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domenica 27 maggio 2012

Maristella Angeli - Trottole di vento - Edizioni Tracce 2012


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Maristella Angeli
Trottole di vento

Edizioni Tracce, 2012
Poesia collana "Magister"

pp. 112





PREFAZIONE
A cura della poetessa Ninnj Di Stefano Busà

Sicuramente si tratta di una tappa decisiva per Maristella Angeli.
Suppongo che questa raccolta: “Trottole di vento” rappresenti un capitolo determinante per la sua personale vicenda lirica, certamente, non solo per le immagini liriche fin qui apportate, quanto per la novità e la consapevolezza di un percorso letterario che riconosce la necessità di essere un linguaggio dei sensi: stile, temi e tensioni inclusi in un repertorio che ne fa un autentico valore e matrice ispirativo-comportamentale della sua interiorità
Da questa raccolta possiamo immaginare il percorso dell’autrice, un itinere svelto e in assolta coerenza con quelle che sono le sue forze, i suoi stimoli, le sue asperità interiori, la sua sensibilità, la sua storia personale, di donna, figlia, moglie.
È un libro che sa realizzare felicemente alcuni nuclei linguistici e porli in dirittura d’arrivo per altre e più intense sortite editoriali.
In questa silloge si ritrovano i sentimenti, le emozioni, le amicizie, gli affetti familiari, la solidarietà, l’amore per i suoi cari, per i luoghi della sua infanzia.
Tutto può essere poesia, con quel tanto di distacco che può dare una pennellata di gioia e di malinconia, di memoria o di sensi. Vi sono figure e immagini che dominano i paesaggi, si stagliano alti nell’atmosfera memoriale, come ad es. il ricordo della madre: ”batte il tempo/ impercettibile ai sensi/ in dimensioni divine/ oltrepassa cortine e barriere/ in sospensione/ nell’etere/ là ti ritrovo mamma.” o in questo frammento bellissimo in cui si evince la pacatezza del quotidiano, in un abbandono più sereno e perciò “il pensiero si adagia/ e riposa”.

Il modello indicato dall’autrice è lineare e profondo, non utilizza arzigogoli che appesantiscono il linguaggio. Vi è un’armonia intorno al verso che governa altra armonia, e la trama e lo sviluppo sono senza costrizione, scivolano felici in una loro eterea e compiaciuta bellezza che è lineare e, allo stesso tempo, straordinaria. Qui ne fanno una forza creativa le intermittenze sonore, i flussi di ricaduta della parola che si assottiglia e si dilata, attraverso le varie componenti dell’anima, tutte in grado di trovare figure e direzioni che umanamente si avvertono sin dalle origini il loro meccanismo emotivo: “scalatrice di pensieri/ alla ricerca del cielo” si autodefinisce e, in queste poche parole, vi è tutto l’impulso che fa emergere un full-out implicito nella linfa vitale del suo operare in poesia.
Il libro rappresenta un percorso a ritroso nella memoria. Un tempo sincronico e un altro diacronico, entrambi vivi e partecipi all’avventura straordinaria del vivere, fuori da ogni paradigma, fuori da ogni sviluppo di pensiero che non siano: l’amore, l’amicizia, gli affetti.
Vi si evince una simbologia espressiva che partendo dal quotidiano, si snoda in aperture e linfe di immaginaria fantasia: “idee cavalcano il tempo/ domandolo/ nell’immoto ricordo” (Amaca di vita).
Maristella sceglie una partitura musicale in forma sinfonica e la modella all’intensità sonora di un’atmosfera un po’ surreale, un po’ gnomica, in cui vi è netta la percezione del precario, dell’attraversamento del mondo con mezzi inadeguati, in scialuppe di salvataggio monouso: come in questi versi: “Il vento che avvolge/ come un manto di seta/ accarezza la pelle/ un’amaca di vita/ che culla come madre.” e poi ancora: “Tra le rugiade/ scova i pensieri remoti/ ciò che sfugge allo sguardo/ fissa l’essenza.” (In attesa dell’alba).
L’autrice sperimenta la sua narrazione senza nessuna gabbia formale, con la delicatezza di una nostalgia scanzonata che affina e matura nel tempo, alternandone gli aspetti tematici in una diversificazione lirica evocativa e stringente: “ E poi batte/
                     la notte nei tuoi occhi
                     il buio della profondità/...
                     il sollievo al dolore
                     l’assenza del peso degli anni” (In un attimo)
Non manca nemmeno il riferimento ad un’Entità Superiore, a quel Dio che si trova in ognuno e in tutti coloro che hanno fede nella verità dell’anima.: “Lode al Signore/ il domani/ che si tinge d’amore”
Oserei dire, allora, alla maniera di Saba, questa è una poesia una poesia che non interferisce in maniera eclatante nella cultura italiana, ma sa cogliere una sua storia di vita inclusiva di una verità rivelata, di un memoriale lirico che ne accompagna e ne caratterizza l’apprendistato e che verosimilmente è un segno di percorso, di autocontrollo. Ne scaturisce una chiave di lettura intensa e pacificata, senza orpelli, ma con una raggiunta felicità metaforica, in cui la vita fa dire a Maristella Angeli: “il giorno canterà/ la sua nuova canzone” pure se il domani sarà ancora sogno a frantumarsi, emozione a dipanare i fatti del presente e dell’assente. Qualcosa che va oltre noi, nell’aldilà di un proscenio fittizio, quale potrebbe essere il teatrino del mondo.

Maristella Angeli
Poetessa, narratrice fantasy, pittrice, prof.ssa
Il sito dell’autrice:
Socia onoraria dell’Associazione “Infiniti Sogni”
Blog e siti
Moderatrice del sito:

1 commento:

  1. Grazie Gioia per questo spazio che mi hai donato.
    Un caro saluto

    Maristella

    RispondiElimina

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