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sabato 2 giugno 2012

Stella cadente - Opera poetica di Celeste Borrelli - Recensione a cura di Vanessa Falconi





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Opera di Celeste Borrelli - Stella Cadente - Libro Aperto Edizioni - Collana Paul Valéry



Come le stelle cadenti sono attratte dalla Terra nella sua orbita attorno al Sole, così le parole semplici e loquaci della poesia di Celeste attraggono il lettore nella sua silloge, pubblicata da Libro Aperto Edizioni, proprio quest’anno: una poetica unica, senza fronzoli lessicali e congiunzioni, che trae la sua forza dalle suggestioni della natura e dai suoi abitanti, con un’attenzione minuziosa alla realtà che circonda la poetessa. Non a caso l’aforisma che apre la raccolta poetica di Celeste Borrelli, cita parole significative dell’autore tedesco Charles Bukowski, “La poesia dice troppo in pochissimo tempo”, e così è per la nostra autrice, che dice tanto in pochissimi versi.


La sua raccolta poetica descrittiva e significativa si dipana in un lungo percorso che trova i prodromi artistici nella poesia “Una calda notte di luglio”, che apre il suo “Stella cadente”, del periodo giovanile, in cui l’autrice si cimenta con la poesia e con un’irrealtà che percepisce similare al carnevale, “Unica realtà. Momento sincero della vita”. - 1
L’immensità si vela di verde, vive nel volo variopinto delle farfalle, ci ricorda l’amato poeta Ungaretti e ci sospinge all’immagine della Primavera del Botticelli: all’ombroso boschetto e all’esedra d’aranci colmi di frutti sullo sfondo di un cielo azzurrino, si sostituiscono stormi d’uccelli, raggi folgoranti, eventi atmosferici dinamici, stelle lucenti, tutti abbracciano Celeste e la sua attenta osservazione, perno centrale di questa tela, in cui la riflessione si volge anche verso l’ingiustizia e sull'ineluttabilità del destino ma l’autrice torna a raccontarci di un paesaggio fiabesco, come riuscisse con il caduceo di Mercurio a scacciar le nubi per preservare un’eterna primavera.

Viaggio tra il Piemonte, la Campania, lago di Vico, incontro giardini, viali alberati, pace, sapori dolci, che solfeggiano in un’estate in cui Evaristo, l’asino che abita in un agriturismo, è diventato padre e poi la poesia mi trascina fino a Bomarzo, dove nel silenzio, le meraviglie custodite da Vinicio Orsini e da lui progettate, scavate in mastodontici blocchi di peperino danno il volto a “cerberi, draghi alati.” - 2

E come Borges, anche Celeste Borrelli si cimenta negli haiku e nei tanka: castagni, noccioli, e ancora un universo ornitologico che canta in assoluta libertà.
Un “dolce effluvio” la poetica di Celeste.


A cura di Vanessa Falconi per vetrinadelleemozioni.com SEZIONE BLOG
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1. Tratto da “Questo è il carnevale”
2. Tratto da “Bomarzo”

E' vietata la duplicazione anche parziale senza il consenso degli Autori. 

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