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martedì 6 marzo 2012

Intervista a Luigi Pagano a cura di Vanessa Falconi

1) Eccoci qua, Luigi, in un confronto amichevole, nel quale ti chiedo di raccontarmi, intanto, come è iniziata la tua attività di scrittore.


Scrivere, ma anche disegnare, suonare, leggere sono da sempre gesti intrinseci della mia personalità. Nel 2007, poi, ho seguito un corso di scrittura creativa on line con la Holden e da lì è iniziato il viaggio. 

2) E voglio anche chiederti come nascono i tuoi personaggi, l’ambientazione, l’intreccio.

Nascono dall’esperienza quotidiana, da quella personale e da ciò che leggo.

3) Nel tuo periodare, ci sono versi poetici…parli di alba dal colore del miele e miele caldo che scioglie l’anima, in “Una piccola semplice cosa”.
Da dove nasce questa melodia?

Boh! Forse dalle Ceres che ho bevuto? A parte gli scherzi è qualcosa che viene da dentro, di getto. E per questo che giro sempre con un taccuino in tasca, pronto ad annotare qualsiasi pensiero mi venga in mente.

4) Sei un esterofilo? Spesso città lontane, Berlino, Boston, New York, Afghanistan, abitano nei tuoi racconti.

Amo viaggiare e da ogni viaggio ritorno con una storia.

5) Se ti chiedessi di fare una classifica tra Hermann Hesse, Dino Buzzati, Italo Calvino?


Basta leggere gli autori in ordine inverso…

6) Perché hai scelto questa forma letteraria breve per esprimerti?

Prima di tutto per pigrizia…poi, credo che il racconto breve sia la forma narrativa più adatta a questo tempo che consuma tutto in modo così veloce da non permettere periodi di attenzione superiore a qualche decina di minuti; tutti vogliono leggere nel tempo necessario per un paio di fermate di metropolitana.

7) Hai mai frequentato corsi di scrittura? Se sì, secondo te come accrescono la capacità creativa di uno scrittore?
I corsi di scrittura ti rendono più consapevole dei tuoi limiti espressivi e insegnano a varcare la soglia dello scrivere per sé ed entrare nel mondo della scrittura professionale.

8) Concorsi letterari: ti sei aggiudicato una pubblicazione. Quindi lo consigli agli altri scrittori di partecipare?

Sicuro. I concorsi letterari (quando sono seri) ti mettono in gioco e hai una valutazione obiettiva del tuo lavoro.

9) Se potessi, cosa cambieresti nel mondo editoriale?

Più professionalità e meno business. Dare spazio ai buoni autori e non pubblicare libri di volti noti solo perché vendono di più. Che ognuno faccia il proprio mestiere. Dare spazio alla vera narrativa, come si faceva una volta. Se ci pensi, oggigiorno non abbiamo un autore contemporaneo in vita dello spessore di un Gadda o di un Calvino. Forse Baricco…

               Grazie Luigi, le parole di un pilastro della letteratura del Novecento a chiudere la nostra chiacchierata:

“La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d'ogni possibilità di realizzazione.”   Italo Calvino


Autrice: Vanessa Falconi 

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