Visualizzazioni totali

CERCA NEL BLOG


FANS PAGE FACEBOOK

FANS PAGE FACEBOOK


GIOIA LOMASTI FANPAGE

lunedì 12 dicembre 2011

Marco Nuzzo intervista Fabio Clerici

Su invito di Gioia Lomasti, ho deciso di intervistare Fabio Clerici, poeta e scrittore milanese, per Vetrina delle Emozioni.

MN: Intanto ti ringrazio, Fabio, per avermi concesso questa intervista. Quando e come nasce il tuo desiderio di scrivere?

Già in età preadolescenziale raccoglievo pensieri e sensazioni, che custodivo gelosamente in sparsi foglietti dentro una coloratissima scatola. Le tematiche dominanti erano l'amore e il rapporto con i genitori. Da qui il mio desiderio continuo ed inarrestabile di tradurre su carta tutto ciò che mi provocava turbamento.

MN: Parliamo del tuo libro: Il senso del viaggio – Viaggiando nei sensi; perché questo titolo?
È un titolo che racchiude tutti gli elementi determinanti che caratterizzano il viaggio, sia reale che interiore. Sono domande che partendo da "che senso ha per noi un viaggio?"Invitano all'utilizzo dei cinque sensi, vivendo l'esperienza come unica, quasi irripetibile. L'esortazione a vivere ogni singolo istante di un paesaggio, comprendere il rumore del bosco, godere il profumo di un fiore o gustare nella sua unicità un piatto di fumanti pizzoccheri, ascoltare un tuareg nel suo canto o chiaccherare con un vecchio pescatore. Il titolo rimanda inoltre a ricordi infantili di cigolanti treni e i lunghi viaggi in auto con i genitori per recarsi in vacanza. Tutto è viaggio e il ricordo è nei nostri sensi. Il viaggio del ricordo è il nostro patrimonio.

FABIO CLERICI
MN: Quali sono gli argomenti trattati nella tua raccolta? Ce ne parleresti più approfonditamente?
Il libro si divide essenzialmente in due parti i "viaggi con la valigia" e i "viaggi senza valigia", laddove i viaggi con la valigia identificano il viaggio reale con la descrizione anche geografico-storica dei siti visitati, divenendo altresì un'utile "guida turistica in poesia". Le liriche trasportano il lettore in un caleidoscopio di sensazioni stimolandolo all'utilizzo "dei cinque sensi". Nei viaggi senza valigia, il viaggio si tramuta in esperienza interiore, divenendo in alcuni tratti quasi "mistica". Il libro è corredato da significative opere pittoriche a grafite dell'artista Antonio De Blasi, che arricchiscono ulteriormente il significato delle parole. È un libro per viaggiatori che vogliono avvicinarsi al mondo della poesia, ma è anche un libro per amanti della poesia che vogliono intraprendere un emozionante viaggio.

MN: Cosa contraddistingue la poesia di Fabio Clerici?
La poesia è poesia, ed in tutte le sue forme, dovrebbe prioritariamente donare emozioni, poi ogni autore sceglie la via a lui più congeniale. Fabio Clerici ha scelto una forma di poesia non auto referenziata, ma semplice nel linguaggio e fruibile a chi si approccia ad essa. Il linguaggio attuale e il taglio quasi narrativo delle liriche rendono la descrizione di luoghi e personaggi, più vicini al moderno pensare, tanto da farli considerare patrimonio comune.
Poesia è la felicità di un sorriso, del petalo di un fiore, la visione di un mendicante e di un bimbo che piange... poesia siamo noi ed il nostro quotidiano.

MN: Utilizzi delle figure retoriche, rime, o preferisci il verso libero? Perché? 
Sicuramente il verso libero facilita la comunicazione di una poesia raccontata "in presa diretta" e "on the road" ove i protagonisti siamo noi, con il nostro mondo reale ed interiore. Una poesia che urla i disagi degli ultimi e pone il sentimento del poeta a fronteggiare chi nella parola più non crede. Dovendo rientrare in una forma poetica più "classica" spesso mi diletto nella scrittura di poesie in "endecasillabo".

MN: Che poi è il metro più utilizzato nella poesia italiana. Preferisci scrivere a penna o al PC?
Penna per fermare l'emozione e Pc per trasmetterla.

MN: Hai un punto fermo, uno scrittore, un poeta dal quale attingi? Come vengon fuori le tue poesie?
Il mio poeta di riferimento è senz'altro Leopardi per il patrimonio poetico-emozionale che ha lasciato anche in relazione al difficile rapporto con la sua esistenza. Le mie poesie sgorgano dall'anima, inesauribile fonte vitale. Si avvalgono del quotidiano per trarne nutrimento.

