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lunedì 9 aprile 2012

Marco Nuzzo intervista Antonella Santonico


MN: Intanto ti ringrazio, Antonella, per la preferenza accordatami. Quando e come nasce il tuo desiderio di scrivere? Perché questa scelta?

AS: Il desiderio di scrivere è nato spontaneamente durante l’infanzia per poi esplodere nell’adolescenza quando, all’improvviso, mi venne una forte ispirazione che mi permise di scrivere di getto la prima stesura di quello che poi, venticinque anni dopo, sarebbe diventato IL SEGRETO DI SUSAN, il romanzo storico con il quale ho esordito nel 2006. Da allora la scrittura creativa è diventata una passione e ho capito col tempo che oltre ad essere importantissima per la mia realizzazione personale è anche uno strumento molto potente in quanto, non solo può far emozionare o divertire il lettore ma può anche farlo riflettere quindi con un libro si può fare anche del bene al prossimo e questo è un obiettivo che mi sono prefissata! “GLI SCRITTORI HANNO IL POTERE DI FARE INDIRETTAMENTE LA FELICITA’ O L’INFELICITA’ DI MILIONI DI ESSERI” (E. Hemingway).

ANTONELLA SANTONICO

MN: Parliamo dei tuoi libri: due pubblicazioni; nel 2006 esordisci con il romanzo “Il segreto di Susan”, nel 2012 pubblichi un romanzo a quattro mani, “Trentenni” Ce ne parleresti più approfonditamente? Qual è l'argomento principe nei tuoi due romanzi?

AS: Si tratta di due generi completamente diversi ma entrambi sono scritti con lo stile fluido e scorrevole che mi contraddistingue. Ambedue le storie sono avvincenti ed intriganti, pertanto tengono sulla corda il lettore fino all’ultima pagina. L’argomento principe di questi romanzi è l'amore. “IL SEGRETO DI SUSAN” è ambientato nell'800 inglese e parla della storia di un amore impossibile e per questo contrastato, tra un nobile ed una popolana la quale, ad un certo punto, viene ricattata e deve custodire un segreto (questione di vita o di morte), in “TRENTENNI” invece s’intrecciano le storie di quattro giovani, un ragazzo e tre ragazze, i quali hanno una serie di esperienze tipiche della nostra epoca. Il romanzo è un cocktail dove si alternano persone che usano droghe per sballare il sabato sera, gigolò e stupratori, maitresse ed escort, con descrizioni cinematografiche, alcune scene piccanti ed un finale a sorpresa!

MN: Cosa spinge, secondo Antonella, uno scrittore o un poeta a pubblicare?

TRENTENNI - DI ANTONELLA SANTONICO
AS: Penso che possano essere molteplici i motivi che spingono un autore a pubblicare la propria opera: il bisogno inconscio di gratificazione, la sete di successo, l’illusione di poter vivere con l’incasso delle royalty o semplicemente per divulgare un pensiero ovvero un’esperienza, condividendola così con altre persone.

MN: Chi è Antonella Santonico nella vita di tutti i giorni?

AS: Mi ritengo una persona come tante altre: ho un lavoro, una famiglia, degli hobbies. Oltre a leggere e scrivere mi piace viaggiare e catturare le emozioni ed i ricordi attraverso gli scatti di una macchina digitale, adoro andare al cinema e alle feste danzanti ma nello stesso tempo, essendo un’artista, sono un po’ diversa dagli altri, vivo nel mio mondo, a volte anticonformista e che non dà importanza al giudizio altrui. Sono una persona solare ed altruista e ho capito che spesso basta un sorriso o una parola di conforto per aiutare una persona in difficoltà.

MN: Preferisci scrivere a penna o al PC?

AS: Normalmente preferisco scrivere il testo a penna per poi trascriverlo al computer ed in quella circostanza colgo l’occasione per fare le prime correzioni ed integrazioni al manoscritto.

MN: Hai dei momenti particolari in cui preferisci scrivere?

AS: Considero la mattina il momento ideale per scrivere in quanto la mente è riposata quindi nella condizione ideale per creare. A volte però, l’ispirazione viene quando vuole, anche di notte ed è saggio saper cogliere al volo quell’occasione irripetibile“… E A NOI NON RESTA CHE SCRIVERLE IN FRETTA PERCHÉ POI  SVANISCONO E NON SI RICORDANO PIÙ!” (Cit. Vasco Rossi).

