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martedì 15 novembre 2011

Marco Nuzzo intervista la scrittrice Evelyn Storm

Ho deciso di intervistare Evelyn Storm, scrittrice, redattrice per la rivista online Ginger Generation e cantante.

MN: Intanto ti ringrazio, Evelyn, per avermi concesso questa intervista. Quando e come nasce il tuo desiderio di scrivere?

Innanzitutto, grazie a voi per questa opportunità. Diciamo che il mio bisogno di scrivere non ha un quando, perché sempre è quando. È una parte essenziale di me stessa. Senza penna non vivo. Il come nasce da ogni cosa. Tutto ciò che mi emozioni o sappia suscitare in me qualche sentimento forte è capace di ispirarmi.

MN: Parliamo del tuo romanzo: Grido d'amore; perché questo titolo? Quali i temi trattati?

Parto prima a parlare dei temi trattati. Da sempre volevo colmare quel lato sentimentale della mia anima che cercava la massima espressione in una storia d'amore. Volevo ricreare sulla carta una storia travolgente, appassionata, a tratti triste e tormentata. L'idea mi è venuta nel bar di una mia amica. E si è sviluppata man mano che altre persone o circostanze mi hanno dato ulteriori idee. Mentre il titolo l'ho scelto sempre insieme alla mia amica. Le ho portato 10 titoli e, alla fine, è rimasto “Grido d'amore”, assolutamente perfetto per rendere l'idea di un libro sì rivolto ai sentimenti, ma non certo sdolcinato o semplice.

GRIDO D'AMORE - EVELYN STORM

MN: Non ho avuto ancora modo di leggerlo ma, dalla descrizione traspaiono le ragioni del cuore, intrise dell'ideologia per la quale bisogna perdersi, per potersi ritrovare. Ce ne parleresti più approfonditamente?

Senza dubbio i sentimenti e le emozioni sono al centro del mio romanzo. A volte non si capisce cosa abbiamo e cosa amiamo veramente se non quando perdiamo di vista la persona che è al centro di tutto il nostro mondo. Anche quando, magari, è più vicina di quanto pensiamo. Sia che gli artefici del cambiamento o della separazione siamo noi o sia l'altro non cambia il risultato finale. In quegli attimi, in quei periodi di distacco e separazione, che può essere terribilmente doloroso, ci si rende conto di tutto. Ci si perde e, quando ci si ritrova, è ancora più bello, e tutto viene rivelato per quello che è e che è sempre stato.

MN: Ritengo importante sottolineare anche il senso dell'amicizia. Pensi che amore e amicizia viaggino su due linee parallele o ritieni che le due linee si incontrino, talvolta?

Dipende. A volte incontro gente di sesso opposto che si definisce “amica” dell'altro da tanti anni e senza alcuna implicazione sentimentale, quando altri non ce l'hanno fatta e alla fine, oltre ad innamorarsi, si sono pure sposati. Altri ancora si sono innamorati e lasciati con la conseguente e prevedibile fine dell'amicizia. Detto questo, non mi sento di essere troppo categorica né in una direzione e né nell'altra. Amore e amicizia possono viaggiare su linee parallele e su linee che si incontrano...

EVELYN STORM

MN: Preferisci scrivere a penna o al PC?

Per un romanzo... direi decisamente che preferisco il PC. Più che altro per una questione di praticità. Prima riempivo fogli su fogli, che però avevano decine di asterischi che mi riportavano ad altre pagine. Era tutto troppo disordinato! E poi, l'idea di dover ribattere tutto al computer comportava un grande spreco di tempo. Quindi ora faccio tutto sul PC. Per la penna c'è comunque sempre tempo. Con mia cugina, ad esempio, mi scrivo lettere usando solo ed unicamente la penna, è una nostra libera scelta e ci piace così. Infine, adorando le penne di ogni tipo e forma, anche quelle con piume o calamaio per intenderci, non trascuro di certo le parole scritte a mano.

MN: Hai un punto fermo, uno scrittore dal quale attingi? Come vengono fuori le tue storie?

