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venerdì 23 settembre 2011

UNA FAVOLA ROBUSTA - TESTO E VOCE ORNELLA PENNACCHIONI - GRAFICA E VIDEO A CURA DI ALESSIO PATTI





Quando la musica è il silenzio di un patto, attraversarla è possibile, basta prendere e dare la mano.

-UNA FAVOLA ROBUSTA-

Entrò come una baldoria nella sua normalità. Aveva in mano uova farina frutta e fiori allegati ad un pensiero blu, un pavimento d'acqua e un cielo di cemento. Gli fu concesso il primo miracolo: nello strafare d'ingresso non si ruppero le uova. Mentre il tuorlo le raccontava il pulcino, la farina le raccontava il grano, il polline parlava dell'ape che lo amò perdutamente persino dentro il finale in vetro al supermarket, lei aprì la bocca, e seppe il sapore timbrando il digiuno col miele. Rimase a lungo a contare il resto senza mancia dei giorni suoi interrotti, coi capelli a ritmo collaudato dai si e no decise la partecipazione. C'era il rischio di stare bene, di essere felice, pensò senza darlo a vedere. Pensò alla fame come fosse d'amore, e cadde nella trappola del sogno tramutato in favola. Inciampò nel luogo comune delle baggianate d'intrattenimento con cui ti fregano da piccola per farti stare buona e poi da grande per la stessa ragione. Per prassi dovette servirsi del c'era una volta. Per una volta fu normale il c'era, la volta venne dopo. Lontana dal timer, in quell'atempore da formula bianca, sedette sul pavimento d'acqua accompagnata da due note impiccione uscite dal piano, che forte la teneva stretta a sé. Cominciò a raccontare una favola robusta, di quelle biodegradabili nell'happy end, ma che poi varcano il paradosso delle favole favolose, e cominciò.
“C'era una volta..”
“C'è una svolta, andiamo.”
“Cosa ne facciamo delle uova farina frutta e fiori?”
“Lascia stare.”
“Non posso, la favola è cominciata così.”
“A chi vuoi interessi?”
“A me. E' scritto sulla prima riga.”
“Vieni da me, ascolta la musica, la senti? La senti? Dimmi di sì.”
“Si la sento. E ora?”
“Dammi la mano, che attraversiamo la musica.”
“Dovevo raccontare una favola robusta, che resistesse al risveglio.”
“E' questa la favola.”
“Attraversare la musica?”
“Si.”

di Ornella Pennacchioni



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