Visualizzazioni totali

CERCA NEL BLOG


FANS PAGE FACEBOOK

FANS PAGE FACEBOOK


GIOIA LOMASTI FANPAGE

lunedì 31 ottobre 2011

Death and the Maiden di Roman Polanski A cura di Fabia Chiucchio

Il film ha proprio tutto il sapore del cinema che si fa teatro, genere che adoro. Tranne poche scene, si svolge quasi interamente nell'interno della casa. Non ci sono particolari momenti spettacolari ma le interpretazioni dei bravi attori ottimamente diretti sono notevoli. Polanski inverte i ruoli: come si comporta la vittima col suo carnefice? La volontà di fare giustizia rispetto alle orrende umiliazioni subite.
La Morte e la Fanciulla tocca un punto chiave della Shoah, poiché trasporta il discorso sullo sterminio nella realtà temporale/spaziale dei regimi nazifascisti del Sud America, alludendo, attraverso questa operazione, al processo storico-politico che si verificò in Europa negli anni quaranta.

Nel caso de La Morte e la fanciulla, la protagonista però non subisce più l’attrazione erotica nei confronti del torturatore. La connessione psicologica tra i due soggetti è caratterizzata solo dal disprezzo assoluto che la ex vittima ha nei riguardi di quello che fu il suo aguzzino. Si tratta da parte della donna non di una vendetta ma della volontà di eliminare definitivamente la sensazione di sbigottimento e incredulità che la colse totalmente impreparata al momento del suo arresto. Si tratta di quel senso di sorpresa e incredulità che gli storici hanno attribuito agli ebrei durante il nazismo, incredulità che avrebbe di fatto paralizzato ogni capacità di reazione. In verità così non fu, poiché gli ebrei sia per quel che riguarda il periodo dei ghetti che per quello relativo ai campi di sterminio organizzarono forme di resistenza e di rivolta che portarono anche ad alcuni episodi decisamente clamorosi.
La questione del destino e dell’impossibilità da parte degli individui di sottrarsi ad esso emerge anche in un altro film di Polanski, Chinatown.

domenica 30 ottobre 2011

"La gioia di animare" di Otsuka Yasuo A cura di Fabia Chiucchio

Il titolo di questo documentario probabilmente dirà poco o nulla alla maggior parte delle persone, eppure il suo è un nome di spicco dell'animazione giapponese dal dopo guerra, come anche Otsuka è un assoluto protagonista della storia degli anime, ed è stato mentore di nomi noti a tutti come Hayao Miyazaki e Isao Takahata, firme storiche di quello che oggi è lo studio di animazione giapponese più famoso del mondo, lo Studio Ghibli. Nato in Giappone nel 1931, è entrato nel mondo dell'animazione nel 1956 alla Toei Doga, prendendo parte alle più importanti produzioni di quel periodo, un titolo su tutti, Hakujaden (La leggenda del serpente bianco) primo lungometraggio d'animazione a colori prodotto in Asia.
Da lì in poi parteciperà in qualità di animatore, character designer o sakkan a tutti i film della Toei Doga fino a "La grande avventura del principe Valiant (edito in dvd in Italia da Cinehollywood) e "Il Gatto con gli stivali" (in dvd in Italia per Passworld). In seguito Otsuka passa alla A Production, studio legato alla TMS, e prenderà parte alla serie tv di Moomin.

sabato 29 ottobre 2011

La poesia di Cesano premiata al Festival della letteratura - Fabio Amato, educatore dell’Istituto Sacra Famiglia, è stato premiato lo scorso settembre a Mantova, al Festival della letteratura

FABIO AMATO


Quest’anno, il prestigioso Festival internazionale della letteratura – che si è svolto a Mantova dal 7 all’11 settembre – si è aperto con la premiazione del concorso di poesia on line “Paolo Moschini”: tra i poeti premiati, anche Fabio Amato, educatore dell’Istituto Sacra Famiglia dal 1991 e organizzatore da quattro anni del “Concorso di poesia Istituto Sacra Famiglia”.
Nato a Milano nel 1964 e laureato in Pedagogia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Fabio Amato coltiva fin dall’adolescenza la passione per la poesia, che lo porta a pubblicare tre libri: “Falene” nel 2006, “Solo l’amore” nel 2008 e il recentissimoLunula”, dello scorso maggio.

