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giovedì 6 ottobre 2011

Vetrina delle Emozioni presenta Delicata com'ali di farfalla di Mariagrazia Talarico


         Prefazione

La poesia di Mariagrazia Talarico è Delicata com’ali di farfalla. E questo perché la sua silloge si impernia strettamente sull’idea di femminile che diventa elemento centrale della riflessione sulla vita e sulla poesia.
Mariagrazia Talarico pone infatti la propria femminilità, il proprio essere donna alla base di tutta la ricerca di identità che è forse la chiave di accesso privilegiata a questa poesia.
Perché se da qualche parte bisogna pur cominciare, l’autrice inizia il proprio percorso poetico nella ricerca di se stessa. Ecco quindi che tale iter diventa percorso cognitivo, strumento della individuazione del sé.
E in questo senso la poesia diventa compagna necessaria in un mondo non sempre accogliente, e si mappa e quindi si strada.

Tra lacrime e preghiere
pare e domande.

Nel freddo ostile di una giornata vuota
dentro la polvere dei miei anni migliori
tra la sofferenza di essere fraintesa
e il buio del disincanto.

Nel silenzio della solitudine
e nel rumore assordante
di troppi dubbi.

Cerco la mia strada.

(Cerco la mia strada)





Ecco quindi che la prima persona a cui si rivolge è una donna che assurge a sineddoche di tutte le donne che cercano la propria dimensione nel mondo.
E’un grido che leva l’autrice, ma anche un forte auspicio: quello che le donne armate da una grande volontà di autocoscienza possono riscoprire in sé il coraggio degno di una anima guerriera e possano così sfidare la società.
(…)

Alimentati di grande volontà
Sii un’anima guerriera
Fatti coraggio, avanza valorosa
Donna, e sarai leggenda!
Non è utopia, ma è fondata realtà.
(Alimentati di grande volontà)

Numerosi studi antropologici hanno negli anni dimostrato che erano dei punti di forza delle donne, e uno dei principali differenze con gli uomini, sta nella capacità delle donne di tessere alleanze.
Le donne hanno particolarmente sviluppata infatti quella parte del cervello che è legatala linguaggio e che funzionale alla parola più che alla forza.
Mariagrazia Talarico magari anche inconsciamente, sottolinea questa capacità delle donne, quella di farsi ponte mediazione.
Ecco quindi che quando lo straniero le si accosta notando una somiglianza e credendo di riconoscere in essa una condivisione di nazionalità, lei sottolinea si la propria diversità, ma sotto lo stesso dio, sotto lo stesso cielo.

Sono una vera donna italiana
con sembianze marocchine
mi fermano uomini scuri
chiedendomi se sono una di loro
chiedendomi se sono una di loro
dico sorridendo:
“no italiana”
Mi chiedono scusa,
rispondo:”fa niente”
Riprendo il cammino
sono una vera donna italiana
ricerco un dio uguale per tutti.

(Sono una vera donna italiana)

La femminilità si declina ancora una volta in questa raccolta. Diventando compartecipazione alla sofferenza e soprattutto spirito materno. Accade alla dolorosa rievocazione dei fatti di sangue di Cogne.
Il piccolo Samuele, quasi un agnello sacrificale, porta su di sè il dolore e la sofferenza del mondo.
E’ una vita spezzata la sua, una vita, una vita che non ha fatto neppure in tempo ad essere gustata ed è già finita.
L’idea di raccontare Cogne come il paese delle fate permette di accostare questo fatto ai sintagmi della fiaba.
Una fiaba nera purtroppo,una fiaba in cui l’orco arriva davvero e non ci sarà la fata madrina a scacciare l’uomo nero.
Realtà e immaginazione, vita e scrittura si intrecciano strettamente, legate dal dolore.

Piccolo bambino
nella casa del paese delle fate
sei stato ucciso.

La ricerca della mano cattiva
ha oscurato il tuo ricordo.

Tu, quanto male in pochi anni,
hai conosciuto la vita e la morte
sorriso e pianto.

(Samuele)


Delicata com’ali di farfalla. Decisamente la scrittura di Mariagrazia Malarico mantiene quello che promette, una poesia che si adagia con lievitàsulla pagina, grazie a scelte stilistiche, in ogni momento, la vicinanza del sentire dell’autrice al mondo che la circonda, attraverso una poesia di immediata comprensibilit, che attinge dal quotidiano la meraviglia della vita, anche nei momenti più bui.
Eppure, anche nelle sofferenze, l’autrice ribadisce la propria voglia do farsi artefice del proprio destino, di non lasciarsi piegare dagli avversi strali della sorte e di pretendere di brillare, sempre e comunque, alla vita.
                                                                                                                         Flavia Weisghizzi


Terza al concorso internazionale insieme nel mondo, diploma di merito Albero Andronico (Roma) segnalazione di merito Voci (Venezia)




Alimentati di grande volontà

Siamo sorrette dalla speranza
a volte sepolte dal pessimismo,
dondoliamo dal sorriso al pianto
come fossimo sopra un’altalena.
Sai amare significa amarsi,
amati anche tu, non permettere
a neppur uno di fati intristire.
Alimentati di grande volontà
sii un’anima guerriera
fatti coraggio, avanza valorosa
donna, e sarai leggenda!
Non è utopia, ma fondata realtà.




Dati2008, 47 p., brossura
EditoreGruppo Albatros Il Filo  (collana Nuove voci)

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