Visualizzazioni totali

CERCA NEL BLOG


FANS PAGE FACEBOOK

FANS PAGE FACEBOOK


GIOIA LOMASTI FANPAGE

domenica 20 maggio 2012

IN UNA SERA DI NOVEMBRE - nuova preziosa opera di Alessandro Bon

INFO ORDINI



IN UNA SERA DI NOVEMBRE  - ALESSANDRO BON
Edizioni Progetto Cultura


Dalla Prefazione

Novembre, per me è uno dei mesi più belli dell’anno, è il mese io cui le foglie si vestono di colori meravigliosi, caldi ed intensi, è il mese in cui ancora il sole ci ricorda che può scaldare, è il mese che inizia ad offrirci le nebbie che rendono il mondo avvolto da una opalescenza fiabesca, e novembre, anzi in una sera di novembre, è il luogo/spazio temperale scelto da Alessandro Bon come titolo della sua raccolta. Già questo è stato uno dei motivi per cui mi sono avvicinata a questi testi con interesse. Questa raccolta poetica si presenta con tematiche varie ma articolate.
Il filo conduttore può essere ricercato in un tratto psicologico che accomuna tutte le liriche. Questo, oltre a svelarci la padronanza di questo tema da parte dell’autore, ci fa capire quanto egli utilizzi la poesia e l’analisi di se stesso (e dell’intera umanità) per esorcizzare i momenti di tristezza e solitudine che tutti attraversiamo.
Due temi sembrano particolarmente cari al poeta ed emergono con evidente enfasi: l’Amore e Dio. L’Amore, espresso in evidente prima persona, appare come qualcosa di totalizzante e come ricerca del dono. L’autore sembra continuamente volersi aprire per offrirsi all’amata e ricercare in lei la conoscenza del desiderio e del piacere. Desiderio di conoscenza quindi che sembra, a volte, diventare talmente intenso, talmente forte, da relegare quasi in secondo piano l’amore stesso. Questo ovviamente fa sì che l’Amore, non più amato per se stesso, lo abbandoni: “…ora che non sei più qui…” (Bernadett) ; “… è così che ti voglio ricordare … “ (Alla mia ungherese).

Ma l’amore è anche quella forza energetica, primordiale, che genera un altro essere ed Alessandro sembra sentire profondamente la condizione di padre, per cui: dolcezza, tenerezza, passione, attenzione, sono tutti sentimenti che sgorgano dalla pena del poeta per trattare questo argomento.
Dio è invece l’altro caposaldo nei pensieri e nella mente.Molte sono le poesie a Lui dedicate, in queste liriche l’autore inizia con un dialogo parlando Gli come fosse un Padre, come fosse un Amico, ma anche come fosse l’obiettivo  di una perenne ricerca. Dio è l’Essere cui ogni essere umano tende, non tanto come e non solo come, nostro Creatore, ma anche come simbolo del Bene, dell’Amore, della Fiducia e di tutto ciò che di positivo alberga, comunque, nell’animo degli esseri umani, anche dei peggiori. Da tutto ciò scaturisce la Fede che anche nella nostra umanità si potranno trovare sempre i bacilli dell’amore.
Si sente, nelle parole del poeta, una tenerezza per chi soffre, per chi ha meno possibilità e, per loro, fa intervenire Dio perché ciascuno di noi è “figlio prediletto”.
Il percorso di analisi del nostro autore passa anche attraverso una serie di metafore o meglio di Miti, presi
dalla classicità. Troviamo citati due personaggi: Icaro “le ali si sciolgono/ stupidi artefatti di pillole/ e cado nel
baratro” e Teseo “nel labirinto delmio io/cerco due cose/ uccidere me stesso e rinascere”, sfortunati precursori (per intelligenza e capacità) del mondo moderno. Nel continuare il suo percorso tra i Miti ecco incontrare l’Araba Fenice che gli permette, come per il mitico uccello, di sperare in una rinascita . Il personaggio di Caronte, che nei secoli continua a remare sulla sua barca, ci appare quasi, attraverso le parole del poeta, ancor più dannato dei suoi trasportati; ed ancora la bella Calipso che dalla sua bellezza non avrà benefici se non la perdita di Ulisse. La scelta di questi personaggi simbolici ci fa capire quanto l’animo del poeta si senta vicino a chi, nella vita, è stato succube del fatoma, ben sappiamo che i simboli “ri-conosciuti” permettono l’evoluzione dell’essere umano.
Notavo in questa raccolta l’assenza di animali: no uccelli, no cani, no gatti, sempre e solo Dio, l’autore o altri esseri umani. Il poeta sembra, con questa scelta, non volersi lasciar distrarre da altri esseri che non siano
quelli che, come lui, hanno nella mente e nel cuore una costante ricerca dei perché della vita.
Il lettore che si troverà ad avvicinarsi ed a leggere queste liriche verrà certamente coinvolto dall’intensità che
sgorga dalle parole e dal sentire di Alessandro, per cui Buona Lettura.
Mestre 10/02/2010
A cura di Giorgia Pollastri

