondadori, non hanno facile distribuzione. Un emergente non avrà la sorpresa di capitare in una città nuova, e trovare esposto in vetrina, spontaneamente, il suo testo. Perciò noi abbiamo deciso di architettare un piano. Abbiamo detto che “Vera in Nightwood Ballads’” è un progetto, poi, che diventa una squadra; bene, ora diamo la terza accezione: “Vera in Nightwood Ballads’” è uno scaffale. Mi spiego: a partire dai punti vendita della casa, noi come autori abbiamo fatto presentazioni almeno in cinque librerie, che si sono ovviamente fatte spedire i nostri libri. Se domani pubblicasse con noi un autore torinese, almeno cinque librerie in Veneto ed ora almeno cinque librerie in Piemonte avrebbero entrambi i libri. E così dicendo, dobbiamo fare tante, ma proprio tante presentazioni! Ed avere tanti autori a pubblicare con noi e diffondere nella loro terra l’iniziativa, il “Vera in Nightwood Ballads’”. In questo modo, potremmo diffonderci come una macchia d’inchiostro nell’acqua, e giocarcela così. E quando arriveremo, che ne so, a 50 autori, ci sarà già uno scaffale in minimo 250 librerie in tutta la penisola, con i nostri libri. Così un lettore troverà davvero un mercato alternativo del disco, e l’aver abbattuto la distanza non sarà solo prerogativa di internet: in questo modo, potranno invitarvi a suonare e presentare in posti davvero impensabili…!È un’utopia? È solo una chimera? Può darsi. Ma ci piace veramente tanto questo sogno, perché ad ogni nuovo concerto, lo stiamo portando sempre più vicino alla realtà. E ci piacerebbe che ci dessimo una mano tutti assieme, perché,...... possiamo farcela!

Perché’ avete aperto l’invito a “tutti” gli artisti emergenti?

La proceduta finora descritta è standard, vale a dire complementare ad una proposta classica, di una band che vuole pubblicare l’album tramite questa nuova opportunità. Ma mica esistono solo gruppi che trovano difficoltà a diffondere la propria arte! Ad esempio, basta girovagare un po’ su youtube per trovare dei cantautori per niente improvvisati, che intonano i propri versi con chitarra e voce. La società li relega ad uno spazio di poche visualizzazioni, noi no. Noi teniamo ad ogni singola goccia dell’oceano della canzone. E perché parlare solo di canzone poi? Si pensi al teatro: esistono commedie intere, con sceneggiature, musiche e scenografie paurosamente straordinarie, che rischiano di cadere nel dimenticatoio di qualche foto e registrazione graffiata. Nel video promozionale, fatto in radio, menziono “Blackout” della cara Erin, ma ne esistono a centinaia di messe in scena, portate in giro per teatri e teatrini. Cavolo, a costo di portarmi in spalla il mixer mi metterei io a registrare l’intero spettacolo, con interviste e foto che renderebbero il libro-disco eccezionale, di una rara bellezza, imperniata su ricordi e magie e gente che proprio ce la mette tutta. Dirò un’altra cosa: oltre che al cd, si potrebbe pensare di allegare anche un bel Dvd al nostro cartaceo, non sarebbe neppure tanto difficile. Mi chiedo come sia possibile che di “Dracula” esista solo il disco in studio della Pfm e nessuno straccio di testimonianza video: se avessi una liberatoria da Franz di Cioccio, andrei con armi e bagagli in mano alla prossima esibizione, pregando gli dèi che ci sia, e farei tesoro di ogni ombra, per farne un filmato vendibile con il libretto dell’opera, traboccante di curiosità, pensieri degli attori e flash di scena. Per non parlare di alcuni cortometraggi che ho visto fare: storie assurde, doppiaggi strepitosi, il fiato sospeso sino all’ultimo centimetro di pellicola. E neppure un ritaglio di cinema indipendente disposto a proiettarlo, a metterlo in concorso, a lasciare sfogare il regista nel suo torrente di parole, che sono sicuro abbia il piacere di raccontare. Fino a questo punto, abbiamo descritto come sfruttare il mercato del romanzo per mettere in circolo, in rotta nazionale, un film, un album, una recita teatrale; e perché non sfruttare la recita, il disco o la proiezione, per diffondere qualcosa di ancora più ricercato? Prendiamo il fumettista: eccetto ingaggi previo un diploma ben affermato, non ha di certo vita facile. Dunque, sarebbe un sogno realizzare un’opera musicale che accompagni (e si faccia accompagnare) da delle tavole illustrate, per dar voce a qualsiasi tipo di disegno possa esistere sulla faccia della terra. O ancora i fotografi. Perché penso (e per fortuna sono solo uno di un milione), che la fotografia meriti un posto tutto per sé nel tempio dell’arte, anche se i libri di scatti sono una cosa troppo rara negli scaffali delle nostre librerie.
E tutta questa schiera di fenomeni e di cuori d’oro è stata guardata ad uno ad uno: pensate cosa può succedere se il destino riesce a metterne insieme! Oltre che dividersi ulteriormente le spese di produzione, si moltiplicherebbero per tutti i componenti le presentazioni (in quanto l’uno inviterebbe l’altro alla propria), e noi lettori ne guadagneremmo in via pressoché esponenziale come profondità del nostro acquisto.
Mi chiedi perché abbiamo aperto l’invito a “tutti” gli artisti emergenti: perché non riuscivamo ad elencarli tutti mille. C’è tanto da fare e tanto da dare, ognuno ci contatta con idee sempre nuove e sempre sbalorditive, originalissime. Non possiamo che dire a chiunque incappi in noi: apri la mente, stringi animo ed emozioni, e dai al mondo il meglio di te, il massimo che sai fare.