INTERVISTA-COLLOQUIO CON ALMA PASSARELLI PULA, POETESSA. ( A CURA DELLO SCRIBAN-POETA, VINCENZO CINANNI).

CARI AMICI DE “ LA VETRINA DELLE EMOZIONI”,
questa settimana i miei quesiti verranno indirizzati alla SIGNORA ALMA PASSARELLI PULA, POTESSA.

  1. SALVE ALMA, so che oltre la poesia, coltivi altri interessi artistici. PARLACENE.

“ Sì sono un’attrice e dipingo. Cerco di trovare spazio nell’arte a tutte le emozioni ed i vissuti che mi porto dentro”.

ALMA PASSARELLI PULA

giovedì 27 ottobre 2011

Marco Nuzzo intervista Manuel Torello dei Manosonora

Ho deciso di intervistare Manuel Torello, chitarra, piano e hang player del gruppo di musica alternativa ManoSonora originario di Torino.

MN: Quando e in che modo nasce il vostro gruppo?
Manuel: ManoSonora nasce innanzitutto come duo hang nel 2006, quando Massimo Lodoletti e Guido Rolle scoprono questo straordinario strumento melodico e allo stesso tempo percussivo. Nell’ottobre 2007, Massimo e Guido mi hanno chiamato per partecipare con loro ad un concerto in veste di chitarrista, e per l’occasione ho chiamato anche Giancarlo Zaffoni con la chitarra elettrica e Alessandro Chiadò col basso elettrico.
Da quel momento ho iniziato ad arrangiare alcuni brani di Massimo e Guido, e man mano che provavamo tutti assieme, ci rendevamo conto del perfetto abbinamento dell’hang con gli altri strumenti.

MN: Qual è la caratteristica di questo strumento poco conosciuto, l'hang? Qual è la sua storia?
Manuel: l’hang nasce nel 2000 a Berna, per mano di due straorinarie persone, Sabina e Felix, che hanno saputo dare grande sonorità e avvolgente armonia ad un metallo qual’é l’acciaio.

MANUEL TORELLO DEL GRUPPO MANOSONORA

MN: Qual è stato l'evento che vi ha lasciato il segno maggiormente positivo?
Manuel: Il concerto che nel maggio scorso abbiamo tenuto in notturna presso la splendida Sacra di San Michele, in provincia di Torino, che, oltre ad essere un luogo molto suggestivo, per la sua posizione geografica, la sua storia, la sua architettura, abbiamo particolarmente apprezzato sia per la calorosa accoglienza e collaborazione di tutti i volontari, sia per la grande affluenza del pubblico intervenuto numeroso.

Marco Nuzzo intervista Argeta Brozi, titolare della Butterfly Edizioni

Ho deciso di intervistare Argeta Brozi, scrittrice in primis, poi titolare della Butterfly Edizioni, nuova realtà nel complesso girone delle case editrici, ma che ha riscosso e riscuote tutt'ora sempre maggiori consensi tra gli editori senza richiesta di contributo.

MN: Intanto ti ringrazio, Argeta, per avermi concesso questa intervista. Parliamo un po' di te; quando e come nasce il tuo desiderio di scrivere?

Grazie a voi per avermi accolta! La passione per la scrittura è nata subito dopo la passione per la lettura, in giovanissima età, a soli 9 anni. Ho sempre avuto le idee molto chiare a riguardo, a chi mi chiedeva cosa avrei fatto da grande rispondevo “la scrittrice”... anche se fino a qualche anno fa nessuno mi prendeva seriamente. Il come invece nasce per tanti motivi: per la voglia di esprimersi, per liberarsi dal tumulto delle idee che ho dentro, per il desiderio di emozionare con le parole... Come? Naturalmente, come l'istinto di mangiare, bere, respirare.


MN: I tuoi romanzi hanno avuto molto successo, arrivando sino alla sesta ristampa; ce ne parleresti nello specifico?

