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domenica 30 ottobre 2011

"La gioia di animare" di Otsuka Yasuo A cura di Fabia Chiucchio

Il titolo di questo documentario probabilmente dirà poco o nulla alla maggior parte delle persone, eppure il suo è un nome di spicco dell'animazione giapponese dal dopo guerra, come anche Otsuka è un assoluto protagonista della storia degli anime, ed è stato mentore di nomi noti a tutti come Hayao Miyazaki e Isao Takahata, firme storiche di quello che oggi è lo studio di animazione giapponese più famoso del mondo, lo Studio Ghibli. Nato in Giappone nel 1931, è entrato nel mondo dell'animazione nel 1956 alla Toei Doga, prendendo parte alle più importanti produzioni di quel periodo, un titolo su tutti, Hakujaden (La leggenda del serpente bianco) primo lungometraggio d'animazione a colori prodotto in Asia.
Da lì in poi parteciperà in qualità di animatore, character designer o sakkan a tutti i film della Toei Doga fino a "La grande avventura del principe Valiant (edito in dvd in Italia da Cinehollywood) e "Il Gatto con gli stivali" (in dvd in Italia per Passworld). In seguito Otsuka passa alla A Production, studio legato alla TMS, e prenderà parte alla serie tv di Moomin.

Questa serie è inedita in Italia, ma in Giappone fu un tale successo e considerata così innovativa da convincere Takahata e Miyazaki a lasciare la Toei Doga per il più piccolo studio della A Production dove lavorava il loro maestro. Da qui in poi Otsuka collaborerà a produzioni importanti come Lupin III, Il fiuto di Sherlock Holmes, Conan il ragazzo del futuro e diversi film di Lupin fino al 1995, anno del suo ritiro per passare all'insegnamento nella scuola di animazione Anime Juku. Al di là dell'impressionante curriculum vitae messo in mostra in quest'opera, il documentario è un prodotto assolutamente da consigliare per molteplici motivi. In primo luogo per motivi storici, dato che percorre tutta la storia degli anime moderni, anime che, sbarcati in Italia a metà degli anni 70, ebbero l'effetto di un vero shock culturale nella nostra nazione, dove il concetto di animazione di fermava alla Disney per il cinema e alle opere dello studio di Hanna & Barbera per la tv. In secondo luogo perché Otsuka è una personalità veramente interessante, e il titolo descrive bene il suo approccio, gioioso e pieno di amore, verso l'animazione. I suoi aneddoti poi rievocano alla perfezione un mondo, oggi sicuramente più industrializzato, in cui "animare" costava tanto sudore e dedizione, e non è un caso che durante le sue lezioni riprese per il documentario, il consiglio principale che dà ai suoi allievi e a chi vuole fare questo mestiere è quello di disegnare, disegnare e continuare a disegnare.
Lui stesso poi ha conservato quasi tutti i suoi quaderni con schizzi e disegni realizzati dagli anni quaranta in poi. Il terzo motivo per cui questo documentario è imperdibile è squisitamente tecnico, perchè spiega tecniche e trucchi da seguire per fare dell'ottima animazione, spiegazioni mai pedanti, ma date con semplicità e con un'umiltà che colpisce. In definitiva si tratta di un documentario imprescindibile per chiunque sia appassionato di animazione giapponese, ma anche per chi ancora oggi continua a denigrarla. Spero che questa proiezione non rimanga isolata e che possa essere riversata un giorno in dvd, magari come contenuto speciale di qualche film dello Studio Ghibli, a fianco o al posto dei tanti contenuti inutili che spesso troviamo.



La gioia di animare
Giappone 2004
Durata: 107
Regia: Uratani Toshiro
Produzione: Studio Ghibli/Tv Man Union


A cura di  Fabia Chiucchio

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