MN: Cosa ne pensi del panorama editoriale nel nostro Paese? Cambieresti qualcosa?

AS: Il panorama editoriale italiano, secondo la mia modesta opinione, andrebbe rivisto e corretto, proprio come un testo prossimo alla pubblicazione.          Innanzitutto si dovrebbero mettere al bando tutti gli editori che chiedono denaro per pubblicare e che io ho soprannominato “tipografi travestiti da editori” in quanto speculano sull’inesperienza dei neo autori e basano il loro guadagno essenzialmente sul contributo percepito dagli stessi per la stampa delle copie (che non saranno mai distribuite in libreria o pubblicizzate in nessun modo). Questa procedura è una sorta di “truffa legalizzata” e sta inquinando l’editoria del nostro Paese. Parecchi autori infatti, non riuscendo a pubblicare con una casa editrice che finanzia totalmente il progetto (come dovrebbe essere), pur di vedere editata la loro opera, si rivolgono loro malgrado a quelle che chiedono il “contributo spese” che in parole povere sarebbe l’importo che occorre per la tipografia oltre ad un margine di guadagno per l’editore. Essendo costretti a vendere da soli le centinaia di copie che hanno pagato profumatamente alla pseudo casa editrice, col tempo iniziano a perdere la fiducia, prima in sé stessi poi anche negli editori. Ecco che alcuni autori ricorrono all’autopubblicazione o addirittura rinunciano per sempre al loro sogno!
Un altro problema è legato alle case editrici affermate che s’impongono nel mercato editoriale in quanto le librerie sono piene zeppe dei loro libri e hanno poco spazio per quelli delle case editrici minori o per gli autori emergenti.
Di fondo però manca la volontà, sia da parte dei librai che dei grossi editori, di proporre al pubblico nomi nuovi e di investire su coloro che, pur scrivendo bene, non hanno la fortuna di essere già famosi o addirittura sono dei V.I.P. (attori, comici, cantanti, giornalisti televisivi) che s’improvvisano scrittori e che tranne in rari casi, farebbero meglio a  fare solo il loro mestiere.

MN: Ti sei trovata bene con le case editrici?

AS:  Le mie prime esperienze sono state a pagamento poiché ignoravo l’esistenza delle case editrici minori che pubblicano a loro spese (…), fortunatamente il mio carattere forte, la passione per la scrittura e la mia determinazione mi hanno fatto desistere a mollare la spugna, anzi ho buttato questa esperienza negativa dietro alle spalle e mi sono messa alla ricerca di una casa editrice seria ed onesta. A gennaio 2012, quasi inaspettatamente, ho avuto la fortuna di conoscere Mirella Guzzo, imprenditrice e autrice di romanzi che collabora con riviste nazionali femminili, una persona veramente seria ed affidabile! Proprio in quel periodo stava per aprire una casa editrice così è iniziata la mia collaborazione con la MIREMI Edizioni.

MN: Ritieni si legga abbastanza in Italia? Perché?

AS: Purtroppo l’Italia è un paese dove si legge troppo poco anzi una statistica dice che c’è un lettore ogni sei scrittori! Incoraggiante per un autore, vero?
Forse leggere non fa parte del DNA degli italiani o forse non viene motivato il gusto della lettura dalla scuola infatti, l’attuale programma scolastico, ancora impone letture pesanti e noiose, facendo perdere in alcuni casi la voglia di leggere per conto proprio altri testi, sicuramente più gradevoli e stimolanti.  

MN: Che genere di libri ti piace leggere? Perché questa scelta?

AS: Mi piace leggere vari generi di libri: ho iniziato con le letture classiche per ragazzi e con i gialli di Agata Christie (successivamente mi sono appassionata ai thriller) poi durante l’adolescenza ho scoperto i romanzi rosa e per anni ho letto solo storie d’amore. Con l’età matura ho iniziato ad interessarmi anche ad altri tipi di libri ad esempio quelli psicologici, esoterici ed anche a quelli ispirati a storie realmente accadute.

MN: Quali, invece, non leggeresti mai? Perché?

