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venerdì 17 febbraio 2012

Intervista a Gaetano Cuffari - A cura di Gioia Lomasti

GAETANO CUFFARI

Come scrivi le tue opere, su carta o col computer?

Dipende dalle circostanze: è una questione di insight, di ispirazione, di raccolta di idee, anche. Mi affido alle percezioni del momento, per cui può risultare a me più convincente scrivere in un modo piuttosto che nell’altro.


I testi escono di getto o li elabori?

I testi rappresentano un’idea ed il significato che attribuisco ad essa; sovente può capitare che io senta il bisogno di ricercare la completezza di questo significato attraverso la scelta di parole più adatte a dare le giuste sfumature espressive.

GIOIA LOMASTI
A cura di Gioia Lomasti

A che età' hai cominciato a scrivere?

Ho sempre scritto, da che ho memoria. Negli anni sono cambiate le formule, ma sono sempre stato attratto da questo esercizio.


Qual è la tua atmosfera ideale per la scrittura?

Sicuramente quella generata dallo stare in compagnia di me stesso; amo dedicare una parte del giorno o della notte soltanto ai miei pensieri ed è questo clima di ricercato isolamento che spesso facilita il mio scrivere.


In una parola, cos’è per te la scrittura?

Passionalità


Cosa traspare dalle tue poesie?

Le diverse sfumature di tutti i miei stati d’animo, le mie riflessioni, le mie attenzioni; ecco, direi che probabilmente dalle mie poesie traspare il senso del mio stare dentro la vita.



Perché, secondo te, la poesia ha minor pubblico rispetto alla narrativa, tanto da esser considerata di nicchia?

Credo che questa convinzione sia legata principalmente alla diversa percezione che si ha della poesia rispetto alla narrativa e al clima culturale dentro il quale tale percezione si determina. Non sempre la poesia e la narrativa accolgono la stessa tipologia di lettore e tale condizione è determinata, a mio modesto avviso, dal differente modo di “sentire” queste due forme comunicative, attribuendo ad esse una differente finalità.




Hai nuovi progetti in cantiere? Puoi svelarci in esclusiva delle news?

Ho nuove e vecchie idee ma preferisco svelare ciò che esiste e non ciò che potrebbe esistere …



Tra poesia e narrativa, cosa scegli e perché?

Sono legato sia alla poesia che alla narrativa; la scelta dell’una piuttosto che dell’altra nelle mie giornate è determinata dai momenti che attraverso, dai diversi stati emotivo/percettivi in cui mi trovo, quindi scelgo entrambe.


Cosa pensi del mondo virtuale riguardo alla promozione dell'arte?Ritieni che internet sia un buon strumento di visibilità' ?

L’esistenza del mondo virtuale e di internet ha giocato un ruolo fondamentale per la trasmissione culturale in genere e di quella artistica nello specifico.
Ritengo che “la Rete” sia un ottimo strumento di visibilità per chi vuole promuovere o conoscere.


A tuo parere, cosa occorre per diventare un bravo scrittore?

Per rispondere a questa domanda bisognerebbe innanzitutto determinare cosa intendiamo per bravo;
Il bravo scrittore è colui che scrive bene oppure che vende bene? Il bravo scrittore è colui che viene riconosciuto tale dai più oppure no? Personalmente ritengo che lo scrittore comunichi emozioni e la buona riuscita di questa trasmissione spesso non è soltanto il risultato delle capacità dello stesso ma di vari fattori esterni altrettanto rilevanti.
Essere appagati da ciò che si scrive nel momento in cui lo si fa e riscontrare possibili miglioramenti nel confronto con se stessi credo sia il miglior sentore di crescita per uno scrittore.



Quali sono i tuoi poeti preferiti?

Non ho poeti preferiti, piuttosto ho poesie predilette, ma se dovessi fare il nome di uno o più autori che gradisco faccio il nome di Stefano Benni, che non è esattamente un poeta ma è anche un poeta o di Pasquale Panella.


Con quale genere di poesia ti identifichi?

Sono molto attratto dalle poesie che dicono e non dicono, che non rilasciano significati molto chiari ma che preferiscono affidare il loro senso alla libera interpretazione del lettore. Definirei tali versi “quadri astratti o surrealisti di parole” un affascinante gioco ad incastro in cui esplorare se stessi attraverso la lettura.





Descrivi con una definizione il tuo lavoro, Spine d’arancio

Un colorato e armonioso impasto di emozioni.



"L’esiziale piacere di leggere poesia, il gioco di un fuoco baluginante nel camino e un buon vino, lasciato a decantare e protendere i fumi aspergentisi nell’allotropia del sogno, ché sognare è follia dei sensi tutti, ché ridestarsi in passione è ciò che per pria abbisogna questa collaudata e collosa umanità. Ecco ciò che riporta alla mente “Spine d’arancio” – di Gaetano Cuffari; una raccolta di versi, quasi pensieri, volti a stati meditativi, in processioni di fughe lente, sfilati uno ad uno in questa composizione minimalista, sobria e micrometrica, a comporre un’ikebana di parole mai farraginose, unite a molli e forti stati dell’essere, eppure statuiti in un eclettico dire. Una silloge che è l’altalenarsi in rime sparse e baciate, ma senza dedizione alcuna alla metrica, dei “quasi” haiku e tanka che si fanno brevi stigme di diamante, abluzioni d’anima che ci sanno ancora far sognare."

Hai un sogno nel cassetto?

Forse uno solo o più di uno ma di certo c’è che ho tanta voglia di poter vivere il sogno più grande di tutti: la mia vita.

Ti ringrazio molto per questa intervista.
A cura di Gioia Lomasti per Vetrinadelleemozioni.com


Gaetano Cuffari è nato a Catania nel 1976. I suoi interessi spaziano dal campo artistico e poetico all’impegno civile e sociale.
Laureato in Scienze Socio-Psico-Pedagogiche presso l’Università degli Studi di Catania, ha pubblicato una raccolta di versi autoprodotta, intitolata “Versi Introversi” per La Nuova Copia edizioni nel 2009 e nello stesso anno ha partecipato con sue poesie alla raccolta “Essenza, Collana Poesia e Vita Vol.3 edito da Rupe Mutevole Edizioni. Ha inoltre realizzato nel 2010 un Saggio Sociologico intitolato “Il colore del Nero, Cultura e Comunicazione del crimine a Catania e in Sicilia”.


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