Visualizzazioni totali

CERCA NEL BLOG


FANS PAGE FACEBOOK

FANS PAGE FACEBOOK


GIOIA LOMASTI FANPAGE

domenica 16 ottobre 2011

Recensione a cura di Marco Nuzzo dell'opera Bunker-U – Frammento di un romanzo esploso, di Marco Marengo.


In realtà dai piani alti era arrivatomi ordine di intervistare Marco Marengo circa il suo libro, Bunker-U, appunto, ma, dopo averlo letto, non ho saputo resistere all'irrefrenabile desiderio di scriverne una recensione. Picchiatemi, al rogo, gettatemi.




Marco Nuzzo
Ci troviamo davanti a un'opera sacra e irriverente al contempo, un romanzo fuori dagli schemi e dalle righe, una visione bipolare di un mondo descritta nei frammenti che compongono suddetto romanzo esploso e che, come sprazzi di luce, intaccano di tanto in tanto la realtà ucronica di un mondo, all'eterna ricerca di quell'utopia che è il Bunker-U o B-U, perché solo al B-U la vita è possibile, solo al B-U l’aria è respirabile, questo il messaggio che appare randomicamente nel romanzo. 
All'interno del Bunker-U la dimensione a noi nota parrebbe non avere senso; l'autore ci trasporta in altri universi, paralleli al nostro, in un Paese delle meraviglie per alcuni versi simile al romanzo di L. Carroll, un mondo che si consuma e si auto-rigenera come una sorta di ipercubo o ipersfera capace di auto-sostenersi, come in una biosfera. Tutto ciò che è considerato vitale nel mondo là fuori e invece superfluo nel B-U, al suo interno le potenzialità umane divengono illimitate, l'allucinazione la fa da padrona, il sogno diviene la regola prima per la sopravvivenza. Esiste anche il pericolo, nel bunker, ma è sempre meglio rimanerci perché di certo fuori è peggio; si racconta di una bomba pronta ad esplodere che nessuno ha mai realmente visto, ma la vita si svolge normalmente, perché il modo di pensare stesso è differente, nel B-U.




In sostanza, un romanzo allucinante che vi terrà incollati sino all'ultima pagina, un romanzo che forse pecca, volutamente, di levigatezza a causa delle ridondanti frasi di cui è intriso nel suo voler essere frammentario e, il perché lo spiega il titolo; un must, fatto di pura follia, un romanzo volto a insegnare ciò che spesso gettiamo nel dimenticatoio, una perla che non è solo un romanzo ma anche vaticinazione di probabili futuri, virus che certamente vi provocherà un gran mal di testa e per il quale ringrazio l'autore; ma è “un caro prezzo, lo pago volentieri” [cit. dal film “Equilibrium”].


Recensione a cura di Marco Nuzzo

Nessun commento:

Posta un commento

Non siamo una testata giornalistica. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. L’amministratore del blog declina ogni responsabilità per gli articoli proposti da altri autori o per i commenti aggiunti agli articoli stessi. Eventuali contenuti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, o in violazione delle leggi sulla privacy, non sono da attribuirsi all’amministratore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Qualora fossero presenti contenuti che ricadono nei casi descritti lo si comunichi all'amministratore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.

info@vetrinadelleemozioni.com