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martedì 30 aprile 2013

Signor Parkinson di Monica Scalabrin



sinossi

Venezia. Luisa godeva di ottima salute, una maestra elementare di provincia sulla cinquantina dotata di un carisma eccezionale con cui sapeva mettere ogni bambino a proprio agio. Una donna dallo spirito indomabile, dall'allegria contagiosa e dotata di un incredibile amore per la vita. Nella primavera dell’anno 2006 venne colpita da una malattia misteriosa, un inarrestabile degenerazione della corteccia celebrale che fu diagnosticata dai medici come un’atipica sindrome di parkinsonismo. Alcuni giorni in seguito al suo ingresso in ospedale Luisa cadde in un sonno profondo e in quella dimensione sopravvisse per diverse settimane a poco a poco paralizzandosi completamente fino a perdere ogni percezione del suo corpo. La sua muscolatura si ridusse ad un inservibile ammasso di carne e nervi ed il suo corpo si trasformò velocemente fino ad assumere le sembianze di una rigida e robusta corteccia di un albero. In quell'unità di rianimazione la fragile figlia Monica, suo marito e la nipotina Claudia la persero per sempre ma ancora non lo sapevamo. Al suo risveglio da quel coma la sua mente tornò lucidissima e anche il passato presto riemerse da quel lungo sonno ma rimase intrappolata in un'altra dimensione parallela a questo universo tra la vita e la morte, sospesa tra il cielo e la terra.
Nina Monica Scalabrin

sabato 20 aprile 2013

Il guaito delle giovani volpi - Romanzo di Patrizio Pacioni - Melino Nerella Edizioni

INFO ORDINI

Un romanzo contro tutti gli integralismi, 
contro ogni sopraffazione e violenza, 
un inno all’amore ovunque e comunque sia.

Ciclo di omaggi a García Lorca da «Per una strada» di Emanuele Marcuccio - traduzione in lingua spagnola curata da Lorenzo Spurio


La traduzione delle poesie è stata pubblicata sul numero di aprile 2013 della rivista on-line internazionale “Suroeste” (pp. 164-167), insieme alla versione in lingua originale.


OMAGGIO A GARCÍA LORCA[1]

Felce d’azzurro
scrosci di tempesta vespertina,
autunno vaporoso e nodoso,
rammarico dell’ormai svanito,
vita rossa di sangue coagulato,
erpici identici e convessi
in un plotone di fucileria,
schizzi incandescenti trasvolano
per la dura terra,
per un cielo di speranze placate,
di ardente divampamento di luce
a foggia di croce,
verso un punto centrale.

giovedì 18 aprile 2013

SPETACOL - Eventi 25 Aprile 2013


Spetacol farà tappa il 25 aprile 2013 ( festa della liberazione ) al Ristorante Pizzeria Tiraboschi di Sergnano dalle 22.00
Vi segnalo il video di Guido e Carolina girato da Elisa Tagliati nella  casa di Carolina Scorsetti  protagonista della storia raccontata nella canzone.

Poi il 9 maggio tutti al teatro Galilei di Romanengo SPETACOL con le fantastiche donne del
Gruppo Spontaneo di Canto Popolare   

lunedì 8 aprile 2013

Intervista ad Agnese Monaco - a cura di Marco Nuzzo



Intervisto, per Vetrina delle emozioni, Agnese Monaco, giovane e poliedrica artista, scrittrice, poeta, commediografa, pittrice, musicista. È iscritta a SIAE, Dor e Olaf. Laureata in Lettere h.c, ottiene vari successi in molti campi, in alcuni dei quali si cimenta da esordiente, guadagnandosi in ogni caso diversi riconoscimenti. È presente in diverse antologie letterarie e volumi scritti interamente da lei.




Un benvenuto, Agnese. Anzitutto ti ringrazio per la preferenza accordataci. Parliamo un po’ di te. Come riesci ad amalgamare diversi generi d’arte e letteratura nella loro essenza proteiforme?
  
L’amore per l’arte mi spinge ad evolvermi, amo superare i miei limiti concettuali, ascoltare il prossimo ed intercalarmi nel suo modo di essere e pensare per comprendere cosa realmente pensi. La mia poliedricità e la mia bramosia di manifestare e conoscere me stessa fino in fondo, mi spinge a voler esternare l’arte a 360°. Il mio è un modo di esprimermi, condivisibile o meno. Ovviamente fa molto piacere avere un seguito e chi apprezza il tuo lavoro, ma credo che  la cosa primaria è non perdere mai se stessi e scrivere ciò che realmente il cuore ci spinge a fare. Mettere un frammento di noi stesso in ogni cosa che si fa, questa è la chiave del successo. Quando parlo dell’elemento successo , non mi riferisco a false glorie, ma al riuscire a trasmettere e condividere a pieno con il prossimo sentimenti, gioie e dolori e magari portare avanti con la mia poetica di base la speranza e l’ottimismo che si svela alla fine di ogni mia manifestazion d’essere. Non è difficile amalgamare diversi generi di arte e letteratura se il tuo unico scopo è il valore della rimembranza dei vecchi valori, ormai persi. Credo che ognuno di noi debba farsi una introspezione per migliorarsi. Io la faccio praticando le varie arti, unico nucleo, per me, nell’esternazione di se stessi.




