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venerdì 5 ottobre 2012

INTERVISTA A STEFANO PIETRI A CURA DI VANESSA FALCONI


STEFANO PIETRI
1)      Due romanzi e quattro racconti pubblicati tra web e case editrici, che effetto ti fa?

E’ una bella soddisfazione. Vedere realizzati/pubblicati dei propri lavori è sicuramente molto gratificante.

2)     Come si sposa l’interesse per la letteratura con un lavoro in un’azienda di telecomunicazioni? Hanno qualche elemento in comune?

No, almeno nel mio caso. Ci sono in azienda alcuni settori dove si lavora sulla comunicazione, però, purtroppo, non è il mio caso. C’è comunque il rovescio della medaglia che è positivo, intendo che quando si svolge un’attività che non è proprio quello che si è sempre sognato, c’è maggiore voglia, nel tempo libero, di dare spazio alla fantasia ed alla creatività!


3)     Il tuo mondo letterario spazia tra romanzo, racconto e poesia, se potessi fare una classifica chi metteresti al primo posto?


E’ difficile scegliere, anche perché credo che, soprattutto il romanzo e la poesia siano due espressioni che provengono da stati d’animo che necessitano di contesti diversi per essere espressi. Sicuramente nelle poesie che scrivo c’è un coinvolgimento emotivo più forte che dev’essere espresso in un momento “veloce”, com’è quello che si racchiude in alcuni versi. E quasi sempre i versi che scrivo sono frutto di momenti di riflessione e stati d’animo intensi, mentre nei romanzi i temi che affronto sono spesso sdrammatizzati da dialoghi o episodi anche divertenti. Comunque, se proprio dovessi scegliere, direi che il risultato della costruzione e realizzazione di un romanzo è un qualcosa che da una soddisfazione maggiore, perché al piacere di raccontare una storia, c’è un lavoro non indifferente.


4)     Prossimi ad esser editi due raccolte di racconti, ti va di parlarci di questo?

Sì. Sono stato contattato da due editori che hanno trovato sul web alcuni miei racconti e mi hanno chiesto la liberatoria per poterli pubblicare in due antologie che avrebbero voluto pubblicare.
Una s’intitola Signori e signore, di Akkuaria, che contiene “Il mistero del falso meccanico”e verrà presentata il 5 e 6 Ottobre nell’ambito della Fiera della piccola e media editoria, mentre l’altra, EsordiAMo, contiene “Fame di parole” ed in fase di stampa.
Trovo che la forma del racconto sia un’espressione assimilabile a quella del romanzo, ma con una concezione più “istantanea”, incentrata su uno specifico tema o avvenimento e tutta la narrazione, più o meno breve per forza di cose, deve colpire in un modo più diretto il lettore.


5)     Mondo editoriale “contemporaneo”, in cosa ti ha deluso? Se ti ha deluso.

Beh, trovo che il fatto che esistano tantissime case editrici cosiddette “piccole” in Italia, da una parte è positivo perché altrimenti tanti autori non potrebbero mai veder pubblicata una loro opera, anche se adesso ci sono nuove opportunità con l’auto pubblicazione tramite siti web, ma non è proprio la stessa cosa. D’altra parte però, visto che la maggior parte di questi piccoli editori non hanno grandi introiti e chiede un contributo per la pubblicazione, l’editing, ecc. all’autore, vengono pubblicati molti libri la cui qualità è decisamente discutibile. Quindi opportunità per tutti, ma livello qualitativo non controllato. Inoltre queste case editrici non fanno quasi nient’altro che far stampare il libro, fornire il codice iban e registrarlo, come da prevede la legge, non avendo praticamente margine di guadagno sulle copie vendute, perché il 40% va alla libreria ed il 30% al distributore. Quanto alla distribuzione e alla promozione è praticamente inesistente e quindi a carico dell’autore stesso. Le case editrici maggiori invece non danno praticamente alcuna possibilità di veder presa in considerazione la propria opera.

6)     Nel 2007 pubblichi un romanzo ispirato e dedicato ad Alberto Sordi.  Perché?

