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venerdì 7 ottobre 2011

Intervista per Vetrina delle Emozioni a cura di Marco Nuzzo a Emiliano Ravenna Sceneggiatore di professione e Scrittore.


"NOVEMBRE" from Michele Anfuso on Vimeo.
Ho deciso di intervistare Emiliano Ravenna per Vetrina delle Emozioni. Sceneggiatore di professione e scrittore, Emiliano ha anche collaborato con il MIFF (Milano International Film Festival Awards), ma ascoltiamo più nel dettaglio cosa ha da dirci:

MN: Innanzitutto ti ringrazio per aver accettato di rispondere alla mia intervista, Emiliano. Puoi raccontarci quando e come nasce e si sviluppa la tua passione per la scrittura? E per il cinema?

Grazie a voi per l’invito.
EMILIANO RAVENNA
La mia passione per la scrittura nasce in modo naturale, e da lì a poco si fonde con l’altra, ovvero il cinema e, più nel dettaglio con ciò che avviene molto prima che una produzione cinematografica venga realizzata. Quello che racconto io sono storie appositamente scritte per essere girate e riportate in video, appunto, la sceneggiatura, dove prevale comunque una scrittura di tipo tecnica.

MARCO NUZZO
MN: Da cosa trai ispirazione per lo sviluppo di una storia?

Di solito traggo ispirazione dal mondo che mi circonda, per poi arricchirlo con la mia fantasia. Ad esempio posso prendere un qualsiasi personaggio del mondo reale che magari mi attrae in particolar modo, per poi vestirlo inventandomi tutto il contorno e creando una storia nella quale potrà identificarsi (o meno) e interagire con altri personaggi.

MN: Come è nata l'idea del tuo primo film, il cortometraggio Novembre?

Novembre è stata la mia prima storia concreta di scrittura cinematografica, è un racconto che può benissimo rispecchiare avvenimenti che accadono nella realtà, e ho voluto andare oltre invertendo i protagonisti perché colpisse ancora di più. Da lì ho aggiunto personaggi di contorno, comunque principali, perché, se ci fai caso, nessuno di loro vale più o meno dell’altro, ma sono tutti sullo stesso piano e tutti hanno il loro momento. La scelta di inserire altri personaggi è soltanto un modo per “sdrammatizzare”, cercando di presentarli allo spettatore sotto forma di “splatter” che è un genere che apprezzo molto, per arrivare alla fine, dove non si scherza più.


MN: In che “genere” porresti i tuoi film?

Ho collaborato con diversi registi, e con diversi generi, non mi definirei di un “certo genere”, anche perché come dico sempre, la forza di uno sceneggiatore sta nel fatto di essere i grado di entrare nella storia, qualunque essa sia. Il discorso varia se parliamo di un regista che deve assolutamente creare l’atmosfera e trasmetterla allo spettatore e quindi può preferire un genere.

MN: Cosa puoi raccontarci della collaborazione con i registi con i quali hai collaborato? Ci sono state difficoltà di sorta in tali collaborazioni? Spesso, nel cinema, accade che la storia di uno scrittore venga travisata per dar maggiore adito agli effetti speciali, a ciò che luccica, che può sorprendere lo spettatore, l'apparenza, per farla breve. Ritieni che nel tuo caso i registi si siano attenuti al copione?

I registi molte volte variano un racconto non tanto per stravolgere la storia ma per esigenze e tempi  cinematografici, adattandola perché renda il più possibile a livello visivo, a volte funziona e altre volte meno, ma non si tratta di errori bensì di una visione personale sulla storia.
Personalmente posso dire che i registi con i quali ho collaborato per i loro progetti, si sono sempre dimostrati pienamente disponibili a variare la loro storia accettando consigli e nuove idee, come tra l’altro è giusto che sia.
È chiaro che poi, essendo lui il pieno responsabile del prodotto, se all’ultimo gli viene in mente una modifica da apportare per migliorare il lavoro, è conveniente che lo faccia, perché solo lui ne dovrà rendere conto. Anche se comunque la maggior parte si affida sempre nelle mani di uno sceneggiatore, che diventa una specie di angelo custode del progetto. 

MN: Pensi sia possibile, oggi, girare un film senza spendere cifre abnormi?

