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sabato 22 ottobre 2011

Marco Nuzzo intervista Carmine Donnola

Su invito di Gioia Lomasti - e dopo breve consultazione con il proprio Avvocato al fine di assicurarsi che non lo faremo internare :-) - ho deciso di intervistare Carmine Donnola, poeta “salvato dalla strada”, come lui si definisce. 
Abbiamo deciso di intervistarlo per portare alla luce realtà spesso messe da parte dalla società odierna, storie vere, crude, ma che delle volte hanno un lieto fine, storie di persone che come fenici risorgono dalle proprie ceneri, riscattandosi.

MN: Intanto ti ringrazio, Carmine, per avermi concesso questa intervista. Raccontaci un po' la tua storia; quando e in che modo cominci a scrivere poesie?

Ho iniziato a scrivere poesie a cinquant'anni.
In modo abbastanza difficile e pesante, pulito dall'alcol mi risvegliai come da un lungo sonno.
La memoria dei ricordi si ribellò ad immagini e avvenimenti brutali come la strage di Bologna, Nassiriya e Beslam.
Sentii il grande desiderio di fare sentire la mia voce.
L'Universo era caduto sulla mia testa.


MN: Cos'è per te la poesia e, cosa pensi non debba mai mancare in essa?

La poesia per me è il canto dell'anima.
È l'esigenza dell'individuo persona a volere esprimere in parola le sensazioni che si hanno dentro.
È liberare delle verità che altrimenti attorciglierebbero l'anima, in essa non dovrebbe mai mancare emozione.
Dovrebbero sempre trasmettere sensazioni...

MN: La tua poesia diventa la voce per chi non ha voce. Ritieni che questo mondo frenetico sia ancora capace di ascoltare e, ancora, quanto ritieni che ci sia bisogno di poesia nel mondo?

La mia poesia è espressione di un umile sentimento, è solidarietà mentale verso chi è o chi è stato meno fortunato di me, chi è senza una casa, chi non ce l'ha fatta.
Non potrò mai mai essere voce per chi non ha voce, per essere voce, bisognerebbe essere grandi come Don Tonino Bello: vera voce degli ultimi.
Ritengo che questo mondo pur se frenetico e arrabbiato è sempre fantastico, ha ancora tanta sensibilità, è ancora capace di ascoltare e amare.
Ritengo, che in questo mondo c'è già molta poesia, altrimenti saremmo alberi senza foglie.
La poesia in questo mondo esiste in ogni sorgere del sole, in ogni risveglio della natura, in ogni nascita di un bimbo, bisogna solo imparare ad ascoltarla.
La poesia è dentro ognuno di noi.
Marco Nuzzo

MN: Mi trovi perfettamente d'accordo. Ricordi delle esperienze significative nella tua attività di poeta? In che modo oggi, Carmine Donnola, dà voce agli emarginati?

Ricordo perfettamente di aver vissuto e fatto vivere esperienze significative ed emotive abbastanza forti ne cito alcune:
In un convegno sulle Morti Bianche, come conclusione ad un mio intervento, lessi una mia piccola poesia:
" UN SOLO GRANDE GRIDO SI LEVO' NEL SILENZIO DELLA VALLE, ERA IL GRIDO DEGLI INNOCENTI, ERA IL GRIDO DEGLI OPERAI ANDATI OLTRE LE NUVOLE"
All'improvviso vidi una donna che uscì dalla sala piangendo.
Il marito che anche se di un altro paese ed era mio amico, mi disse che era stata la poesia a causarle il pianto.
Aveva perso il Padre operaio in una fabbrica nociva, fabbrica altamente inquinante dove anche io ho perso mio fratello.
L'altra emozione forte per me, fu quando posai il CD dentro al cordone che divideva la gente, dalla lapide monumento, nella stazione di Bologna.
Il CD conteneva ANIME poesia audio che io avevo dedicato particolarmente a Angela Fresu la bambina di tre anni che, la più piccola delle vittime, il primo dei nomi citato sulla lapide delle ottantacinque vittime (ho visto gente squartata, io sono vivo per miracolo), ricordo ,era come se lo dessi a tutti loro e, nelle proprie mani.
Mi tremarono le gambe.


MN: Hai dei momenti della giornata in particolare durante i quali ami comporre?

