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sabato 21 gennaio 2012

RECENSIONE DELL’OPERA NEW YORKER’S BREATHS – MAURIZIO ALBERTO MOLINARI - il poeta dell’equilibrio e della forma a cura del giornalista Alessandro Spadoni

Nella sua ultima raccolta di versi New Yorker’s Breaths la sintesi di un versificare lucido e carico di significato
New Yorker Breaths recensione di Alessandro SpadoniSe la poesia ha un senso e ancora un posto in una società come al nostra, ormai dissolta dalla materialità e da una visione edonistica dell’esistenza, di certo la possiamo ritrovare nei versi di Maurizio Albero Molinari che nel suo ultimo lavoro “New Yorker’s Breath”, edizione Lieto Colle, collana Erato, è riuscito a tracciare una visione estremamente raffinata e profonda del continuo e vorticoso rincorrersi di sogni e desideri della gente comune. 
Il suo versificare è sintetico, incisivo, mai una parola fuori posto, tutto è equilibrato e diretto a creare un’immagine che si deve incidere a fuoco nel cuore e nella mente del lettore. Gioca con i senari, i settenari, gli endecasillabi, lascia la parola isolata nello spazio bianco del foglio ad evocare con il suo suono emozioni inattese, ricordi che credevamo sepolti nella memoria:
Sul fondo della vita
Solo semplici
Rumori di lavoro
Sul fondo del cuore
Solo l’essenza
E il pudore
D’un eroico suono
Di rispettosa memoria
(Sound of Silence)
Ritroviamo il dramma, la lacerazione della storia umana in pochi semplici tratti d’inchiostro, granitici come i sentimenti duraturi, indiscutibili come una verità che non tollera ipocrisie o sterili riflessioni senza costrutto. Le rime si rincorrono l’una dietro l’altra in un sapiente gioco d’incastro dove vengono a trovarsi nel posto giusto, unite da un legame indissolubile di assonanze preziose.
Sembra il lavoro di un artigiano falegname che ha lavorato a fondo il pezzo grezzo del legno fino a ritrovare la forma finita, levigata, pura, un’arte del levare che ricorda tradizioni più antiche e profonde:

Percorro strade e viali.
Ascolto con cura
Le vite sfuggite…
Sfrecciando sferrano
Su rotaie di gomma
E uncini improvvisati,
varcando vuoti
segnando dimensioni.
(Crogiuolo di anime vaghe)
Qui tutto rientra in un equilibrio definitivo dove i suoni, le melodie del verso trovano quell’armonia, quell’equilibrio di anima e di mente di cui tutti abbiamo bisogno. E tutto ha  un significato certo, inequivocabile, illuminante, tale da lasciarci senza respiro:

I cuori vivono
sulla memoria e il dolore
senza dimenticare
e senza perdonare

(Fire’s Men Hearts Still Living)
E ancora:

La luce scompare
Nelle trame della vita
E del suo consumo
In una sola utile nota
(NYC Homeless)
Si potrebbe pensare ad una poesia metafisica o a rimandi di un pensiero orfico, maMolinari non può essere ridotto ad uno schema prestabilito, ad una corrente, alla griglia di un pensiero poetico definito. Del resto che senso ha? In un tempo storico dove tutto si confonde e la linee delle nostre esistenze sembrano esseri perse nel buio più assoluto, è di assoluta importanza scoprire che esistono poeti di spessore e qualità che tentano di rimettere ordine alle cose, di dare il giusto peso agli eventi e di assicurare al lettore un porto sicuro dove approdare e riconoscere passioni e desideri autentici, quella “speranza di sperare” che riscalda i cuori, sostiene e ti spinge ad andare avanti nonostante tutto e tutti. In una guerra di trincea come la nostra, benvenuto ad un poeta che ci indica una strada sicura, un luogo dove trovare scampo.

A cura del giornalista Alessandro Spadoni

Breve Biografia di Maurizio Albero Molinari

Maurizio Alberto Molinari nasce nell’ottobre 1961 da genitori veneto-calabresi. Lavora a Milano in qualità di copywriter e account executive presso l’Agenzia di Packaging & Strategic Design RSTB.
Ha al suo attivo cinque pubblicazioni e una recente riedizione della sua opera prima. Ha partecipato a diversi concorsi letterari, ottenendo numerosi riconoscimenti. Le sue poesie sono presenti in prestigiose antologie. New Yorker’s Breaths è la prima pubblicazione LietoColle.

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