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giovedì 13 ottobre 2011

Cenni critici alla produzione poetica di Emanuele Marcuccio Direttore Editoriale per Vetrina delle Emozioni blogspot

Cenni critici alla produzione poetica di Emanuele Marcuccio


 Emanuele Marcuccio
Direttore Editoriale per
Vetrina delle Emozioni blogspot
Sulla sua produzione poetica hanno scritto, tra gli altri: Luciano Domenighini (critico letterario e poeta) «[...] una versificazione originale, con vaghe reminiscenze leopardiane, ma sostanzialmente libera e spontanea, sostenuta da una musicalità sicura, avulsa da urgenze metriche, eppure talora realizzata in strutture metrico - retoriche complesse e raffinate. [...] Nonostante l'alternanza della resa qualitativa, appare evidente un denominatore comune: l'assoluta naturalezza e spontaneità di questo verseggiare d’acchito, immediato, disinibito e, diciamolo pure, nei momenti migliori felicemente ispirato. È singolare notare come le migliori di queste composizioni abbiano in realtà un’articolata e talora complessa struttura metrico - retorica, toccando punte ragguardevoli di originalità e raffinatezza. Questi risultati formali tuttavia non tradiscono la fatica e l'artificiosità spesso frutto di lunghe elaborazioni, ma appaiono provenire direttamente e chiaramente, senza mediazioni, dai momenti della più felice ispirazione. [...] Nella pressoché assoluta libertà di impiego di moduli stilistici e soluzioni lessicali, nel lasciarsi guidare dall'ispirazione e dallo spontaneo sgorgare della parola poetica; nel tendere l'orecchio insomma alla musicalità del verso come spontaneamente gli proviene dal cuore e dalla mente, e nel saperla tradurre in versi limpidi e carichi di emozione, sta la caratteristica principale di questo poeta, per conoscere il quale la raccolta "Per una strada", opera prima, pur nella sua varietà stilistica e nella inevitabile impronta esperitiva, rappresenta una fonte preziosa ed esauriente.»; Alessandro D’Angelo (critico letterario, critico d'arte, poeta e scrittore) «[...] sin dai primi versi della poesia di Emanuele Marcuccio emerge, come un sole all’alba, la sua profondità di pensiero, nascosta dietro un brillante poetare. L’essenza del suo messaggio si nasconde fra i meandri delle veloci comparizioni di pensieri espressi e taciuti, ora rimasti nascosti, ora rivelati attraverso l’espressione di sentimenti esplosivi come la luce creata dalle stelle in una limpida notte d’estate. [...]».