Beh, di certo non mi aspettavo di arrivare alla sesta ristampa! Soprattutto non con il libro d'esordio e non con un libro di racconti... ho sempre ritenuto che i racconti non fossero per tutti e che i romanzi fossero invece più apprezzati e quindi venduti... Invece una piacevole sorpresa: Prendimi l'anima è stato apprezzato tantissimo da uomini e donne di tutte le età! E ancora adesso, a distanza di 4 anni dalla pubblicazione, continua a vendere e a riscuotere successo. Dopo Prendimi l'anima, è arrivato un libricino di poesie “Quell'emozione dietro l'angolo del cuore” che per scelta ho deciso di non promuovere (purtroppo la poesia non va molto e io volevo concentrarmi sulle altre opere...), nonostante l'assenza di promozione ho venduto un centinaio di copie, perché chi acquistava Prendimi l'anima si incuriosiva e decideva di prendere anche l'altro! L'anno scorso ho pubblicato Tentazioni, un romanzo a cui tengo molto ed è arrivato proprio in questi giorni alla ristampa, le recensioni sono sempre positive e questo mi spinge ad andare avanti! Tra qualche mese uscirà “Al di là di te”, un romanzo breve che tratta di temi davvero scottanti, una percentuale sulle vendite sarà devoluta ad un'associazione contro la violenza delle donne.

I° CONCORSO DI POESIA * PUBBLICA ASSISTENZA CITTA’ DI RAVENNA

    Col patrocinio:


I° CONCORSO DI POESIA *

PUBBLICA ASSISTENZA
CITTA’ DI RAVENNA

REGOLAMENTO

I partecipanti dovranno inviare non più di tre poesie in lingua o in dialetto romagnolo, preferibilmente non iscritte ad altri concorsi

aventi come tema la
“Solidarietà”
entro
il 10 novEMBRE 2011
(farà fede la data di ricezione della mail)

I partecipanti dovranno indicare le proprie generalità, indirizzo, numero di telefono, e-mail, e riportare la seguente autorizzazione firmata: “Autorizzo l'uso dei miei dati personali ai sensi della L. 675/96 e successive modifiche” da parte della P.A. di Ravenna. 
Non saranno considerate valide le poesie inviate in forma anonima o non lette dagli autori,

o da persone da loro indicate, nei trebbi organizzati per il concorso
presso la sede della P.A. o in altri luoghi da questa indicati.

Le poesie migliori saranno inserite in una raccolta.
Dell’autore della poesia ritenuta vincitrice saranno raccolti e pubblicati eventuali altri lavori
se non già pubblicati.

La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti, anche ad autori stranieri purché abbiano mandato gli elaborati in lingua italiana o in dialetto.
Il limite massimo d’età è fissato in anni quaranta da compiersi entro l’anno di concorso.

Le opere, ed un breve c. v., dovranno essere inviate ai seguenti indirizzi e-mail:


“1° Concorso di Poesia Pubblica Assistenza”

Il giudizio della giuria è insindacabile

Eventuali manoscritti cartacei vanno inviati a:
Pubblica Assistenza  Via Meucci 25  48124 Ravenna
Per ulteriori informazioni telefonare allo 0544-400888 - 3283629965

* da tenersi orientativamente nel trebbo di martedì 6/12/2011 ore 20.00
 
 15 novembre 2011
Ore 21.00
 Trebbo poetico Romagnolo
“L’attualità della poesia romagnola
Con
PAOLO BORGHI
LUCIANO FUSCONI
MARIA LASI
ANTONIO SBRIGHI
MARIO MARTINI
REMA ZOFFOLI
Conduce
CARLA FABBRI

Ma, si inizia alle 20.00
Con
Antipasto rustico
Risotto ai funghi
-----------------------------------------------------------------------------
6 dicembre 2011
ore 21.00
Trebbo e premiazione degli autori in concorso al

I° CONCORSO DI POESIA
Pubblica Assistenza Città di Ravenna
tema
“la Solidarietà”

Ma, si inizia alle 20.00

Con
Antipasto romagnolo

Tutte le iniziative si svolgono presso la sede della Pubblica Assistenza – Ravenna via Meucci 25
Per la cena e’ obbligatoria la prenotazione entro i due giorni precedenti gli eventi
0544/400777 – 328/3629965 – 348/0406210
E’  previsto  un  contributo  solidale  di  €. 10,00




