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giovedì 27 ottobre 2011

Marco Nuzzo intervista Manuel Torello dei Manosonora

Ho deciso di intervistare Manuel Torello, chitarra, piano e hang player del gruppo di musica alternativa ManoSonora originario di Torino.

MN: Quando e in che modo nasce il vostro gruppo?
Manuel: ManoSonora nasce innanzitutto come duo hang nel 2006, quando Massimo Lodoletti e Guido Rolle scoprono questo straordinario strumento melodico e allo stesso tempo percussivo. Nell’ottobre 2007, Massimo e Guido mi hanno chiamato per partecipare con loro ad un concerto in veste di chitarrista, e per l’occasione ho chiamato anche Giancarlo Zaffoni con la chitarra elettrica e Alessandro Chiadò col basso elettrico.
Da quel momento ho iniziato ad arrangiare alcuni brani di Massimo e Guido, e man mano che provavamo tutti assieme, ci rendevamo conto del perfetto abbinamento dell’hang con gli altri strumenti.

MN: Qual è la caratteristica di questo strumento poco conosciuto, l'hang? Qual è la sua storia?
Manuel: l’hang nasce nel 2000 a Berna, per mano di due straorinarie persone, Sabina e Felix, che hanno saputo dare grande sonorità e avvolgente armonia ad un metallo qual’é l’acciaio.

MANUEL TORELLO DEL GRUPPO MANOSONORA

MN: Qual è stato l'evento che vi ha lasciato il segno maggiormente positivo?
Manuel: Il concerto che nel maggio scorso abbiamo tenuto in notturna presso la splendida Sacra di San Michele, in provincia di Torino, che, oltre ad essere un luogo molto suggestivo, per la sua posizione geografica, la sua storia, la sua architettura, abbiamo particolarmente apprezzato sia per la calorosa accoglienza e collaborazione di tutti i volontari, sia per la grande affluenza del pubblico intervenuto numeroso.


MN: La vostra musica è rilassante e so che viene utilizzata anche per la musicoterapia. In che modo può influire l'alchimia musicale sui “mali” del mondo? E la vostra nel particolare?
Manuel: La PANArt, costruttrice dell’hang, da sempre ha sottolineato che questo non è esclusivamente uno strumento musicale: è soprattutto un mezzo attraverso il quale chi lo suona trova la propria armonia.
La risonanza che noi, costruttori dell’hang, integriamo nello strumento, diventa la materia sonora con la quale il suonatore genera uno spazio protetto dove percepisce se stesso in una nuova forma: un processo molto personale e intimo.” – PANArt – Maggio 2011.
Alcune registrazioni che abbiamo fatto, sono state utilizzate sia in piccole sedute di arteterapia che di musicoterapia, anche se si tratta di semplici e brevi esperimenti. Sono a conoscenza di altre realtà dove l’hang viene utilizzato in senso più mirato, ma per le quali non ci sono ancora sufficienti riscontri sui suoi effetti.
In questi 4 anni, abbiamo riscontrato che la nostra musica trova maggior ispirazione ed energia nell’esecuzione in luoghi come chiese, monasteri; recentemente abbiamo sperimentato con successo abbinamenti nell’ambito dell’arteterapia, yoga, shiatsu, ed anche in occasione di mostre fotografiche ed artistiche, insomma: tutte quelle situazioni in cui l’armonia della musica si fonde perfettamente con l’armonia dell’ascoltatore.

MN: Collaborate con altri gruppi? Se sì, di che genere?
Vediamo la musica come un dialogo, una conversazione che ci piace condividere non solo con altri musicisti, ma anche artisti in ambito figurativo, letterario, teatrale…. Le arti si possono fondere tra loro e generare anche forti emozioni.
Abbiamo fatto dei concerti insieme a quartetti d’archi e a cori polifonici.

MN: Qual è la formazione attuale dei ManoSonora?
Manuel: ManoSonora è composta da Massimo Lodoletti e Guido Rolle agli hang, Giancarlo Zaffoni alla chitarra elettrica, Alessandro Chiadò al basso elettrico, Mauro Vozza alle percussioni e chitarra elettrica, Chiara Gandolfi al flauto traverso, ed io alla chitarra acustica, al pianoforte e all’hang.

MN: Quanti e quali sono, ad oggi, i dischi prodotti?
Al momento abbiamo prodotto un CD dimostrativo con 9 brani: contiamo di far uscire quello definitivo entro la primavera prossima.

MN: Secondo un tuo parere, pensi che nel prossimo futuro il linguaggio della musica di un Paese possa influenzare il mondo? Se sì, in che modo?
Manuel: In questi ultimi anni ho sentito parlare spesso di dialoghi interreligiosi, dialoghi interculturali… segno che sono in atto numerosi continui tentativi su ogni fronte per avvicinare i popoli tra loro; la musica, quale libera e pacifica espressione della propria personalità, di ciò che di più nascosto e sincero abbiamo dentro, può essere un buon mezzo di aggregazione ed intesa. L’abbiamo sperimentato i primi di ottobre in Val d’Aosta, improvvisando musiche e ritmi con dei ragazzi che provengono dal Congo, in occasione di un festival per promuovere il dialogo interculturale attraverso le arti: sicuramente un’esperienza che ci auguriamo di ripetere, insieme ovviamente a questi nuovi amici conosciuti per l’occasione.
E’ un cammino ancora lungo: continuiamo a seminare, continuiamo a costruire.

MARCO NUZZO

MN: Ritieni sia importante il confronto con altri artisti, seppur provenienti da differenti realtà musicali, per l'accrescimento personale e del proprio gruppo?
Manuel: Certamente. Il continuo confronto con altri artisti è l’opportunità essenziale per crescere, per migliorare la propria musica e l’esecuzione, dando modo a volte di ascoltare strumenti e/o ritmi fino a quel momento sconosciuti.

MN: Cosa consiglieresti a chi vuol avvicinarsi al mondo della musica, oggi?
Manuel: di sapersi esprimere innanzitutto come un poeta, poi come un musicista.

MN: Quali i progetti che avete in cantiere?
Manuel: Vogliamo assolutamente portare a termine la lavorazione di questo cd entro la primavera prossima, perché le emozioni che trasmettiamo dal vivo siano altrettanto trasmesse attraverso un buon prodotto fonografico.

MN: Un eterno grazie per la tua disponibilità, Manuel e i miei complimenti per la bellezza della vostra appassionante musica!
Manuel: … e un grazie da parte mia e del gruppo ManoSonora, per aver scoperto il magico mondo dell’hang!




Marco Nuzzo intervista Manuel Torello dei Manosonora

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