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martedì 30 aprile 2013

Signor Parkinson di Monica Scalabrin



sinossi

Venezia. Luisa godeva di ottima salute, una maestra elementare di provincia sulla cinquantina dotata di un carisma eccezionale con cui sapeva mettere ogni bambino a proprio agio. Una donna dallo spirito indomabile, dall'allegria contagiosa e dotata di un incredibile amore per la vita. Nella primavera dell’anno 2006 venne colpita da una malattia misteriosa, un inarrestabile degenerazione della corteccia celebrale che fu diagnosticata dai medici come un’atipica sindrome di parkinsonismo. Alcuni giorni in seguito al suo ingresso in ospedale Luisa cadde in un sonno profondo e in quella dimensione sopravvisse per diverse settimane a poco a poco paralizzandosi completamente fino a perdere ogni percezione del suo corpo. La sua muscolatura si ridusse ad un inservibile ammasso di carne e nervi ed il suo corpo si trasformò velocemente fino ad assumere le sembianze di una rigida e robusta corteccia di un albero. In quell'unità di rianimazione la fragile figlia Monica, suo marito e la nipotina Claudia la persero per sempre ma ancora non lo sapevamo. Al suo risveglio da quel coma la sua mente tornò lucidissima e anche il passato presto riemerse da quel lungo sonno ma rimase intrappolata in un'altra dimensione parallela a questo universo tra la vita e la morte, sospesa tra il cielo e la terra.
Nina Monica Scalabrin

Gli specialisti che l’ebbero in cura ammisero che il suo cervello aveva subito danni irreversibili e che si sarebbe inevitabilmente ridotta a un vegetale e consigliarono alla famiglia di metterla in un istituto. Fu difficile accettarlo da principio dunque la riportarono nella loro casa sperando di poterla accudire con l’ausilio di una badante ed il prezioso aiuto di una valida assistente sociale. Le costruirono attorno una magica atmosfera composta da una pace infinita, si presero cura del suo corpo torturato, paralizzato e muto con amore incondizionato ma tutto fu inutile. La violenza inesorabile di quel male e il suo veloce avanzare li costrinse a rinchiuderla a malincuore all'interno di un desolante ricovero per malati irrecuperabili e la famiglia fu distrutta. Nell'istituto dove attualmente Luisa si trova, ridotta oramai ad uno scheletrico baco da seta, osserva e ascolta il passare della vita davanti ai suoi occhi come un impotente spettatrice. Il medico che si occupa dell’appoggio psicologico delle famiglie consiglia alla figlia di scrivere una lunga lettera sotto forma di diario a Parkinson per esprimergli tutto il suo rancore, dando così finalmente un identità seppure immaginaria al devastante male che ha colpito la madre trasformandolo così in un essere da poter combattere. Esso spera che instaurando un dialogo giornaliero con il fautore del suo atroce dolore, Monica si possa riscoprire più forte nell’animo e attraverso la potenza della scrittura riuscire a trovare una giusta correlazione tra gli eventi dando in questo modo un senso a tanta sofferenza. Ha inizio così questo dialogo con un uomo immaginario e malvagio che ha distrutto la loro vita e ben presto questo gioco terapeutico si trasformerà in qualcosa di utile e produttivo. Piano piano spogliata dal suo dolore, Monica sarà in grado di offrire tutto il suo aiuto possibile alla madre che procede a piccoli passi verso la fine, offrendole lei stessa il suo prezioso appoggio e tutta la sua forza interiore per accettare la triste verità che talvolta la morte non è sempre negativa, sarebbe molto peggio pensare al dolore come ad una abitudine di vita. Affronteranno insieme con coraggio il triste dilemma se continuare a vivere oppure abbandonarsi al proprio destino già designato! Nascerà una poetica simbiosi tra madre e figlia che trasformerà la tristezza della morte in un delicato inno alla vita dove la forza dell’amore è in grado di compiere miracoli inimmaginabili e abbattere barriere insormontabili come la paura dell’assenza e del silenzio eterno della morte. Insieme scopriranno che nonostante la vita sia una sola se vissuta bene può essere abbastanza. Sua figlia la condurrà alla ricerca della grande cortina di vetro che le separa dall’altra parte della vita e rifiutando ogni forma di accanimento terapeutico capiranno che molte volte è molto meno doloroso morire che continuare a vivere!
Monica Scalabrin


Biografia

Nina Monica Scalabrin nasce a Milano e vive a Jesolo (VE). Diplomata I.s.e.f. nel 1987.
Nel 1984 pubblica il suo primo libro "Errori di stagione" con Rizzoli editore e nel 2000 il suo secondo libro "I diritti dell'anima" con Gitti Editore
"Signor Parkinson" uscirà alla fine di maggio edito da Editoriale Sottovoce e successivamente verrà pubblicato in Brasile

1 commento:

  1. Questa magnifica donna lo conoscita negli anni 70,era una splendida creatura,gioiosa ,meravigliosa come amica,sempre aperta con tutti ed era vederla in queste condizioni mi rattrista molto.Cercherò di ricordarla come era negli anni passati.

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