LA VESTIZIONE DI EVA di Ornella Pennacchioni





Sta all’antitesi della nudità primordiale. Al seguito, un serpente sibila parole controvento insufficienti all’albero delle mele che resistono dialogando la distanza. Intanto forse mi rivesto. La mela è agli arresti domiciliari, tentata dall’uscio socchiuso. Passo decisa la maledizione annunciata sostenuta dal decoltè nero, la serpe, spira sul polpaccio. Una scenografia alterata, un Eden acrilico, la flora disidratata simile a carta velina, mele alate pendono appese al filo elastico dal soffitto di nuvole barocche, putti dorati filmano la strafottenza del destino a mio carico lanciandosi confetti scaduti d’un matrimonio di basso ceto. In punta di piedi, la mela rossa pende come un’idea di peccato, sfiora la resistenza partigiana come le mutande tolte, cartoccio esanime al capezzale d’un tango. Ho ballato nuda. Una perla satinata fra i seni, occhio salino di Polifemo dotto, spartitraffico di pagine elette, osserva. La rosa rossa sulla nuca in perfetta obliquità manierista nel nodo di capelli, segnala il presagio ignobile della corrida, ed io crollo e siedo sui talloni. Setaccio le cosce inginocchiate, piango come una prefica, porto il lutto per il toro. 

mercoledì 26 ottobre 2011

‘’ SPERIMENTAZIONE… E NUOVI ITER POETICI’’ A CURA DI SILVIA CALZOLARI E DI VINCENZO CINANNI

Quadro su tela - Sperimentazione di colore
Felicità da me provata nel tempo del comporre, il miglior tempo ch'io abbia passato in mia vita, e nel quale mi contenterei di durare finch'io vivo. Passar le giornate senza accorgermene, parermi le ore cortissime, e maravigliarmi sovente io medesimo di tanta facilità di passarle” Giacomo Leoparldi - 30 novembre 1828 (4417-18) nello Zibaldone.


La sensazione di felicità nel poetare è una costante nello scrittore....da sempre. Una gioia ricca di sfaccettature in emozioni vive pulsanti e contrastanti che si evolvono fino ad essere incise su foglio bianco. L'immaterico si fa materico.
Da questo comune denominatore... il poeta ricerca... in sperimentazione d'anima senza tregua.
Il verso si espande si contrae. La strofa si dilata.

Mai forzato ma riflesso di cambiamenti che sono evoluzione interiore.

L'espressione poetica e individuale si abbandona alla reciprocità....in percezione sdoppiata.
Tesa protesa....in apertura di sensazioni che diventano dialogo silente eppure in versi.

Talvolta diamo luogo ad una sperimentazione, giocando con le parole, senza mai denigrarle o impoverirle.

martedì 25 ottobre 2011

Letteratura, arte ed Heavy Metal – Il processo - Di Marco Nuzzo

Oggi vado a parlarvi di musica - o di rumore, se desiate – e del processo ove io mi dichiaro colpevole e complice, Vostri Onori; colpevole e complice de' pazzi, de' denigranti e offensivi metallari, ché non tutto è oro, ciò che luccica, né io pretesi mai d'esser forgiato con tale aureo epiteto, seppur verrò marchiato come seguace del luminescente angelo Lucifero.
Marco Nuzzo
Prima una premessa: lapalissiano è come, al giorno d'oggi, il valore della morale resti infuso entro il proprio sapere, entro il proprio credo dettato da una tavola degli elementi atarassica, la cui valenza non ha nulla di chimico, che altro non è che la più semplice regola del buon vicinato, ove tutto quel che non è sulla tavola e va oltre ai nostri confini materiali è certamente mefistofelico, dunque capace di perturbarne l'equilibrio.

lunedì 24 ottobre 2011

Black Swan di Darren Aronofsky a cura di Fabia Chiucchio

Aronofsky non si è allontanato nemmeno un millimetro dalla strada battuta con The Wrestler. È solo andato più avanti. Un personaggio al centro di tutto, costantemente inquadrato, macchina a mano che lo va a prendere là dove sta e sembra non mollarlo mai (qui addirittura aggiunge degli stacchi di montaggio tra un pedinamento e l’altro che sembrano lasciar intuire che la macchina da presa l’abbia seguito per tutto il tragitto che non abbiamo visto), una storia che indaga il rapporto tra rappresentazione e realtà a partire dalla carne di chi mette in scena qualcosa che si suppone essere finto e il medesimo finale. 