Quando venne a mancare Alberto Sordi io, che ero un suo grandissimo ammiratore sin da ragazzo, ho sentito che era come se ne fosse andato qualcuno della famiglia, che aveva avuto un significato particolare nella mia vita. Allora ho ritenuto giusto rendergli un omaggio, un tributo. Non era sufficiente andare a salutarlo nella camera ardente, andare al funerale. Sentivo che io avrei dovuto fare qualcosa in più. Ed infatti scrissi “Uozzamericanboys”, in cui raccontavo le gesta di un gruppo di ragazzi romani, fan sfegatati dell’Albertone nazionale, che passavano il loro tempo libero divertendosi, facendo scherzi, tentando di “rimorchiare” ragazze, soprattutto straniere, cercando di imitare le azioni e le movenze del loro mito.

7)     In “Non credevo di trovarti su facebook” , citi spesso intere frasi in romanesco, ti sei mai cimentato in poesia vernacolare?

Beh, nel romanzo c’è uno dei personaggi che ho caratterizzato in una maniera particolare e farlo esprimere in romanesco mi è sembrato un modo simpatico per dargli una connotazione quasi un po’ “coatta”, ma divertente.
Qualche volta ho scritto in vernacolo, è divertente e si può sfruttare il dialetto romanesco che esalta l’ironia ed il cinismo dei miei concittadini.


8)     Tracce – Aletti – Photocity, con quale ti sei trovato meglio?

Non vorrei fare classifiche, però posso dire che da Tracce sto ancora aspettando, dopo alcuni anni dalla conclusione del contratto, i soldi spettanti dalle copie vendute…

9)     Hot dogs  - la voce del bastardino” cosa ricordi di questa rubrica che hai curato per anni?

E’ stata una piacevole esperienza. Innanzitutto sono entrato in contatto con la realtà degli animanti degli animali, scoprendo un mondo (ma veramente un mondo, se si pensa che cica 25 milioni di famiglie in Italia possiede almeno un animale domestico!) veramente interessante. Dal punto di vista giornalistico è stata una collaborazione molto istruttiva e mi ha dato modo di esprimere la mia vena umoristica, attraverso articoli di satira. Qualche volta l’editore ha anche dovuto “censurarmi”, nonostante non abbia mai offeso nessuno…

10)  Tre personaggi femminili in “Non credevo di trovarti su facebook” : Roxy, Luna, Ylenia. Quale hai amato di più nella stesura del romanzo?

Uno dei miei lettori un giorno mi ha scritto un simpatico messaggio in cui mi chiedeva dove vivevo, perché sosteneva che sono fortunato a conoscere tre donne così stupende! In effetti sono tre bei personaggi, diversi tra loro, con le loro debolezze e la loro forza, una più dolce e rassicurante, un’altra più misteriosa ed intrigante, l’altra un vulcano inarrestabile. Diciamo che è una bella lotta!

11)   Se avessi una casa editrice tua, cosa pubblicheresti?

Pubblicherei solo quello che ritengo valido, originale. Cercherei probabilmente di selezionare, dando comunque spazio agli esordienti. Non credo che limiterei in ogni caso le pubblicazioni solo ad un genere letterario come fanno alcuni editori.


12)  Ai giovani che si avvicinano alla scrittura, cosa consiglieresti?

Di leggere! Leggere, leggere e poi leggere. Per assimilare e confrontarsi. Poi sicuramente di scrivere il più possibile, ma proprio come esercizio. Scrivere di qualunque cosa, racconti, articoli, riflessioni, ma far leggere a qualcuno i propri scritti ed essere molto attenti alle critiche. Si può cadere facilmente nell’errore di sopravvalutarsi.


Di Vanessa Falconi


Ho conseguito il diploma di Maturità classica al Liceo Dante Alighieri di Roma con 60/60. Lavoro dal 1989 in una grande azienda di telecomunicazioni. Sono iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, tessera n° 134442. Curo da anni la rubrica “Hot dogs – la voce del bastardino” sul sito Internet www.bau.it e sono appassionato di lettura e scrittura. Sono alla mia seconda (spero) pubblicazione. Infatti nel 2007 la casa editrice “Tracce” ha pubblicato “Uozzamericanboys”, breve romanzo ispirato e dedicato al grande Alberto Sordi. Il nuovo romanzo ha come titolo: “Non credevo d’incontrarti su facebook”.
Di Stefano Pietri

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