Come dice la mia carissima amica poetessa Dulcinea, i poeti scrivono di notte.
Amo scrivere di notte.
Di giorno con la mente varco sentieri, montagne e cancelli, scopro amori nascosti che tirano fuori la poesia che è dentro di me;
Il mio grande riscatto.


MN: Parlaci un po' dei temi che tratti nelle tue poesie. Hai mai deciso di pubblicarle? So che sono stati incisi alcuni cd dove reciti i tuoi testi.

Sono temi che toccano il mio cuore.
Povertà, Emigrazione, Immigrazione, Terremoto di San Giuliano e Abruzzo, Emarginazione, Stragi, Alcolismo, Droga, ecc ecc...
L'Universo mi è caduto sulla testa.

Certo che ho deciso di pubblicarle e cerco anche disperatamente (ho esagerato) chi mi aiuta.
Allego lettera di tre mie amiche spedita anni fa a mia insaputa a Caterina Balivo così, tanto per spiegarvi la mia situazione:

Cara Caterina,
siamo tre amiche: Angela, Cristina e Maddalena, ti scriviamo da Grassano un piccolo paese in provincia di Matera.
Innanzitutto vogliamo farti i complimenti per la tua trasmissione e soprattutto per la tua sensibilità.
Per questo ci rivolgiamo a te per parlarti di un nostro collega, nonché carissimo amico: CARMINE DONNOLA.
È una persona speciale, molto amata in paese, dotato di educazione, umanità, senso dell’humour, stravaganza e altruismo (forse alimentato in modo particolare dai trascorsi di ex alcolista).
Se avesse avuto fortuna oggi sarebbe un attore famoso, non per sua bellezza, ma per la sua bravura nel recitare.
Forse preso da un avvicendarsi veloce di situazioni, ha fatto delle scelte sbagliate che lo hanno portato nel baratro dell’alcol e di lì è iniziato il suo declino e la sua voglia di farla finita con tutto.
Solo più tardi, rendendosi conto che stava distruggendo oltre che se stesso anche la sua famiglia, composta da due figli meravigliosi (questo è dir poco) e una moglie paziente, ha deciso di chiedere aiuto.
È stato ricoverato due volte in una clinica specializzata per disintossicarsi e lì ha scoperto la sua voglia di riscatto e urlare la sua rabbia e le sue proteste nello scrivere poesie.
Di lì è iniziato un lavoro estenuante e frenetico nella ricerca di parole che potessero esprimere il dolore, la sofferenza, la rabbia, ma anche la gioia e la voglia di ritornare a vivere.
Oltre al dispendio fisico ha avuto anche un notevole dispendio economico perché, sempre nella ricerca raffinata nel presentare i suoi lavori a personaggi da lui ammirati (tra i quali, da quello che sappiamo, ci sei anche tu), si è servito di mezzi costosi, come incisioni in sala di registrazione su CD, bottiglie di vino con etichette che portano in giro le sue poesie.
Tutte cose che per un monoreddito costa molti sacrifici.
Questo insieme di situazioni lo hanno portato ad uno stress psicofisico portandolo a vivere anche la bruttissima esperienza dell’infarto.
Anche in questa occasione ha dimostrato a medici e paramedici che la vita è bella e che vale la pena di viverla.
A chi gli domanda “Come stai?” lui con la sua solita ironia risponde “Molto meglio di te, grazie”.
Sperando che questa lettera ti aiuti a conoscere e ad apprezzare Carmine, ci farebbe piacere far conoscere le sue poesie per poterlo presentare come modello a tutte quelle persone che cadute nel baratro dell’alcol non riescono a risalire la china.
Ti salutiamo con affetto e certe della tua attenzione in occasione del Santo Natale facciamo a te e alla redazione i nostri più cari auguri.

Sì, ho inciso diversi CD, ho inciso quasi tutto il libro (immagina i costi) e questo non solo per passione ma soprattutto perché sentivo il dovere di inviare ai famigliari quello che avevo loro dedicato esempio Nassiriya.
Il CD in dialetto Grassanese l'ho fatto per non dimenticare le mie Radici.
L'ho fatto per dare emozione ai tanti Lucani nel mondo.
Per il nobile pensiero, pensavo di essere meritevole di premio; invece indifferenza totale, ma, non mi arrendo, infatti, sto già lavorando su un altro CD in dialetto.
Sono uno che crede nella propria terra e nella propria lingua.