Il cigno nero - titolo originale - Black Swan

sabato 22 ottobre 2011

Marco Nuzzo intervista Carmine Donnola

Su invito di Gioia Lomasti - e dopo breve consultazione con il proprio Avvocato al fine di assicurarsi che non lo faremo internare :-) - ho deciso di intervistare Carmine Donnola, poeta “salvato dalla strada”, come lui si definisce. 
Abbiamo deciso di intervistarlo per portare alla luce realtà spesso messe da parte dalla società odierna, storie vere, crude, ma che delle volte hanno un lieto fine, storie di persone che come fenici risorgono dalle proprie ceneri, riscattandosi.

MN: Intanto ti ringrazio, Carmine, per avermi concesso questa intervista. Raccontaci un po' la tua storia; quando e in che modo cominci a scrivere poesie?

Ho iniziato a scrivere poesie a cinquant'anni.
In modo abbastanza difficile e pesante, pulito dall'alcol mi risvegliai come da un lungo sonno.
La memoria dei ricordi si ribellò ad immagini e avvenimenti brutali come la strage di Bologna, Nassiriya e Beslam.
Sentii il grande desiderio di fare sentire la mia voce.
L'Universo era caduto sulla mia testa.

INTERVISTA SULLE NOTE MUSICALI E L' ASTROLOGIA TENUTA DA ALESSANDRO D'ANGELO AD EMANUELA PELOSI

Emanuela Pelosi
§ Salve Emanuela!  Come va dopo tanti anni di studi? So che hai studiato musica per vari anni adoperando il pianoforte. Lo hai fatto poiché ti piace veramente?
E.P.Sì, la passione per la musica è stata sin dall'infanzia, mi affascinava il suono e capire come poterlo riprodurre, la magia di conoscere il segreto per suonarla. Ho studiato tanti anni e suonato in orchestre e anche a solo, il mio strumento e' il clarinetto, insolito, specie trent'anni fa per una donna... oggi non suono più per varie vicende accadute, ma in fondo oggi so che la mia strada è un'altra ma... "impara l'arte e mettila da parte".

§ Sono a conoscenza che t'interessi e ti piace anche lo studio dell'astrologia. Come riesci a  "sposare" queste due conoscenze?
E.P. Trovo che vi siano molte somiglianze, sia strutturali che energetiche, e poi che abbiano entrambe come fine ultimo e piuì elevato quello di aiutare ad armonizzare noi stessi, ma sono degli strumenti bellissimi da usare per l'uomo e per la propria guarigione interiore. Lo studio dell'astrolgia per me oggi ha preso il posto degli studi musicali e più vado avanti e più questo lo riscontro nella pratica, la prima cosa che mi viene in mente è lo studio delle carte armoniche.

Alessandro d'Angelo
§ Quindi conosci gli studi fatti  sulle sette note musicali e le  influenze planetarie ?
E.P.: Ne ho sentito parlare ed ho letto qualcosa in merito, la cosa mi ha molto incuriosito anche perché ho letto scritti di diversi studiosi e ognuno ha una sua propria visione , credo che approfondirei  anche io i miei studi in merito.

§ A quanto pare gli antichi pitagorici affermavano che al Sole corrisponde la nota  "MI", alla Luna  "LA", a Mercurio il  "SOL", a Venere la nota  "FA", a Marte il "RE", a Giove sarebbe conforme la nota  "DO" e al pianeta Saturno  il "SI". Tu cosa varieresti  su queste antiche affermazioni? 
E.P. : "Che dire.... Se mi citi le sette note così senza una tonalità mi viene da prenderle in considerazione in base alla scala di "DO" maggiore e sempre in riferimento a questa ti dico che istintivamente io sento nel "SOL" il pianeta Marte , "SOL" è la nota che spicca maggiormente nella scala di  "DO" maggiore , è la quinta nota che in musica è definita la dominante, chi più di Marte è un pianeta che vuole dominare?   Darei invece a Saturno il  "DO"  in quanto Saturno, pianeta che getta le basi, lento e solido, saggio e longevo regge tutta la strutta... Il  "DO" come prima nota della scala è, appunto, la base anch'essa da cui partire .
Come puoi notare le mie unioni tra nota e pianeta sono fatte in base alla funzione di una nota nel suo contesto musicale (ossia scala in una determinata tonalità) e dall'altra parte in base alla qualità del pianeta in senso evolutivo nella vita di una persona".

giovedì 20 ottobre 2011

Vetrina delle Emozioni ringrazia la Redazione del mensile IL PESARO per la visibilità donata alla quattordicesima pubblicazione in poesia e vita - RITRATTO DI UN SOGNO edizioni Rupe Mutevole