AS: Non sopporto i fantasy (ad eccezione della Saga di Harry Potter che mi è piaciuta moltissimo), la fantascienza e le opere classiche. Ritengo che la lettura dei primi due generi sia infantile mentre l’ultima troppo pesante e non adeguata ai nostri tempi. Un altro genere di lettura che detesto sono i libri storici non romanzati e quelli sulla politica. La storia l’ho sempre detestata così come le guerre, le stragi e la violenza in tutte le sue manifestazioni e di politica purtroppo siamo tutti fin troppo impregnati e schifati!

MARCO NUZZO

MN: Quali sono i tuoi scrittori  preferiti o quelli ai quali ti ispiri?

AS: Tra i miei autori preferiti di Thriller ci sono: Giorgio Faletti, Ken Follet, Stieg Larsson (MILLENIUM – Uomini che odiano le donne), Lars Kepler (L’ipnotista) mentre per le Love Story: Danielle Steel, Nicholas Sparks, Fabio Volo, Federica Bosco e Margaret Mazzantini (NON TI MUOVERE).

MN: E la tua opera preferita in assoluto?

AS: “VIA COL VENTO” sebbene abbia dovuto sopportare le scene di guerra…

MN: Cosa consiglieresti ai nuovi autori che volessero veder pubblicata una propria opera con un valido editore?

AS: Innanzitutto rivedere e correggere molte volte il testo prima di inviarlo alle case editrici (questo vale anche per gli autori già rodati). Eventualmente rivolgersi ad un bravo editor per ottenere un risultato più professionale. In secondo luogo evitare di proporsi alle case editrici che chiedono denaro sotto qualsiasi forma (contributo spese, acquisto obbligatorio di copie ecc).

MN: Pensi sia importante il confronto con altri autori? Per quale motivo?

AS:  Senz’altro, perché dagli altri s’impara sempre qualcosa e nella vita c’è sempre da imparare! L’umiltà è il segreto del successo. Le persone che si ritengono “arrivate” hanno segnato la fine del loro percorso.

MN: So che stai lavorando a un corso di scrittura creativa. Ritieni dunque importante frequentare corsi di formazione per scrivere bene?

AS: Il CORSO PRATICO DI SCRITTURA CREATIVA che sto scrivendo è particolare nel suo genere in quanto non solo insegna le tecniche per scrivere bene un libro ma contiene anche una sezione dove insegno cosa fare in pratica per pubblicare e farsi conoscere, basandomi anche su esperienze e personali e sulle strategie che ho adottato e che hanno funzionato. Consiglio ad ogni nuovo autore di prepararsi attraverso un buon corso prima di procedere a scrivere un testo che poi vorrebbe pubblicare. La scrittura creativa è un lavoro ed in rari casi è un passatempo. Ciascuno ha la facoltà di saper cogliere le opportunità che gli offre la vita e fare quindi le proprie scelte.

MN: Hai mai partecipato a concorsi letterari? Se sì, quali i tuoi giudizi in proposito?

AS:  Inizialmente ho partecipato ad alcuni concorsi letterari ma ho smesso di farlo quando ho saputo, da un autore vincitore di un concorso, che anche in quegli ambienti esiste una sorta di “mafia”. In ogni caso anche per quanto i concorsi letterari importanti come il Campiello o il Premio Strega, “uno su mille ce la fa” mentre per quelli minori ho capito che sono solo uno stratagemma per incassare i soldi delle iscrizioni infatti, guarda caso, alcuni di questi sono indetti proprio da case editrici a pagamento o da associazioni culturali allo scopo di auto-finanziarsi.

MN: Quali i progetti futuri? Stai lavorando a qualcosa di nuovo?

AS: Oltre al Corso pratico di scrittura creativa in cantiere ho un Saggio/autobiografico che tratta il tema della Reincarnazione che s’intitolerà “LA MIA VITA, LE MIE VITE. Un’anima antica si racconta” la cui ispirazione è venuta dopo aver fatto un Channeling (canalizzazione), una delle esperienze più belle e forti che ho fatto nella mia vita. Ho in mente di scrivere anche altri libri ispirati a storie vere perché sono le più belle e riescono a toccare le corde dell’anima.
Chi desidera essere aggiornato sulle mie nuove fatiche può seguirmi in Facebook o visitare il mio sito: www.asantonico.altervista.org

MN: Grazie per l'intervista, Antonella, in bocca al lupo per il tuo nuovo romanzo e a presto!


A cura di Marco Nuzzo 

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