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GIOIA LOMASTI FANPAGE

venerdì 20 marzo 2015

Intervista all'Autrice Giovanna Guardiani a cura di Chiara Taormina e Gioia Lomasti

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Cominciamo da una domanda quasi d’obbligo. Nella sua formazione di lettrice, quali sono i libri o gli autori che hanno contato di più? 
Ho iniziato a leggere già da quando frequentavo la scuola elementare. La grande passione per i libri, comunque, esplode alle superiori, a quel tempo leggevo i classici, le opere degli autori del novecento, Moravia, Pasolini, Italo Svevo, Primo Levi, Sciascia, D’Annunzio, Elio Vittorini, Carlo Cassola, Pirandello e libri che parlavano di comunismo. In seguito, immersa sempre più nel mondo dei bambini, sono insegnante di scuola primaria, ho iniziato a tuffarmi in quelli di pedagogia, psicologia e via, via fino ad approdare a quelli in cui gli autori ti trascinano verso la spiritualità. I libri letti hanno permesso la conoscenza di me e dell’altro. Tutti i libri letti hanno lasciato qualcosa di importante nel mio essere. Non ho mai letto tanto per leggere, la scelta di un determinato libro avveniva e avviene perché fortemente attratta dall'autore, dalla quarta di copertina. Prima di leggere il libro m’informo sull'autore e su dove punta i riflettori in quel libro. 
GIOVANNA GUARDIANI

