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sabato 28 settembre 2013

"COME PIETRA" la raccolta della poetessa Maria Rotolo vincitrice del 2° concorso di poesia indetto dalla Pubblica Assistenza di Ravenna





Angeli di Fango

La poesia è dedicata alla grande alluvione di Firenze, nel 1966, circostanza che ha mosso i giovani, e non solo, del mondo intero, tutti pronti, gratuitamente, a recuperare quel mondo culturale, quel patrimonio culturale della cui privazione tutta l'umanità avrebbe sofferto, per ridare alla città la linfa vitale che era stata sepolta nel fango.
-"Questi uomini, venuti da lontano che sfiorano sguardi smarriti mentre frammenti di vita emergono in paesaggi stagnanti"-. Una solidarietà, una generosità che è rimasta esempio di volontariato per tutti i paesi. Leggendo questi versi il panorama si espande e negli occhi compaiono immagini più recenti, quelli di Genova, delle Cinque Terre, del terremoto in Emilia, ancor più recente, circostanze in cui tante altre braccia si sono tese per dare la mano a coloro che la paura e la sorpresa avevano bloccato al punto di non essere neppure in grado di chiedere aiuto. Il grido che conclude la poesia è "Firenze è la mia città" dà proprio la sensazione di partecipazione che l'uomo sa mostrare, lo abbiamo visto, in certe drammatiche circostanze.

Dott. ssa  Anna De Lutiis
   Presidente della Giuria 
   

PRESENTAZIONE

Le poesie che Maria Rotolo ha racchiuso nella silloge "Come pietra", sono espressione di una poetica intensa, sensibile, emozionante. La poetessa è profondamente legata all'immagine di una farfalla riflessa in uno specchio, è lei stessa a motivare questa particolare corrispondenza definendosi tale a questa creatura, che nella simbologia pittorica del 600 rappresenta l'anima. Come una farfalla in volo Maria Rotolo cerca di affrontare le fragilità dell'esistenza, consapevole dei limiti e della realtà di un tempo che ci attraversa; si lascia guidare dall'istinto creativo fino a dar voce al suo sentire. La silloge si apre con la poesia "Angeli di fango" con cui l'autrice ha vinto il secondo concorso poetico indetto dalla Pubblica Assistenza di Ravenna sul tema "Solidarietà - insieme si può". E dai versi "Uomini venuti da lontano/sfiorano/sguardi smarriti,/attoniti, feriti." si percepisce tutto l'impegno umano, la solidarietà volta ad alleviare la sofferenza di chi vive il dramma di realtà inaspettate. Il libro è diviso in quattro sezioni "Tracce di te", "Il risveglio", "Bagliori", "Riflessi di me" e questa scelta ci porta a seguire la costruzione del volume secondo una volontà della poetessa, che vuole accompagnarci in punta di piedi nel suo mondo interiore, facendoci soffermare sulle tonalità e sfumature del suo essere. È il peso di un'assenza, quell'attendere invano a trascinarsi nei versi della lirica "Eterno": "Dolce è pensarti/nel dolore della tua assenza./Interminabile l’attesa/di un cuore che ancora spera". I sentimenti si fanno forte testimonianza di momenti vissuti e poi smarriti nel vuoto, nella solitudine. La lirica "Come pietra" che dà il titolo all'intera silloge conferma proprio questo stato di annullamento e desolazione generato da un'assenza d'amore: "Lasciami qui/indistinta ombra/in questa landa oscura/abbandonata/nell'infinita illusione/di ciò che non è/di ciò che non sarà." Emergono così dai suoi versi atteggiamenti intimi di delusione, un'inquieta pulsione che non riesce a cancellare le asprezze. La lirica "Absense" si presenta tagliente, diretta, è un'assorta riflessione che porta l'autrice a constatare come il dolore possa farci comprendere il valore di ogni attimo, fino a giungere alla tanto attesa felicità. La poesia della Rotolo è dotata di un suo stile, i versi sono brevi, come lampi d'ispirazione dettati dall'istinto, affiorano sensazioni e frammenti delicati dell'anima, dove la realtà è tangibile e vera.
Le parole sono essenziali, il linguaggio mantiene una nitidezza che rende la scrittura interessante. Una panoramica in versi è la poesia "Trinacria" dove gli odori e i colori sono scanditi da un suggestivo legame con l'ambiente, con la terra che si fa dipinto nella memoria: "tra alberi di mandorli e fichi/un dedalo di vicoli e strade/colora di ocra il paesaggio".
Maria Rotolo considera la poesia come "smania che ribolle", un’affascinante presenza che "smarrisce, cattura, cura".
Michela Zanarella

PREMESSA

Il diffuso desiderio di esprimersi poeticamente contrasta con il chiacchiericcio comunicativo che ci invade e ridimensiona il nostro linguaggio comunicativo .
Ogni concorso di scrittura e di poesia ha sempre un interesse di partecipazione gratificante.
Può piacere o meno, ma oggi si scrive come si vuole e con largo uso di licenze poetiche.
I versi sono libere espressioni di creatività, sono giochi di parole e di immagini che si condensano nella nostra mente.
La poesia e' sempre meno un'esperienza di nicchia.
Io però trovo ancora sorprendente che a organizzare un concorso di poesia sia un'Associazione di Volontariato di Pubblica Assistenza con i suoi Trebbi serali nei locali attrezzati delle ambulanze.
Con ospitalità e desiderio di promuovere il lato umano del Volontariato questa iniziativa deve trovare le risorse per continuare.
Il tema " La solidarietà" non e' per nulla scontato.
Interpretare questo spirito di altruismo in forma pubblica e renderlo prassi collettiva chiede riflessioni personali, cambiamento di ottica e di investimento personale.
Abbiamo purtroppo interiorizzato competitività, difesa dei propri interessi, diffidenza verso gli estranei.
Parallelamente  la coscienza e l'estensione dei diritti ha incrociato questa involuzione sociale e accentuato l'individualismo dei diritti.
La solidarietà e' un atto di responsabilità verso gli altri, un moto di sentimenti che provoca cambiamento di posizione per creare relazioni nuove di collaborazione e di aiuto.
Non basta stare in una comunità per essere cittadini, essere cittadini impegna vivere nella citta' 
e far propri il suoi problemi.
Ne sono esemplare immagine i volontari della Pubblica Assistenza.
A loro dedico con parole letterarie un brano di Italo Calvino de " Il barone rampante " 
"Capì questo: che le associazioni rendono l'uomo più forte e mettono in risalto le doti migliori delle singole persone, e danno gioia che raramente s'ha restando per proprio conto, di vedere quanta gente c'e' onesta e brava e capace e per cui vale la pena di volere cose buone.
Mentre vivendo per proprio conto capita più spesso il contrario, di vedere l'altra faccia della gente, quella per cui bisogna tener sempre la mano alla guardia della spada ."

Giovanna Piaia


(Assesora ai Servizi Sociali, Sanità Volontariato al Comune di Ravenna)

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