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mercoledì 8 agosto 2012

Giovanna Guardiani - Un dono per me e per te - intervista a cura di Roberto Guerra


Giovanna Guardiani - Un dono per me e per te - intervista a cura di Roberto Guerra - EDIZIONI MONTAG, 2012




"Sono nata in un paese lontano e vi sono rimasta fino all'età di quattro anni, sono tornata una sola volta, durante la mia vita, nella mia terra ornata di fiori, di colori, di festa, per percepire e toccare le mie origini di donna vagabonda e libera. Dolce, romantica, tenera, a volte cruda, d'avventura, da leggere. Una storia sul filo di quei ricordi che è impossibile dimenticare"

D - Gentile autrice se dovesse scrivere una breve autobiografia letteraria cosa direbbe?-

R - Ho sempre amato leggere e scrivere. Nel corso degli anni ho scritto vari racconti e ogni volta li mandavo all'editore vicino casa, uno di quelli a pagamento, e, ogni volta, lui diceva che erano bellissimi e bla bla...non mi convinceva il discorso "acquisto copie""contributo" e così lasciavo perdere. Poi, però è arrivato il Web, anzi io sono entrata nel web, perchè questo già c'era, e si sono aperte tanti portoni e finestre.

D - Cosa significa per lei scrivere nell'era del web?-

R -  Scrivere nell'era del web per me ha lo stesso significato di quanto scrivevo con la penna sui fogli. Non è lo scrivere in quanto azione creativa, movimento del pensiero e dello spirito a essere diverso nel territorio web, ad essere diverso oggi penso sia solo le maggiori opportunità che vengono offerte al prodotto finale , nel senso di pubblicità, di riconoscimenti.



D -  Cosa vuole dirci del suo esordio letterario"un dono per me e per te"

R-Si tratta di un romanzo, una storia che si muove sul filo di ricordi legati al mondo contadino, consumistico, alla scuola, alle diverse culture e durante il percorso cerco di trascinare con me il lettore verso la "bellezza" intesa come pace, serenità, appagamento, come vera ricchezza dell'esistenza e allla fine lascio il mio amico lettore dentro al titolo e io con lui.

D - A questo punto sarebbe interessante sapere come finisce il suo romanzo, ci vuole anticipare?-

R - Si, con piacere. Spesso legati ai pensieri sono i ricordi. Dopo aver visto, ascoltato e sperimentato di tutto ho raggiunto una grande libertà decisionale, nel senso che sono pienamente consapevole che è mia responsabilità dirigermi verso ciò che mi arreca serenità, benessere. Ho capito anche che il loro fiorire dipende sempre da dove poso il mio sguardo. E così un giorno mi è venuto in mente di ripercorrere gli avvenimenti della mia esistenza dall'infanzia a oggi, puntando, però, lo sguardo in modo diverso. Se puntassi il riflettore sui ricordi belli, affascinanti della mia vita? Questo mi dissi un giorno e subito aprii il computer e iniziai a scrivere, lasciandomi guidare dai ricordi. E' stato un percorso bellissimo. Penso che siamo ciò che siamo in base a ciò che pensiamo e a livello emotivo credo che ci sentiamo come ci sentiamo in base a dove posiamo lo sguardo mentale. Ognuno di noi ha nella memoria esperienze vissute, emozioni provate stupefacenti e allora invito ognuno a posare lo sguardo più spesso di quanto fa sulle cose interessanti, belle della propria esistenza. Quante belle storie di vita vissuta verrebbero fuori! Da ogni storia emergerebbe che vivere è stupendo, è la cosa più bella che ci possa essere capitata. Mi auguro che nel leggere questo libro tu viva momenti di leggerezza, ma soprattutto che vengano stuzzicati ricordi belli, sereni, affascinanti della tua vita.
Dove poggiare lo sguardo? Non c'è un solo posto su cui posarlo e percepire la bellezza, l'armonia, la serenità, la gioia. Ce ne sono tanti, tantissimi, io cerco di posarlo sulla natura, sull'arte, sulla lettura, e ultimamente sui ricordi. L'importante penso sia sentoire se dove lo stiamo posando ci arreca benessere.

*RobyGuerra

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