Note biografiche

Alessandro Bon nato a Venezia nel 1975, ama dapprima la scienza, la zoologia e la chimica,  finché nel 1995 scrive dopo un periodo turbolento dovuto ad un amore non ricambiato la sua prima lirica, gesto che ripeterà centinaia di volte. Nei primi anni della sua attività la poesia è vissuta quale valvola di sfogo, poi, decide di trasformarla in un’arte traslando nei propri versi il vissuto altrui. “Non mi son mai sentito uno scrittore” – dice spesso;  eppure ha già pubblicato tre libri, e avuto riscontri da molti autori e critici prestigiosi.
Pubblica nel 2005 il libro “Gocce d’acqua in un mare di petrolio”,  la sua prima raccolta poetica,  in cui racconta la sua vita e l’esperienza della psicosi.  Una poetica intrinsa di dolore e disperazione, ma anche di speranza e di ricerca del “vero io”.
Nel 2006, dopo una grave crisi dovuta al comparire del Disturbo Bipolare, scrive il suo secondo libro: “Abbiate fede…il domani sarà meraviglioso“; un’autobiografia coraggiosa in cui racconta la sua vita e l’esperienza della psicosi.
E’ in quell’anno che inizia la sua collaborazione con la Fondazione Alvise Marotta onlusdove in pochi anni diventa responsabile della redazione della neonata collana editoriale.
Dal maggio 2010 collabora per un anno con il giornale on line: “La voce di venezia”, nel quale realizza e gestisce la rubrica “Protagonisti a Nord – Est”.
Sempre in quel periodo scrive oltre cento poesie,  che nel 2010 diverranno la sua terza opera:  “In una sera di novembre”. Questa raccolta è stata musicata  dal M° Giuseppe Marotta,musicista di fama internazionale, già Direttore d’Orchestra per molti anni della “Fondazione Teatro la Fenice”.
Nell’Ottobre del 2011 un suo inedito “Anime gemelle” è stato presentato dalla poetessa Tatiana Daniliyant alla VIII Biennale di Poesia di Mosca all’interno del progetto “Poetic Transit: Veneto – III”: traduzioni di poesia contemporanea veneziana. Assieme alla lirica di Alessandro Bon l’artista Daniliyant ha presentato i poeti anche i poeti Mario Stefani, Antonella Barina e Maurizio Zanon.
Da anni impegnato a dar voce alla sfera dei diritti delle donne e dei bambini, nel 2011 ha dedicato una sua poesia all’Associazione “Io sò Carmela”. La lirica è in ricordo di Carmela che si è tolta la vita dopo aver subito violenza da degli adulti.


E' VIETATA LA DUPLICAZIONE ANCHE PARZIALE SENZA L'AUTORIZZAZIONE DEGLI AUTORI.




Nessun commento:

Posta un commento

Non siamo una testata giornalistica. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. L’amministratore del blog declina ogni responsabilità per gli articoli proposti da altri autori o per i commenti aggiunti agli articoli stessi. Eventuali contenuti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, o in violazione delle leggi sulla privacy, non sono da attribuirsi all’amministratore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Qualora fossero presenti contenuti che ricadono nei casi descritti lo si comunichi all'amministratore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.

info@vetrinadelleemozioni.com