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martedì 25 ottobre 2011

Letteratura, arte ed Heavy Metal – Il processo - Di Marco Nuzzo

Oggi vado a parlarvi di musica - o di rumore, se desiate – e del processo ove io mi dichiaro colpevole e complice, Vostri Onori; colpevole e complice de' pazzi, de' denigranti e offensivi metallari, ché non tutto è oro, ciò che luccica, né io pretesi mai d'esser forgiato con tale aureo epiteto, seppur verrò marchiato come seguace del luminescente angelo Lucifero.
Marco Nuzzo
Prima una premessa: lapalissiano è come, al giorno d'oggi, il valore della morale resti infuso entro il proprio sapere, entro il proprio credo dettato da una tavola degli elementi atarassica, la cui valenza non ha nulla di chimico, che altro non è che la più semplice regola del buon vicinato, ove tutto quel che non è sulla tavola e va oltre ai nostri confini materiali è certamente mefistofelico, dunque capace di perturbarne l'equilibrio.


Eppure, l'Alighieri parlò chiaramente nella sua tragicomica e Divina Commedia, di come l'uomo abbia a conservare quella mente creativa, al fine dell'aspersione lungo le proprie visioni e verità, mai assolute, certo, eppur tali da far cessare ogni ostilità verso quel che non si conosce per davvero, il diverso, l'infinito:

E tu, omo colto in fino alle radici,
non afferrar lo mio parlar con pinza,
tutto 'l raccogli in sino alle cervici
ché del suo cominciar non fa una grinza.

Lo tuo sostar col capo ne la sabbia
lasciar lo déi a li struzzi ed a li stolti;
esto mio dir, miser poter ch' el' abbia,
de' vostri studi el tol l'errori molti.

Per quanto a te risibile ch'el sia,
tu non schernir lo mio chiarir Dantesco,
poi ch'esto intender mio fu un dì pur tuo.


Einstein affermò: è più facile spezzare un atomo, ché un pregiudizio; disse pure che necessario è avere una mente creativa, più che una mente razionale, mentre noi, oggigiorno siamo portati a razionalizzare il tutto, perché questo, oggi, insegna la scuola, perché questo, oggi, insegna la vita. Si è talmente tronfi del proprio cervello pensante che elaboriamo tutto con esso, mentre è proprio tal cervello quello a pensare meno. Non parlerò oltre questo lungo argomento, del quale ho antecedentemente discorso in una mia intervista, passerò dunque, Vostri Onori, ad altro mio dire torvo; l'assemblea della vox populi trarrà poi la propria conclusione.
Voglio parlarvi di strani connubi, oggi, alimentati da quelle che definisco passioni e irrazionalità, genio e follia in un amalgama del tutto.
Spesso e molto, molto volentieri, dalla biforcuta lingua di giornalisti onniscienti, nascono e proliferano articoli volti a far leva su etica e morale del lettore/uditore/astante, sollevando polvere sulla polvere a piovere, creando pandemonio su ciò che, semplicemente, non si conosce e viene additato come brutto e cattivo, da tener lontano per la conquista di una integrità sana e compiacente, dando altresì modo alla moda di mondarsi dal mondo mondano. Quante volte il giornalismo nostrano definisce la musica Metal colpevole di fomentare desideri di sangue e sacrifici umani? - Catturate le Bestie di Satana, ascoltavano Heavy Metal - questo il titolo dei giornali di qualche tempo addietro. Satanismo legato all'Heavy Metal, quando non sanno nemmeno cosa sia il satanismo. Sappiatelo, dunque, che quello che voi definite con questo termine, ha poco a che vedere con i sacrifici umani. La maggior parte dei cosiddetti satanisti sono adoratori della natura, come può esserlo un taoista, né più né meno. Basti pensare all'ordine delle streghe Wicca, al satanismo razionalista fondato da LaVey. Ha molte facce, il satanismo e quello che intendete voi è solo l'aberrante facciata di un mondo che, purtroppo, non conoscete ma che è molto più vasto di quel che pensate. Be', io vi dico, Vostri Onori che per quanto mi riguarda, le famigerate Bestie di Satana avrebbero potuto auscultare pure la sigla di Candy Candy e compiere ugualmente gli stessi efferati omicidi, senza chiamare all'appello una musica che, per quanto vi disgusti, merita tale nomea in rispetto di una massa distinta di seguaci; perché anziché dar la colpa ad un genere musicale non la si dà all'ambiente ove le Bestie di Satana son nate e cresciute? Perché non si parla delle di loro famiglie e dei tarli che grattano e scavano questa società, o del fatiscente ego di cui siamo impregnati, dei tabù e della marcescente conquista del piacere, della dominazione pullulante della Casta politica o della di voi Casta, Signori della Corte, che godete del subliminale stato che esponete a vessillo di Dio in questo mondo? Chi siete Voi, Signori della Corte, a potervi porre al di sopra delle parti, Voi che di carne e sangue, pure, siete fatti, Voi che vi fregiate dell'appellativo di casti censori dell'ordine mondiale, Voi che vi permettete di scagliare la famosa prima pietra? Perché il giornalismo non mette in risalto la voce che la musica Metal porta a galla, una voce fatta di cultura, di letteratura e arte? Semplicemente perché è scomoda, semplicemente perché lor Signori vogliono chiudere quel barlume mentale che ancora balugina nella gente, dormiente entro le erme ed erte quattro mura, facendole capire e vedere ciò che lor Signori voglion sia per essi la realtà dei fatti, incensandosi e professandosi fautori per nome di Dio, condannando e sacrificando il Male, che ha nome di Capro espiatorio Heavy Metal.
Io sono responsabile di ciò che dico, non di ciò che Voi, miei cari Signori, intenderete. Sarò tutt'altro che fallace, esponendovi il caso. Evoco all'appello tale Samuel Taylor Coleridge, trasposto in musica dagli Iron Maiden e Blake, dai Virgin Steel, Dante portato in musica da Sepultura e dagli Ancient, De Sade e Pessoa, dai Moonspell, Milton musicato da Elend e nel cui onore un gruppo Heavy Metal si è dato il nome di Paradise Lost. Questi solo alcuni nomi facenti parte di quella musica “rozza e satanica” chiamata Heavy Metal.
Se gerontofila assemblea permetterà loro l'ascolto, farò parlare i sopraccitati, in mia vece, ch'io, prestando la di Leopardi Giacomo voce, altro dirvi non vo.




Letteratura, arte ed Heavy Metal – Il processo  - Di Marco Nuzzo

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