LA COLLANA POESIA E VITA E' GIUNTA ALLA QUATTORDICESIMA
PUBBLICAZIONE

RITRATTO DI UN SOGNO 
Sul numero di Ottobre 2011 
della rivista 
Il Pesaro 
(qui trovate il sito)





INFO ORDINI

"INTERVISTARCI" A CURA DI SILVIA CALZOLARI E DI VINCENZO CINANNI

Silvia Calzolari
Questa Settimana, Cari Amici de  "La Vetrina delle Emozioni", abbiamo deciso di presentare alla vostra mercé, alcune domande, cui proveremo dar responso. 
  1. "CHE RAPPORTO HAI CON IL COMPUTER?"
SILVIA C. "È fondamentale per il mio lavoro di impaginazione e luogo dove poter interagire con facilità con il mondo".
VINCENZO C. "Per me. Il pc è diventato messaggero di scambi poetici ed amicali.
Lo uso spesso, rivolgendomi al web, con il rispetto che merita".

  1. "COME VIVI LE RELAZIONI WEB?"
Vincenzo Cinanni
VINCENZO C. "Come accade nel quotidiano, almeno per il mio modo di pensare, preferisco conoscere bene le persone cui vado a relazionarmi".
Così ho proceduto nella conoscenza della mia ‘’socia poetica’’, la poetessa SILVIA CALZOLARI.
SILVIA C. "La mia scelta sin dall’inizio, aprendo i miei profili FACEBOOK, sia personale che come gruppo, è stata di porre come centro la poetica a chiunque, senza distinzione.
Una visione democratica che dia la possibilità a tutti di accedere alla mia pagina FACEBOOK, naturalmente con il dovuto rispetto reciproco".

mercoledì 19 ottobre 2011

Catanzaro 14 novembre. Presentazione del romanzo "Sandali di ortica" di Paolo Arcuri, edizioni Ursini. Premio Torre Petrosa 2011 per la narrativa.

Catanzaro 14 novembre. Presentazione del romanzo "Sandali di ortica" di Paolo Arcuri, edizioni Ursini. Premio Torre Petrosa 2011 per la narrativa.


A CURA DELLA SEZIONE EDITORIALE 
- EDIZIONI URSINI -

"La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano a cura di Fabraxas Choule Gwynplaine


Lo sapevo. Prima o poi sarei caduta in trappola. Troppe volte sono passata indifferente in libreria, incurante della logica matematica e suoi annessi, o molto probabilmente perché incurante per il tanto clamore circa l’esordio di un ricercatore in fisica tra gli scrittori di romanzi.

Giordano tira fuori una storia che ha come protagonisti due ragazzi “diversi”, segnati per sempre da episodi che riguardano la loro infanzia e che peseranno come macigni nel corso della loro crescita, incidendo in modo determinante sul carattere delle persone adulte che il lettore lascia alla fine del libro. Per questo motivo, i protagonisti sono definiti numeri primi: questi, sono numeri che sono divisibili per se stessi o per uno, sono dei numeri che non interagiscono con il mondo infinito di tutte le altre cifre; tra di essi, poi, ci sono i numeri “primi gemelli”, cioè numeri primi separati da una sola unità come 11 e 13, 17 e 19: vicini, anzi vicinissimi, ma incapaci di toccarsi e di comunicare tra loro come con gli altri numeri. Ed i protagonisti del romanzo, Alice e Mattia, sono così: incapaci di vivere una vita completamente normale per le loro difficoltà a relazionarsi con il mondo esterno, e incapaci di trovare un equilibrio tra di loro pur essendo molto vicini.

martedì 18 ottobre 2011

Una lezione prima di morire di Ernest J. Gaines a cura di Fabraxas Choule Gwynplaine