Al momento non ho un punto fermo o un solo scrittore dal quale attingere. Me ne piacciono tanti, anche di generi che non penso scriverò tanto presto. Per quanto riguarda invece le mie storie, non devo poi pensare molto a cosa voglio dire, mi basta posizionare le dita sulla tastiera del computer e, con la musica adatta, inizio a scrivere. Io scrivo per metabolizzare esperienze biografiche, concernenti l'anima o fatti della mia fantasia, non c'è uno sforzo per riempire i fogli bianchi perché, per mia fortuna, non ho mai avuto il blocco dello scrittore. Semmai è il contrario. In linea di massima, però, posso dire che faccio così: ho nella testa un'idea di base ed inizio a metterla giù, anche se a volte mi accorgo che le parole e i miei stessi personaggi hanno preso una piega imprevista, e che il finale non sarà quello che mi sono immaginata o prefissata. Ovviamente, durante il viaggio fino alla stesura finale è d'obbligo per me provvedere alle correzioni, che ci saranno e saranno numerose.

MN: Ci sono dei momenti particolari della giornata durante i quali preferisci scrivere?

Forse preferisco la sera o addirittura la notte, unicamente perché posso scrivere senza che niente o nessuno possa distrarmi. Lascio solo che le parole affluiscano dalla mia immaginazione e possano esprimersi liberamente secondo un'idea di base e secondo cosa mi suggeriscono il cuore e l'istinto.

MN: Cosa puoi dirci della tua rivista? Quali i temi trattati?

Ginger Generation” è una rivista online. Una redazione giovane per un target giovane. I temi trattati sono molteplici. Per dirne alcuni, ci sono la musica, i film e la TV, la bellezza, la moda, la scuola, la salute, i libri. In quanto a me, mi occupo della sezione “Film & TV”. Al momento sono presa dalla saga di “Twilight” di Stephenie Meyer, ma in passato ho collaborato pure in altri settori.

MN: So che ami anche cantare, hai creato una canzone, disponibile su youtube. Vorresti parlarcene?

Certamente. Non è un segreto, dal momento che ho lasciato un po' di notizie in giro, che in età adolescenziale io abbia cantato in tre gruppi musicali, quindi il sogno di fare canzoni mie mi è rimasto. Una volta che ho completato la stesura del mio libro avrei voluto fare dei gadget personalizzati sui vari personaggi. E di Kyra, la protagonista femminile, ne ho anche fatti. Però non mi bastava. Così ho chiesto ad un amico musicista di mettere in musica una mia idea iniziale, alla quale poi ho dato delle parole attinenti al libro, e alla fine abbiamo creato “L'inverno su noi – da Kyra a Tomas.” Come dice il titolo, la canzone va pensata come se fosse Kyra a cantarla a Tomas, il protagonista maschile. Si tratta di una canzone che svela e non svela parti del romanzo. L'abbiamo registrata in casa una domenica con l'aiuto di un mago del computer, quindi l'ho messa su YouTube, unicamente per dare una maggiore visibilità a “Grido d'amore” e per aumentarne la pubblicità.


MN: Chi è Evelyn Storm nella vita reale?

Una sognatrice che vive in un mondo tutto suo e che sta cercando duramente di assecondare le proprie passioni per sentirsi realizzata, soddisfare il suo bisogno di creatività e dare un senso maggiore alla propria esistenza.

MN: Come ti sei trovata con la casa editrice? Come consideri il mondo dell'editoria nostrano?

Con la casa editrice che ho attualmente mi sono trovata bene. Sono puntuali, precisi, cercano di venirti incontro nelle tue esigenze e tutto è messo da subito nero su bianco. Non nascondo, però, che la mia scelta si è basata sulla difficoltà di trovare una casa editrice che facesse al caso mio. Da questa mia premessa, non considero positivo il mercato dell'editoria nostrano, a parte rare eccezioni. Molte volte vengono pubblicati libri di gente famosa solo perché è tale, e magari queste star non hanno nemmeno scritto una sola riga di loro pugno. Altre volte vedi libri orribili sugli scaffali delle librerie e ti chiedi: “Ma come hanno fatto a pubblicare questa castroneria?” Mentre altri libri che meriterebbero non trovano sbocchi.

MN: Mi trovi d'accordo. Cosa pensi, invece, dell'attuale panorama culturale del Paese? Si legge abbastanza, secondo te?