E le sue letture di oggi? Quali sono i generi e gli autori preferiti? 
Che libri tiene sul comodino? 
Anche oggi sono fortemente attratta dai libri degli autori che hanno qualcosa da proporre all’uomo moderno in termini di crescita interiore. Sul comodino, ultimamente ho libri di autori emergenti che mi chiedono una recensione o manoscritti di amici che vogliono un parere prima di inviarli alle case editrici. In questi ultimi anni leggo poco, c’è stato un tempo in cui leggevo un libro a sera. Il tempo dedicato alla lettura è stato sostituito dalla scrittura, mi sento sempre più fiume che scorre, dentro di me scorrono pensieri, parole che vogliono essere depositati su fogli bianchi, a frenare l’impeto è la signora cervicale che spesso attanaglia il mio collo. 
In partenza per un viaggio può portare solo tre libri. Quali sceglie? 
Penso di portare i due romanzi scritti da me per regalarli, mi piace l’idea di lasciare qualcosa di me a qualcuno che magari è in possesso di pensieri che procedono all'incirca nella mia stessa direzione e io lì, in un posto turistico, a dire:- Ehi, lo sai che ciò che dici l’ho approfondito in un libro… 
Quando viaggio non porto libri da leggere; il libro è lo strumento che mi porta ad avere un incontro intimo, personale con un’altra persona: l’ autore. Leggo nel silenzio della mia casa. Quando vado in vacanza o semplicemente viaggio, mi nutro di altro, sono in compagnia di altro: nuovi panorami, nuovi odori, nuovi suoni, altri personaggi entrano in scena, insomma ho altro da fare. 
Quando ha scritto Tachea ha pensato a un destinatario preciso? Che cosa cerca di esprimere? 
No, non ho pensato a un destinatario preciso. Quando scrivo mi lascio andare, seguo i miei pensieri e la mia immaginazione. Tachea, una vecchietta di settantacinque anni, vive il presente e, mentre vive, osserva il mondo attorno a sé. E’ un romanzo in cui l’amore viene fotografato in tutte le sue sfumature. Nella quarta di copertina si legge: “Da qualche giorno arriva spesso a farmi visita sempre lo stesso pensiero: scrivere un libro; inizierò presentandomi e poi… mi affiderò allo scorrere dei giorni e su di essi punterò la potente luce dell’amore e leggerò la vita” Con queste parole, la protagonista, Tachea, una simpatica vecchietta, dopo aver abbondantemente osservato e letto la vita dall’alto delle sue molte primavere, termina il libro. Tachea è una donna ormai affrancata da tutto ciò che la società attuale impone: libera di vivere secondo i suoi ritmi, di esprimere quello che pensa e, attraverso la danza dei silenzi e delle parole, evidenziare la presenza dell’amore attorno a lei. 
L’editoria è un mondo complesso e spesso gli autori sono costretti a barcamentarsi tra mille dubbi e interrogativi sulla strada giusta da intraprendere. Vuole raccontarci la sua esperienza al riguardo?  
Ho scritto due romanzi, il primo “Un dono per me e per te” pubblicato da Edizioni Montag, il secondo “Tachea” pubblicato da Edizioni Nulla Die. Per entrambi ho ricevuto la proposta di pubblicazione da parte di molte case editrici che non richiedono contributi di nessun genere all’autore. Tra queste ho scelto Montag perché l’editore è uno scrittore e questo mi è sembrato una buona garanzia, anche il direttore editoriale della casa editrice Nulla Die è uno scrittore ma mi sono innamorata immediatamente di questa casa editrice appena ho letto ciò che è scritto sul  sito. Si legge: Nulla Die è impegnata nella promozione e nella diffusione della cultura, della conoscenza, delle arti, delle scienze e della pace in Italia, nel Mediterraneo e nel mondo. Alimenta il dialogo e la comprensione fra le due sponde del Mare Nostrum e in generale, fra i popoli e le culture di ogni parte del globo. Ho scelto immediatamente e non mi sono pentita nemmeno quando in seguito continuavano ad arrivare altre proposte editoriali. 
Se non fosse una scrittrice che mestiere le sarebbe piaciuto fare? 
Io sono insegnante, magari possiamo dire insegnante- scrittrice e se non fossi stata insegnante e scrittrice sarei stata lo stesso un artista. Mi piace tutto ciò che è arte e sono convinta che l’insegnante svolge la sua funzione quando insieme ai suoi alunni s’immerge nell’arte intesa come fonte di creatività. Essere insegnante-scrittrice arreca benefici ai miei alunni. Ogni giorno quando varco la soglia dell’aula un coro esplode:- Vogliamo scrivere, scriviamo? Le passioni, a volte, sono contagiose. Ho trasmesso loro il piacere dello scrivere, il lasciarsi andare, il divertirsi, lasciar danzare i pensieri e catturare quelli più…e fissarli su un foglio bianco. Se non fossi insegnante, scrittrice sarei pittrice, attrice, cuoca…sarei artista. Ogni uomo dovrebbe svolgere il proprio lavoro allo stesso modo dell’artista e sicuramente il mondo sarebbe migliore.Nessun artista ha arrecato danni all’altro, al mondo, ha solo aperto mille finestrelle nel cervello e nel cuore degli uomini. 
Due domande “filosofiche”: come si pone nei confronti del passato? Ci sono dei valori in cui crede fermamente e a cui cerca di rimanere fedele? 
I valori di oggi non sono i miei valori e attraverso i miei scritti cerco di far resuscitare i valori del passato, i valori di sempre, finiti, oggi, su uno sfondo annebbiato. Sono una persona combattiva ma onesta; affronto il nemico sempre davanti mai alle spalle e so bene cos’è il rispetto, rispetto verso me stessa, verso l’altro verso la formichina che a volte arriva con il suo gruppo fino al mio balcone e so anche cos'è la cooperazione, la solidarietà tra esseri viventi, so cosa significa essere competitivi, ammiro chi è competitivo con se stesso e condanno chi è competitivo con l’altro, detesto questo tipo di competitività perchè si alimenta di egoismo e cosa più grave produce regressione mentale fino ad arrivare “ all'egocentrismo psichico”  
Quando non scrive che cosa le piace fare? 
Passeggiare, viaggiare, mangiare. 
Ci parli dei suoi progetti futuri. A quando il prossimo romanzo? 
Il prossimo romanzo che attualmente  è un semplice manoscritto è quasi terminato, adesso sto iniziando la fase di “limatura”. Anticipo solo il titolo “Come salvarsi la vita

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