Penso proprio di sì, una volta i prodotti indipendenti e quindi low budget, venivano visti con una certa diffidenza, ma essendo oggi in continua evoluzione ci sono diverse vetrine importanti sia in internet che a livello di festival come il Sundance Festival di Robert Redford o come il Miff Awards in Italia dove moltissime produzioni internazionali fanno il loro debutto europeo, trovando poi una vera distribuzione.
Credo che il fatto di girare un film non sia il vero problema, molti registi con i quali ho collaborato sono di taglio “indie” e fanno prodotti di una eccellenza invidiabile e all’estero sono molto apprezzati. Ora il problema in Italia è quello di trovare un distributore.
Da sempre si sa che tra una buona idea anche se low budget, e una produzione colossale sprovvista di una trama parecchio appetitosa, vince senz’altro l’idea.

MN: Parlando di scrittori, a chi si raffronterebbe Emiliano Ravenna? Perché?

Sono un amante delle storie in genere e dei dettagli e un maniaco perfezionista in ciò che scrivo.
Mi piace molto contorcere la storia e spremerla fino all’esasperazione per far chiarezza soltanto negli ultimi minuti, come mi piace anche depistare lo spettatore con sottotrame che magari inizialmente non c’entrano molto con il racconto, ma che poi trovano un legame e un punto d’incontro. Non saprei a chi raffrontarmi. Posso anche dirti che mi piace molto leggere sceneggiature e soggetti di emergenti, dai quali noto con molto piacere un fresco entusiasmo.

MN: Cosa pensi del cinema nostrano?

Semplicemente che fa vivere industrie mondiali del cinema, che prendono spunti di film italiani degli scorsi decenni per farseli a casa loro e vincere premi per l’innovazione, mentre noi non siamo più in grado di fare quel tipo di produzioni. È incredibile come nella maggior parte dei film prodotti in giro per il mondo ci sia sempre quel “qualcosa di italiano”. Se si sta attenti si nota molto bene.

MN: Ritieni che ci sia ancora voglia di cultura e di conoscenza in questo Paese? A guardare il palinsesto televisivo, si pone poca enfasi alla cultura in generale, poco spazio viene dato a chi ha ancora qualcosa da dire. Sei d'accordo?

Sono completamente d’accordo su quello che dici e ti dirò che ormai l’unica cosa che seguo in tv sono i cartoni animati di Road Runner.
Anche se molti programmi si definiscono di taglio culturale, personalmente non ho mai notato un vero supporto dell’arte, ma al contrario la si fa passare per un semplice contorno. Senza capire la sua reale importanza, ovvero uno dei punti fondamentali per l’esistenza dell’essere umano. Prova a chiederti non “che mondo sarebbe senza Nutella” ma senza scrittori, musicisti, pittori, poeti e qualunque artista abbia quel particolare dono di plasmare emozione in altri individui.

MN: Hai completamente ragione. Cosa consiglieresti a un giovane artista che volesse rapportarsi alla realtà di scrittore e/o sceneggiatore?

Probabilmente sono la persona meno indicata per dare consigli, posso solo dire di credere in se stessi e battersi sempre per ciò che si fa, studiare molto. Confrontarsi sempre con scrittori e sceneggiatori consacrati, anche perché, fortunatamente, è una categoria dove ancora oggi si può benissimo scambiare due parole con professionisti riconosciuti, che sono molto disponibili a dare consigli o dritte da seguire, e questo non capita in tutti i settori. Poi non lasciare che nessuno porti via i propri sogni, perché nessuno è padrone di farlo, ma cercare di utilizzare tutti gli strumenti possibili perché diventino realtà.  

MN: Cosa vedi nella tua sfera di cristallo? Quali i prossimi lavori che vedranno la luce?

Non è mai molto chiaro ciò che si vede nella sfera di cristallo, e, per un certo verso questa è la parte più affascinate della vita, il non sapere. Il percorrere una strada piena di deviazioni che ne fanno di continuo nascere altre. I progetti sono tanti, come le persone con le quali collaboro e presto ci saranno anche molte news.

MN: E, personalmente, non vedo l'ora di seguirti nei tuoi nuovi progetti. Grazie per la tua disponibilità da parte mia, Emiliano; ti ringrazio anche a nome di tutto lo staff di Vetrina delle Emozioni e di quanti ti leggeranno, attendiamo trepidanti tue nuove! Ad maiora semper!


 Intervista  per Vetrina delle Emozioni a cura di Marco Nuzzo 

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