Che ne dite, vogliamo parlare di un po’ di roba buona e, almeno per me e fino a poche settimane fa, misconosciuta? Una lezione prima di morire è considerato uno dei grandi capolavori della letteratura americana del ‘900 e il suo autore, Ernest J. Gaines, uno dei grandi cantori di quell’America nera nata nelle piantagioni e che è stata successivamente in grado di emanciparsi e di trovare una nuova narrazione della propria storia. Il romanzo, datato 1993, si è aggiudicato il National Book Critics Circle Award per la fiction oltre ad essere stato candidato per il prestigioso premio Pulitzer. Inevitabilmente, per chi ha avuto una biografia come quella di Gaines, nato nel 1933 in una piantagione della Louisiana, questa stessa biografia non può non entrare nei romanzi che scrive. Da segnalare, inoltre, che il lavoro di Gaines approda in Italia grazie all’impegno di una piccola ma raffinatissima casa editrice come la Mattioli 1885, assolutamente meritevole d’essere menzionata e lodata. E vabbè, non ho voglia, ora, di stare qui a nominarvi di nuovo la povera Melissa P. etc., le copie che venderà questa e quelle di Gaines e tutto il resto. Tanto il mio pensiero in merito lo conoscete già.

A cura di Fabraxas Choule Gwynplaine

Marco Nuzzo intervista Marisa Saccon

Ho deciso di intervistare Marisa Saccon, scrittrice e collaboratrice per diverse riviste e case editrici, tra cui Mondadori e Universo.

MN: Intanto ti ringrazio, Marisa, per avermi concesso questa intervista. Quando e come nasce il tuo desiderio di scrivere?

Non so quando sia nato il mio desidero di scrivere, ho comunque iniziato quand’ero piccola. Scrivere per me è un bisogno, un piacere, una passione, adesso anche un lavoro.

Marisa Saccon - Le streghe di Dominique


MN: Parliamo del tuo romanzo, uscito da poco: Le streghe di Dominique; perché questo titolo? Leggendo vari incipit e recensioni, parrebbe di trovarsi di fronte ad un'opera polivalente e che affronta diversi punti. Quali i temi trattati? Definiresti la tua opera sui generis?
Sui generis? Ogni opera nasce con l'ambizione di essere "sui generis", particolare ed inconfondibile. Comunque per me sicuramente lo è, innanzi tutto perché è il mio primo romanzo, un passo che significa un salto di quantità oltre che di qualità; il respiro narrativo si dilata rispetto a un racconto, trama e intreccio, personaggi e situazioni in qualche modo si complicano, di conseguenza la tensione affabulatoria deve durare molto più a lungo e, come dici tu, polivalenza e divergenza dei punti di vista diventano coralità dei personaggi e dialettica fra diverse visioni del mondo.
In quanto al titolo, è presto detto: la vicenda narrata si svolge in un quartiere di Marsiglia, Rue Dominique, e il riferimento - direi ambivalente - alle streghe vuole richiamare il fascino altrettanto ambivalente della bellezza e del suo potere di essere a volte via della perdizione e a volte strada maestra per la sublimazione di pulsioni altrimenti distruttive, proprio come ho cercato - fra l'altro - di esprimere nel romanzo.

2011 EMOZIONI IN APNEA (A BUON INTENDITORE... PRENDA FIATO!) (TESTO)

Mi sono sempre domandato perché i letterati scrivessero poesie; quale fosse il meccanismo interiore che facesse scattare la molla dell’anima a comandare la mente e infine la mano...
Perché Leopardi rimuginava la lama nel suo ventre per esprimere lo strazio della sua malinconia? Perché Ungaretti stilizzava parole per descrivere le sue emozioni? E così via discorrendo...
Poi un giorno ho iniziato a scrivere anch’io, a conoscere gente comune che necessitava dello stesso bisogno...

Francesco Arena

Ho conosciuto Fausto quasi per caso, leggendo qualche suo frammento, qualche suo pensiero... Incredibile! È stato come precipitare nell’abisso del suo cuore, nei suoi

La gioia di leggere e... scrivere - a cura di Francesco Arena

Francesco Arena - La gioia di leggere e... scrivere


Oggi il ricordo di un Poeta: Andrea Zanzotto - Di Marco Nuzzo

Noi di Vetrina delle Emozioni ci associamo al lutto che oggi ha colpito la comunità dei poeti, a causa della morte di Andrea Zanzotto



Da pochi giorni aveva compiuto novant'anni, era stato ricoverato per complicazioni cardiache. 


