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sabato 6 agosto 2011

Un secondo per la vita a cura di Fabio Amato


Esistono vari tipi di viaggio. Quello reale che ci porta a lasciare il luogo natio per tentare la fortuna in paesi che speriamo ci diano lavoro e una speranza per il futuro,sicuramente Tanya Georgieva l’ha dovuto compiere partendo dalla sua Bulgaria per venire in Italia.
Questo viaggio le è costato molta fatica,perché lasciare le proprie radici e i luoghi che ci hanno visto crescere causa una sofferenza interiore molto profonda. E’ come se una parte di noi venisse tagliata e le ferite stentano a rimarginare. La nostra poetessa testimonia nella poesia “nostalgia” questi momenti così dolorosi.”..Ti stringo in pugno/terra della mia terra natale/. Sento l’odore dei Balcani/l’aria fresca di Rilu e Pirina. Bulgaria..”. In questi versi sospesi nell’incanto c’è tutto l’amore per questo paese così ricco di bellezze naturali che le ha lasciato dei segni indelebili nell’anima perché “..il mio cuore è bulgaro..”.
Esiste però anche un viaggio spirituale che ci porta ad abbandonare tutto per restare soli con noi stessi. Le vicissitudini della vita ci inducono a cercare nel nostro profondo sentire quelle risposte che sfuggono nella quotidianità. Allora ecco”..ho preso lo zaino/ho messo un panino,/bottiglia d’acqua/e qualche sigaretta./ Senza bussola/né navigatore/ volevo andarmene via..”(Partire). Per esplorare se stessi non servono né la bussola né il navigatore, ma dobbiamo lasciarci andare a quei gesti semplici che ci riportano al senso della vita.
I versi della Georgieva nella loro semplicità hanno il potere di emozionarci,facendoci entrare nel mondo interiore della poetessa. Semplici ma mai banali e dove natura,nostalgia e amore s’intrecciano con la speranza e la solarità dell’Autrice. Per ritrovarci dobbiamo prima un po’ perderci lontano dai sentieri della razionalità,vedere il mondo con gli occhi tanto vicini alla verità dei bambini.
Posto molto importante occupa l’amore nella poetica di Tanya. Amore che porta sofferenza,ma che ha anche il potere di lasciarci senza fiato. L’amore respirato mentre osserviamo gli elementi della natura”…il vento soffiava/melodia leggera/accarezzava le onde/e io respiravo l’Amore,/l’amore che riempiva/il mio piccolo,grande cuore..”(Respirare l’amore). Le sensazioni che proviamo quando c’innamoriamo. Questi versi sono un inno alla vita,che è sempre degna di essere vissuta e cantata tutte le mattine quando ci svegliamo e ci rendiamo conto di essere ancora vivi.
Nella poesia Orizzonte degli eventi si chiede solo un secondo”..per vedere il sole all’alba/l’onda che bagna lo scoglio/la natura che si risveglia..e ancora un secondo solo per chiedere scusa,/perdonare,/donare un sorriso/amare/..voglio un secondo solo per la vita..”.
Questo è un magico invito ai lettori per darci tutti questo secondo,per migliorare la nostra vita e il mondo.   

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