Tommaso Mazzoni (compositore, poeta, scrittore e linguista) «[...] In un primo approccio, si “avverte” solamente lo stormire dell’avanzare di un temporale, e non si percepisce appieno, ed immediatamente, la tempesta che, specie in talune liriche, si farà invece poi riconoscere; eccome.
Dalla culla dell’italica poesia, d’altronde, dovevo supporre un qualcosa di così intenso. Talvolta, sotto la parvenza dell’essenzialità, scaturiscono tesori preziosi. [...] un alcunché di erompente dall’inconscio, giammai da un calcolato puzzle di versi dal rinfuso rincorrersi di frasi staccate alla bene e meglio con "a capo" improbabili. Al contrario, nella poesia del Marcuccio ogni cosa sta al posto giusto, vorrei dire quasi naturalmente; od almeno con sapiente sebbene non studiata naturalità. Naturalità, in ogni evenienza, che nulla toglie - semmai aggiunge - al valore primigenio dettato da autentica ispirazione. [...]». Santina Russo (poetessa) «[...] Uno stile delicato e semplice ma non immediato: è necessario leggere più volte le poesie di Emanuele Marcuccio per accorgersi che ogni volta si coglie in esse un messaggio diverso, probabilmente perché non ha voluto trasmettere le proprie idee al lettore ma proporgli spunti attraverso i quali percorrere nuovi orizzonti filosofici e letterari.
Le pagine scorrono una dopo l'altra fluidamente, come fluido è il pensiero dell'autore che si snoda in versi liberi segnati da una sempre accentuata musicalità che conferisce eleganza e dolcezza a ciascuna poesia. La scelta del verso libero, dettata dal desiderio di lasciare che i pensieri scorrano nei versi liberamente, senza sottostare a rigide strutture metriche che potrebbero ingabbiare la creatività artistica [...]». Matteo Chiavarone (critico letterario) «[...] alternano istantanee immaginifiche di un forte ed intimo lirismo ed evocazioni di autori del presente e del passato, personaggi storici e dell’universo mitico - letterario. Ombre o fantasmi che appaiono come elementi poetici, numi tutelari, universi paralleli e opposti che ora attraggono, ora ispirano, ora si sovrappongono. [...]». Annalisa Stamegna (critico letterario) «[...] Emanuele Marcuccio attua, nei suoi versi, un’analisi tematica innovativa e vasta. È attento alla descrizione delle emozioni, che affiorano attraverso un’accurata analisi delle parole e delle espressioni, che risultano ricercate, musicali, a volte classicheggianti.
Interpone il suo punto vista a quello della storia o della cronaca in componimenti che prendono spunto da personaggi o ragioni storiche di varia natura [...]. Marcuccio ci appare come un maturo conoscitore dell’animo umano, e - come un pittore ritrae le sue tele ammirando il paesaggio - egli dipinge i suoi versi ricercando dentro di sé gli elementi che compongono la natura umana, collocandoli nell’armonia del mondo con liricità e pathos.». Sabina Mitrano (critico letterario) «Lirica, questo è il termine forse più appropriato per descrivere la poesia di Emanuele Marcuccio, lirica nel senso vero e classico del termine: auliche le forme, profondi i temi e le riflessioni, intima la voce che pacatamente grida le sue sensazioni. Sullo sfondo si avverte la conoscenza e la padronanza delle tecniche poetiche, il richiamo alla tradizione, ad esempio al simbolismo e all’ermetismo italiano, ma la parola resta ferma ed originale a dipingere con leggere pennellate stati d'animo vasti e complessi, ispirazioni dolci e commosse, “scrosci di tempesta” dal cielo e dall'anima.
Usando tutte le potenzialità della parola, metafore dal sapore leggero e profondo, arcaismi e musicalità dai toni più diversi, il poeta comunica la propria visione del mondo alla ricerca di una risposta esistenziale, forse “ombra di un orizzonte chimerico”.», per gentile concessione del sito “aphorism.it”.
Giorgia Catalano (poetessa) «Emanuele Marcuccio riesce a trasportare il lettore lontano, in una dimensione dove la sua passione per la poesia trasfonde un senso di rinnovata freschezza nell'animo di chi a lui si avvicina.». Rosalba Di Vona (poetessa) «Emanuele Marcuccio è autore che entra nel cuore della poesia con tutta la sua cocciuta passione, trattandola con delicatezza e con altrettanta fermezza, la cultura classica fa da corollario alle emozioni che sa trasporre nelle sue liriche e che ne sono il vero caposaldo. Far parlare l'anima come fa lui, con entusiasmo spontaneo e sincero e con abilità consumata è per pochi, è per chi della parola è padrone e delle emozioni il suddito fedele.». Maria Grazia Compagnini (docente di lingua e letteratura italiana) «Ho sempre definito Emanuele Marcuccio “il poeta dell'anima”. Nelle sue poesie traspare la sua anima e si avverte subito la sua grande sensibilità. Le sue poesie arrivano direttamente al cuore e noi lettori percepiamo tutte le sue emozioni e sensazioni. [...] Definirei Emanuele Marcuccio un poeta di altri tempi e nello stesso momento attuale ai giorni nostri. [...]». Rosa Cassese (Poetessa e docente di lingua e letteratura italiana) «Poesia allo stato puro, priva di retorica, ma elaborata; può dare l'impressione di essere spontanea, ma sgorga dal cuore, e arriva a quello di tutti i lettori, che si ritrovano in molti versi, sofferti, e vissuti. Liriche molto penetranti e dalla piacevole lettura, che deve essere attenta per insinuarsi nei suoi reconditi sensi.».

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