Pluricandidato al Nobel per la letteratura, Zanzotto era nato il 10 ottobre 1921 a Pieve di Soligo. Già in tenera età sviluppò una propensione per la musicalità che trasmettevano le parole in poesia. 

lunedì 17 ottobre 2011

Ingólf Arnarson di Emanuele Marcuccio dramma epico - Introduzione a cura dell’autore, Direttore Editoriale di Vetrina delle Emozioni

Ingólf Arnarson
dramma epico

Introduzione a cura dell’autore, Direttore Editoriale di Vetrina delle Emozioni


La mia prossima pubblicazione sarà un dramma epico[1] in cinque atti ambientato in Islanda ai tempi della colonizzazione e sarà intitolato Ingólf Arnarson[2]. Si tratta di un lavoro lungo, frutto di un’attenta ricerca storiografica, che sto seguendo dal 1990. Il poema, pur partendo da alcuni episodi storici documentati[3], sviluppa una trama che è prevalentemente fantastica e che non ha, dunque, nessuna pretesa di carattere cronachistico. Ingólf o, più modernamente Ingólfur, personaggio da cui prende il nome l’intera opera, è un personaggio storico-leggendario del folklore islandese mentre gli altri sono frutto della mia invenzione. I loro nomi sono stati ricavati direttamente dall’onomastica islandese (lingua che non conosco ma sulla quale mi sono documentato).
Faraglioni d'Islanda all'alba
Nel poema mi sono servito di una mia personale e astorica presenza in Islanda di popolazioni indigene di stirpe germanica, di credenza pagana e prossime alla conversione al cristianesimo, alle quali ho contrapposto i normanni (o vichinghi) ossia gli uomini del nord, i norvegesi che furono grandi colonizzatori del nord Europa, di fede pagana. Si tratta, ovviamente, di una mia scelta utilizzata per la caratterizzazione dei personaggi che non è motivata da fondamenti culturali-letterari né storici-documentatistici.

domenica 16 ottobre 2011

Recensione a cura di Marco Nuzzo dell'opera Bunker-U – Frammento di un romanzo esploso, di Marco Marengo.


In realtà dai piani alti era arrivatomi ordine di intervistare Marco Marengo circa il suo libro, Bunker-U, appunto, ma, dopo averlo letto, non ho saputo resistere all'irrefrenabile desiderio di scriverne una recensione. Picchiatemi, al rogo, gettatemi.




Marco Nuzzo
Ci troviamo davanti a un'opera sacra e irriverente al contempo, un romanzo fuori dagli schemi e dalle righe, una visione bipolare di un mondo descritta nei frammenti che compongono suddetto romanzo esploso e che, come sprazzi di luce, intaccano di tanto in tanto la realtà ucronica di un mondo, all'eterna ricerca di quell'utopia che è il Bunker-U o B-U, perché solo al B-U la vita è possibile, solo al B-U l’aria è respirabile, questo il messaggio che appare randomicamente nel romanzo. 

sabato 15 ottobre 2011

Biografia di Davide Zizza - Autore e Redattore


Redattore
Rubriche
Nasco a Crotone il 16 febbraio del 76; conseguo nel 2005 la Laurea come Dottore Magistrale in Lingue e Letterature Straniere con una tesi in filologia romanza; coltivo interessi legati alla letteratura, alla testualità e alla poesia. Nel 1998 raggiungo il 6° posto al concorso di poesia INVES di Palermo (nella giuria d’onore c’era il poeta Edoardo Sanguineti); nel 1999 ricevo una segnalazione sulla rubrica poetica “SiFaSera” curata da Maurizio Cucchi, supplemento de Lo Specchio de La Stampa. Nel 2000 pubblico in veste puramente tipografica la mia prima plaquette di versi dal titolo Mediterraneo (versi sulle radici di un uomo).
Fra il 2003 e il 2004 ho pubblicato su una testata locale della mia città una rubrica dedicata alla linguistica dialettale calabrese.
Ho pubblicato alcune poesie in due raccolte antologiche presso la Giulio Perrone Editore nel 2008. Di recente ho ricevuto una segnalazione sul blog di poesia Rai News curato dalla poetessa e giornalista Rai Luigia Sorrentino.

Non siamo una testata giornalistica. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. L’amministratore del blog declina ogni responsabilità per gli articoli proposti da altri autori o per i commenti aggiunti agli articoli stessi. Eventuali contenuti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, o in violazione delle leggi sulla privacy, non sono da attribuirsi all’amministratore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Qualora fossero presenti contenuti che ricadono nei casi descritti lo si comunichi all'amministratore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.

info@vetrinadelleemozioni.com