Posso non rispondere? Sul panorama culturale del nostro Paese avrei da dire un bel po', ma non sempre in maniera positiva. Quindi tralascerei. Invece, mi sento di rispondere alla seconda domanda. Continuo a sentire che in Italia si legge poco, anche se mi sono imbattuta in un articolo che sottolineava come il piacere di leggere sia aumentato tra i giovanissimi, e che il Romance, a discapito della scarsa considerazione che molti gli rivolgono, sia il genere più venduto e che non conosce crisi. Be', credo che l'affermazione secondo cui si legge poco sia vera fino ad un certo punto. Su Facebook non faccio che leggere post e commenti sui libri in uscita, editi da questa casa editrice piuttosto che un'altra. E dai commenti percepisco che certi libri di genere Paranormal Romance o Fantasy sono molto apprezzati e ricercati. Basti guardare la saga di “Twilight” o “Harry Potter”, che anche qui vanno molto forti. Un'altra cosa che ho notato, purtroppo, è che si dà molta più importanza e valore ai libri stranieri piuttosto che a quelli nostrani. E la cosa mi dispiace molto. Spero che cambi qualcosa nel prossimo futuro.

MARCO NUZZO

MN: Ad ogni modo, ritengo sia giusto che ognuno esponga la propria opinione, fosse anche in maniera negativa. Io ritengo che vi siano più scrittori ché lettori, ultimamente, ecco perché poi ci si ritrovi a leggere delle “castronerie”, come le definisci tu, colpa anche di stampatori che si espongono col vessillo di casa editrice e che non fanno neanche la correzione bozze. Passiamo oltre; c'è un'opera che avresti voluto scrivere? Se sì, quale e perché?

La prima che mi viene in mente è “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, perché è una tragedia tra le più famose, perché è una delle storie più popolari di ogni tempo e luogo, perché è la personificazione di come dovrebbe essere l'Amore. Magari senza nessuno che muoia però... Personalmente, l'ho letta e riletta, ed ogni volta non mi stufa. Ci sono frasi così pure e sentite, riflessioni così vere e rese semplici, seppure trascritte con parole complesse, e l'effetto drammatico è al suo massimo. É davvero un'opera d'arte della letteratura, secondo me.

MN: Ottima scelta, direi. Quali sono le tue letture? C'è un genere che ami in particolare?

Prima leggevo solo romanzi di Agatha Christie, seppure sapessi che non avrei mai scritto libri di quel genere. Poi mi sono buttata sul Fantasy e sul Romance, i generi che amo di più. Intendo libri che riguardino la sfera paranormale e sentimentale. Qualche esempio? La saga di “Twilight” di Stephenie Meyer o i libri di Kresley Cole. Ma anche i romanzi storici che abbiano come protagonista indiscusso l'amore con la a maiuscola mi piacciono molto.

MN: E un genere che non leggeresti mai?

Non leggerei mai la saggistica, l'horror o romanzi che parlino di guerra o politica.

MN: Cosa consiglieresti agli autori che volessero veder pubblicata una propria opera con un valido editore?

Non è affatto semplice come discorso. Una volta scritto un libro, direi agli autori di evitare le case editrici a pagamento. Direi di fare ricerche e scegliere, dopo aver tutelato il proprio lavoro, se cercarsi un agente che possa fare da tramite con qualche casa editrice free o mandare il libro direttamente a queste ultime senza intermediari. E, solo in caso di risposte tutte negative, di farlo correggere professionalmente. Poi starà a loro scegliere come meglio muoversi.

MN: Ritieni importante il confronto con altri autori?

Sì, a patto che giudichino con imparzialità, senza farsi traviare dai propri gusti personali. Un consiglio o una critica date con intelligenza possono aiutare uno scrittore, ma per valutare un'opera o darne un parere, secondo me bisogna tenere conto del target a cui il libro si riferisce. Prendere in considerazione il tempo in cui si svolge, il luogo, e tenere conto dei caratteri dei singoli personaggi e della complessità della trama in questione. Non tutti lo sanno fare. In quel caso, quindi, preferisco non confrontarmi con nessuno, ma lasciar giudicare gli addetti ai lavori per critiche, correzioni o altro.

MN: Cosa c'è nel cantiere di Evelyn Storm per il prossimo futuro?

Se ti dicessi un mucchio di cose, direi il vero. Ovviamente, a meno che non mi mandino via loro, ho intenzione di proseguire il mio lavoro di redattrice. Voglio anche tentare di far pubblicare delle mie poesie scritte in passato, completare la stesura del seguito di “Grido d'amore” e portare avanti alcune idee e progetti riguardanti il disegno e la musica.

MN: Ti ringrazio per questa intervista, Evelyn e ti faccio tanti auguri per il tuo romanzo, per il lavoro di redattrice e per le pubblicazioni future. In bocca al lupo!

Grazie mille per la vostra disponibilità e... crepi il lupo!

Di Marco Nuzzo

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