Allego una delle tante mail che ho avuto da chi ha ascoltato e che ha dato ad altri il CD in dialetto:

ARGENTINA
Oggi mi anno risposto che quando anno ascoltato tue poesie, si anno emozionato tantissimo fine alle lacrime,.. e poesia documentale, ma anche sono contenti perche a Grassano ce gente che realmente sa che vuol dire andarsene via...che fegato como dici tu caro Carmine, e veramente si deve essere fatto non so di che materia, ma sicuramente tu lo sai meglio che io... Ti do tantissime grazie per darci a noi e tutti quelli che anno immigrato, questo vero  e rispetuoso Poema. Saluti calorosi, madon che caud ca fac.
Prospero Sapone


MN: Cosa vorresti gridare alla società?

Alla società vorrei gridare che esisto anche io, su questa Terra, ci siamo anche noi, chi mangia da solo affoga.


MN: Ti ringrazio per questa intervista, Carmine, sperando sia anche di monito per una società che a volte corre troppo veloce, fredda e distaccata dai problemi sociali; ma anche ai giovani che si affacciano alla vita.
Vorrei salutarti con una poesia, è la poesia di un uomo che come te ha combattuto per dar voce ai disadattati e l'ho scelta perché anche lui aveva un sogno, anche lui credeva nella forza di coloro che guardano il mondo da prospettive diverse; lui era Mahatma Gandhi, e questa la sua poesia:

I PAZZI

Un Pazzo è un disadattato, un ribelle, un combina guai.
è disordinato, scapestrato, incosciente.
ride quando tutti piangono e piange quando tutti ridono.

Un Pazzo vede il mondo in maniera differente
lo vive in modo differente e per questo è
un diverso.

Un Pazzo non ama le regole, e non ha rispetto per lo status quo.
Un pazzo trasgredisce, osa, va contro corrente.
Puoi elogiarlo o non essere d'accordo con lui, puoi seguirlo o citarlo.
Puoi non credergli, puoi glorificarlo o vilificarlo ma
l'unica cosa che non puoi fare è:

IGNORARLO!

Perché sono i Pazzi che cambiano le cose, che cambiano la vita:
immaginano, inventano, curano
esplorano, creano, ispirano.

Non guardano mai indietro, vanno sempre avanti trascinandosi
dietro la pigra e "normale" razza umana.

Forse hanno bisogno di essere folli.

Chi se non un pazzo può fissare un pezzo di marmo e "vederci" dentro la Pietà.

Chi se non un pazzo può vedere in ogni essere umano un fratello.

Chi se non un pazzo può sedere in silenzio e ascoltare una canzone mai scritta
o una musica mai suonata.

Quando la massa vede in te un Pazzo e folli le cose che dici, folli le cose che pensi,
folli le cose che fai, allora sorridi e guardandoti allo specchio
inchinati: sei davanti a un Genio.

Perché coloro che sono abbastanza folli da pensare di cambiare il mondo,
sono quelli che poi lo fanno.

(Mahatma Gandhi)

Prima di salutarti Marco vorrei ringraziare pubblicamente il Maestro Eugenio Bennato e, il grande Massimo Dapporto per la gratificazione artistica che mi hanno dato.

LETTERA DI MASSIMO DAPPORTO

Caro Carmine,
quando mi hai lasciato le tue poesie, non sapevo chi fossi, forse un esaltato artista incompreso, forse uno di quei...
che noi attori incontriamo spesso.
Ho cominciato a leggerle distrattamente, poi con più attenzione.
Ho ricominciato da capo.
Sensazioni forti.
Cazzotti allo stomaco.
Emozione sincera.
Grazie.
Imparerò a memoria quelle che mi hanno colpito di più per farle e farti conoscere.
Speriamo.
Un abbraccio
Massimo Dapporto
23-04-09

Ti ringrazio di cuore
Distinti saluti Carmine Donnola

MN: E noi non possiamo che accodarci ai ringraziamenti a te e alla meravigliosa persona che sei, al Maestro Eugenio Bennato, fratello, tra l'altro di Edoardo Bennato e all'attore Massimo Dapporto che spero leggeranno questa tua meravigliosa intervista. Grazie!


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