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venerdì 1 febbraio 2013

Da Brassens a De Andrè: tre serate, due venerdì e un sabato, e una mostra


Da Brassens a De Andrè: tre serate, due venerdì e un sabato, e una mostra.

Dal 1° febbraio un prestigioso progetto del Mama's Club di Ravenna che apre la seconda parte della stagione 2012-2013.
VENERDI' 1 FEBBRAIO 2013

ore 18,00   Inaugurazione della mostra  su Georges Brassens  “Brassens ou la liberté”, una esposizione delle più belle immagini del grande cantautore, e che resterà aperta fino al 16 febbraio presso la Sala Espositiva Comunale, Via M. D’Azeglio 2, Ravenna.
Orari 10,00 – 12,00 e 15.3018.30 dal lunedì al sabato.
Loghi da inserire Associazione italo francese ACIF Logo Comune Ra politiche giovanili Logo 2019

ore 21,30 al Mama’s   “La rose, la bouteille et la poignée de main (La rosa, la bottiglia e la stretta di mano)” 

Gaetano De Stefano, giornalista e ricercatore musicale, con immagini e musica ci racconta George Brassens

Georges Brassens (1921-1981) è stato uno dei più grandi /chansonniers/francesi, autore di canzoni celeberrime, creatore di uno stile inconfondibile che ha avuto profonde influenze su artisti quali Fabrizio De André.
Per Brassens, la canzone era il modo più intenso per esprimere passione, sentimento, impegno civile: la sua ferma posizione antiautoritaria ed individualista lo rende un maestro per spiriti liberi, per i quali l'arte e la vita possono fondersi in una sola esperienza.
Poeta della libertà, cantore della vita nella sua infinita imprevedibile ricchezza, Brassens è una delle voci più autentiche e limpide della canzone del Novecento.






Venerdì 8 febbraio ore 21.30


Georges Brassens al Mama’s
Il cantante parigino Joel Favreau ci racconta in musica la poesia di Brassens del quale De Andrè ne è stato un magico interprete.
Salvo Mauceri canterà alcune canzoni di Fabrizio.


Joël Favreau
Si afferma come chitarrista accompagnatore e inizia la sua carriera seguendo i massimi artisti del suo paese sul finire degli anni 60:
Catherine et Maxime Le Forestier nel luglio del 1968,  Georges Moustaki  nel 1969-1970 e Jacques Higelin. Incontra Yves Duteille con il quale nasce una fattiva collaborazione. Infine  inizia  una copiosa collaborazione con Geoges Brassens.

Le sue prime canzoni , Joël le canterà in tournèe con Moustaki e poi con Brassens. Prima in tournèe nel 1973 poi al cabaret Bobinot durante la sua ultima apparizione in scena nel’ ottobre del 76.

Alla morte di Brassens organizza e propone due spettacoli che gireranno vari paesi nel mondo: Germania, Giordania , Nuova Caledonia, Libano, Cuba, Benin, Afghanistan, Grecia, davanti a un pubblico non  francofono.

Oggi, Joël propone stage musicali con grande adesione di pubblico ed ogni tanto non disdegna di esibirsi in concerto soprattutto se si tratta delle parole e della musica di Georges Brassens.


Sabato 9 febbraio ore 21.30   al Mama’s
Concerto di Bandeandrè
Il suonatore Jones ( Spoon River e altre storie )

Le storie di ognuno son le storie di tutti

Dov’è quel suonatore Jones
che giocò con la vita per tutti i novant'anni,
fronteggiando il nevischio a petto nudo,
bevendo, facendo chiasso,
non pensando nè a moglie nè a parenti,
nè al denaro, nè all'amore, nè al cielo?


Secondo Cesare Pavese, che per primo introdusse l'Antologia di Spoon River in Italia, l'Antologia era lo specchio di un mondo che aveva perso la dimensione collettiva del senso della vita e, di conseguenza, la possibilità di catarsi attraverso la tragedia (come era avvenuto per secoli, dai Greci a Shakespeare, in società dove esistevano "gli strumenti per condurre una comune lotta contro il dolore, la miseria, la morte"). Andata perduta la dimensione comune del senso dell'esistere, questo mondo destina gli individui a consumare piccole tragedie personali, relative e insensate.
Gli altri due grandi intellettuali che si occuparono dell'opera di Masters e ne colsero la dimensione universale furono Fernanda Pivano, che la tradusse in italiano, e Fabrizio De Andrè, che rielaborò nove poesie e ne fece nove indimenticabili capolavori.
Non può stupire la scelta di De Andrè, che sempre di frammenti di drammi si è occupato, di " scene di villaggio ", di tipi umani colti nei momenti decisivi e rivelatori della loro anima, così da diventare simboli della condizione dell'uomo in una società priva di forti riferimenti collettivi, proprio come i protagonisti dell'opera di Masters.

Bandeandrè è al quarto anno della sua esistenza. Ormai annovera al suo attivo decine di concerti.
Che fosse l’Home Concert o la piazza, che fosse il bagno al mare o il teatro, sempre, chi ci è venuto ad ascoltare, ha riconosciuto nelle nostre esecuzioni quell’  “amore e debito”  che qualcuno, giustamente, ritiene necessario nel riproporre De André.
Amare Fabrizio non vuol dire imitarlo. Credo, piuttosto, che masticare la sua musica e le sue parole, facendole nostre, senza per questo stravolgerle, sia il modo migliore per ridargli una presenza che vada al di là del ricordo.

Gianluigi Tartaull


GIANLUIGI TARTAULL         
VOCE   -  CHITARRA – (fondatore di Bandeandrè)

RAIMONDO RAIMONDI                                      
CHITARRA  -  MANDOLINO

CATERINA  SANGIORGI                                   
FLAUTO  -  VOCE

NAZZARENA GALASSI                                        
VOCE

LORETTA  POMPIGNOLI                                 
PERCUSSIONI

STEFANO  FABBRI                                         
PERCUSSIONI

GIACOMO  SANGIORGI                                   
BASSO

LUCA  VASSURA                                    
FISARMONICA





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