Quanto denaro chiederete all’artista per questo lavoro?

Zero. Niente. Nella maniera più categorica: nulla. E mai lo chiederemo. Questo per noi non è che un piacere, un sogno. Ed è gradevole sognare, ed assaporare ogni istante nel quale vedi concretizzarsi l’utopia stessa. Nessuno di noi, me per primo, prende un centesimo neppure dalla radio o dalla Fabbroni o da altri enti: andate a chiamare la finanza se volete, noi non riceviamo nulla. Se non la speranza di creare un mercato alternativo, e di prendere parte ad un’azione di salvaguardia dell’arte.
Gli autori dovranno già affrontare una spesa successiva, per la pubblicazione; perciò preferiamo spendere il nostro tempo nella scoperta melodica, nel dialogo e nell’amicizia con l’artista, piuttosto che gravargli freddamente sulle tasche. Il citato contributo economico, gli emergenti lo sanno bene, è inevitabile. Ma anche qui avviene il miraggio: se un libro richiede contributi dagli 800 ai 4000 euro, ed un disco mediamente attorno ai 1000, beh, qui vi compariranno i capelli bianchi. Noi abbiamo realizzato il nostro book di un centinaio di facciate e album in copertina morbida allegato, con un’onesta somma di 420 euro di contributi, che divisi per 5 ragazzi, sono diventai 85 euro a testa (84 + 1 per il bonifico). La squadra si occuperà personalmente di creare un prodotto simile da proporre alla casa, in modo da contenere il tutto a questa cifra, che diventa ulteriormente accessibile se si pensa a compagnie numerose di attori, musicisti, fumettisti.Chiediamo forse solo una cosa, che però sorge spontanea nell’intraprendere questo progetto: la contaminazione, il collaborare. A questo ognuno di noi tiene molto. Perché con piccole cose riusciamo ad ottenere grandi risultati, e grandissime prospettive, in una catena che ci coinvolgerà tutti, proiettando ciascuno nel proprio speranzoso futuro.Ad esempio, nel momento in cui realizziamo una puntata dell’HeavenArmonyFrequence per cominciare a conoscerci e raccogliere l’intervista, essa andrà ovviamente in onda su Radio San Donà. E potrà dunque essere seguita dagli streaming della vostra terra, portando le nostre frequenze il più lontano possibile, e mantenendo così in ottima salute questa calorosa emittente libera. Poi, continuando la nostra ipotetica lavorazione, verrà trascritto l’audio, curata la biografia, commentati i testi, ed ingioiellato il tutto con splendide illustrazioni. Allora sulla copertina potrebbe comparire la testata “Vera Buffolo & Giacomo Seccafien”, con sotto un piccolo “Dialogo ininterrotto con…”, a cui seguiranno la foto gigante frontale, il nome del gruppo in caratteri cubitali centrati, ed un plausibile titolo. In fondo, accanto al logo della casa, ci potrebbe stare la strisciolina “Illustrazioni di Giovanna S.”, e “In allegato, il disco ….”. Vedete, in questo modo, con molto ordine e chiarezza, noi due ragazzi non riceviamo banconote, ma arricchiamo il curriculum per evolvere a livello di scrittori, e sperare in sempre maggiore fiducia verso i futuri editori, che vedranno come intervistatori personaggi con valide e spero molteplici pubblicazioni alle spalle. E la talentuosa Giovanna potrà accumulare titoli come disegnatrice editoriale, magari addirittura di serigrafia, preferendo un po’ di pregio alla sua penna, piuttosto che un po’ più di monete nelle tasche. E mentre ultimate il disco, magari sfugge di accettare un piccolo contributo musicale dagli Avenue92: ecco comparire una special guest di prestigio nell’album, ed una nuova collaborazione per il gruppo, che vede l’opportunità di confrontarsi, sperimentarsi, ed allargare un pochino la propria notorietà. La stessa cosa può valere per voi, nel caso di fotografi od altre figure, che sono sicuro non mancheranno. E per la promozione, prima di darci l’arrivederci a libro stampato, cercheremo di realizzare un videoclip per almeno uno dei vostri brani: Daniele, oltre che sudare come studente di cinematografia senza borse di studio, potrà vantare di essere comparso come movie maker nella carriera di diversi musicisti, senza chiedere un centesimo, ma lavorando affinché ciò che verrà diventi sempre più ricco d’esperienza.

Non ve lo nascondo: ci sarà parecchio da lavorare, ma credo che qualcosa di
buono riusciremo, insieme, a crearlo. Un cordiale saluto, a prestissimo, ed
ovviamente… STAY ROCK…!!

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