Quando e a che età comincia a svilupparsi la passione per la scrittura e per l’arte, più in generale? Qual è stata la scintilla da cui è scaturita questa passione? 

E’ iniziato negli anni ’90, dove già da infante leggere poesie di grandi autori mi donava leggere brezze e battiti intensi. Persa ed entusiasmata da grandi versi volevo in un certo qual modo esprimere la mia voce in prima persona. Timida ed introversa tenevo per me i miei scritti, fino a quando alle Superiori iniziai ad esprimere ciò che sentivo tramite  il giornalino della scuola. Il primo approccio con “il mondo  esterno”. Quell’esperienza fu un punto d’inizio anche per la mia svolta evolutiva nell’ambito caratteriale. Infatti mi diede la forza per provare a gareggiare al primo concorso di poesia nel 1996. Ammetto poi che devo molto alla mie professoresse delle superiori che mi hanno spinto  sempre ad allargare i miei orizzonti infondendomi l’amore per la letteratura, la filosofia, l’arte e le lingue straniere. Grandi donne da stimare ed ammirare. All’epoca non era come ora, non c’erano tutti questi mezzi informatici, quindi  risultare tra i segnalati ed essere inseriti in una antologia seria era davvero un gran bel passo avanti. Pensando che in quel concorso ero la più giovane dei partecipanti posso annoverarla come una delle più grandi esperienze personali d’esordio. Da quel momento decisi di provare in più concorsi e trovare un riscontro della mia poetica sia sul pubblico e sia sugli esperti del settore. Da quel giorno non mi sono più fermata. Ho pianto, sofferto, riso, esultato per i successi e gli insuccessi, ma non mi sono mai arresa. Questo è il mio punto di forza, andare sempre avanti e credere con tutta me stessa in ciò che faccio.


sabato 6 aprile 2013

Love Vampire di Ilaria Militello


Link per l’acquisto
lulu 
(CARTACEO) 

Pagine: 275 


Sinossi
Lùlea in seguito alla morte di sua mamma si trova costretta a trasferirsi dai nonni materni in Irlanda, dove tutto è strano. Non è più come quando era bambina. C'è qualcosa di misterioso ora lì. Forse la nuova famiglia residente nella vecchia villa nel bosco è l'artefice di quell'alone di mistero? Lùlea ben presto conosce uno dei ragazzi della villa, il suo nome è Alex, che nasconde un grande segreto, come il resto degli inquilini della villa. Fra i due nasce subito un’intesa, una storia che sembra un dejà-vu. A Lùlea pare di aver già conosciuto e amato Alex in passato. La ragazza si troverà presto coinvolta in un amore forte, ma avrà anche il tormento di capire chi è veramente Alexandre Turner, che cercherà in ogni modo di nascondere la sua vera identità per paura di un suo rifiuto, ma presto dovrà decidere e a quel punto inizierà a scoprire verità che cambieranno ogni cosa.





lunedì 1 aprile 2013

SPETACOL : il mio nuovo album. - Giò Bressanelli - Sabato 13 aprile 2013 ore 21.00//Auditorium F. De André Castelverde ( Cr )


SPETACOL 
il mio nuovo album


Sabato 13 aprile 2013 ore 21.00//Auditorium F. De André Castelverde ( Cr )


I giorni che sono trascorsi tra l’8 dicembre , il giorno dell’Immacolata e la festa di S. Lucia , sono stati i più freddi di quest’ inverno che ancora ci fa sentire la sua presenza a pochi giorni da una nuova primavera che sembra abbia vergogna nel manifestarsi.

La traiettoria del vento - Ninnj Di Stefano Busà


Riflessione sulla Poesia
da venditori di parole a uomini liberi
La Poesia riscatta il dèmone o il folletto che è in noi e fa scattare quel meccanismo polimorfico della parola, che è luce, se orientata in alto, ombra se artisticamente vale poco: la Poesia è una di quelle condizioni che predilige le sbandate umane, è una di quelle facoltà (ne abbiamo poche) che conservano l'identità naturale del soggetto, ne fanno un discorso indissolubile col suo “Io” più profondo, col sentimento o col dolore che si districano da lui, per porsi in dirittura d'arrivo per gli altri. Quando ciò avviene, ecco, questa è POESIA... siatene certi

Ninnj Di Stefano Busà
(Prefazione di Davide Rondoni)


Da cosa misurare - se mai misura è possibile - la presenza di una voce poetica? E questo libro, ennesimo e pur aurorale di una voce da tempo udita, da dove trae la forza di presentarsi?

Per rispondere se pur per accenni alle due domande, sgombriamo il campo da un equivoco, blando ma resistente: non è possibile misurare la presenza di un poeta soppesando titoli sui vaghi bizzarri scaffali delle librerie, né sfogliando pigri giornali o cataloghi di editori disabitati dalle muse. Gli storici e gli schedatori della letteratura possono certo pesare le citazioni, le influenze, ma siamo appunto già nell’ambito del letterario, che non è quello della poesia viva. La quale infatti sopporta una sola misura del proprio incidere, o meglio del suo proprio ferire e ferirsi in un tempo: quella misura di stupore e struggimento che ci fa accorgere che un verso o un componimento accadono, sono irrefutabilmente “presenti”. Ovvero ci donano - secondo la qualità tipica della grande arte di render presente qualcosa a cui nessun linguaggio riesce a giungere - un’esperienza attuale del mistero che nutre e domina il vivente.

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