MN: Ritieni che in Italia si legga ancora della poesia?
La mia domanda è: quanta poesia si è letta dal dopoguerra a oggi? Credo pochissima, ma la poesia segue il trend generale: in Italia si legge poco e di tutto. Noto con piacere che molti giovani si stanno avvicinando alla poesia e di ciò ne sono felicissimo, invito a leggere i poeti classici, per meglio comprendere il percorso della poesia nei secoli e ciò che la stessa vuole comunicare, nel difficile percorso di modernizzazione della comunicazione e della parola. La poesia riveste ancora un ruolo fondamentale in ambito letterario ma oggi vive un sottobosco quasi "carbonaro", speriamo che adeguandosi nello stile e nelle tematiche, torni ad essere un patrimonio emotivo di tanti. La poetica induce alla riflessione e all'esplorazione spirituale, validi strumenti per combattere l'individualismo imperante.

MN: Ci sono dei momenti particolari della giornata durante i quali preferisci scrivere?
No, quando la fonte sgorga.

MN: Chi è Fabio Clerici nella vita reale?
Un uomo di cinquant'anni consapevole che di "poesia" non si campa, quindi che ogni giorno vive le frustrazioni occupazionali proprie dei lavoratori a reddito fisso e "tassato". Fabio gioca ancora a "calcetto" con gli amici (a cui ha dedicato alcune significative liriche) ama viaggiare e la montagna. Non sposato, forse per scelta, ma non è sicuro. Si dedica al volontariato nei (pochi) momenti liberi. Sicuro che dopo la sua morte la produzione letteraria acquisterà enorme valore, invita tutti ad acquistare le sue opere.

MN: Come ti sei trovato con la casa editrice? Come consideri il mondo dell'editoria in Italia?
Ritengo che in un panorama editoriale confuso e talvolta non trasparente, la casa editrice Rupe Mutevole rappresenti un buon esempio di collaborazione e servizio all'autore, con le oggettive difficoltà che il mercato editoriale impone soprattutto alla medio-piccole case editrici.

MN: Cosa pensi, invece, dell'attuale panorama culturale del Paese? Si legge abbastanza?
Quale panorama culturale?

MN: Passiamo oltre; c'è un'opera che avresti voluto scrivere? Se sì, quale e perché? 
La Divina Commedia, il "Viaggio dei viaggi".

MARCO NUZZO
MN: Quali sono le tue letture? C'è un genere che ami in particolare?
Leggo alcuni autori classici (Leopardi-Pascoli) quali capisaldi della poesia, ma sono essenzialmente "onnivoro" mi addentro con curiosità in ambiti letterari diversi.

MN: E un genere che non leggeresti mai?
Credo nessuno, non mi pongo mai in maniera pregiudizievole.

MN: Cosa consiglieresti agli autori che volessero veder pubblicata una propria opera con un valido editore?
Informarsi approfonditamente, in internet vi sono validi strumenti per farlo e non aver fretta di pubblicare. Confrontarsi con altre persone che hanno già pubblicato.

MN: Ritieni importante il confronto con altri autori o poeti? In che modo e perché?
Il confronto arricchisce sempre e direi che auspico anche la collaborazione vicendevole, scevri da gelosie o competizioni, nessuno è ancora il futuro Leopardi e penso che sia essenziale per un autore credere "in umiltà" nel confronto, quale base della crescita personale ed artistica.

MN: Cosa c'è nel futuro prossimo di Fabio Clerici?
Ancora poesia e un libro di racconti. Poi continuare a proporre lo spettacolo "Il senso del viaggio viaggiando nei sensi" in ambito teatrale, situazione che con la collaborazione di un attore e di un musicista sto già attuando.

MN: Ti ringrazio per questa intervista, Fabio e ti faccio tanti auguri per il tuo libro. In bocca al lupo!
Un grande saluto a tutti voi e grazie della chiacchierata.


Di Marco Nuzzo

Nessun commento:

Posta un commento

Non siamo una testata giornalistica. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. L’amministratore del blog declina ogni responsabilità per gli articoli proposti da altri autori o per i commenti aggiunti agli articoli stessi. Eventuali contenuti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, o in violazione delle leggi sulla privacy, non sono da attribuirsi all’amministratore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Qualora fossero presenti contenuti che ricadono nei casi descritti lo si comunichi all'amministratore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.

info@vetrinadelleemozioni.com