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martedì 26 maggio 2015

Vetrina delle Emozioni presenta E niente indietro nuova opera di Andrea Tavernati

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Titolo: “E niente indietro”
Autore: Andrea Tavernati
Totale pagine: 135
Formato: 13 x 19,5
ISBN: 978-88-95068-60-2
Collana: Piani inclinati


E niente indietro parte con una storia che si colloca a metà fra Salinger e Mann (con annessi i dolori di un ragazzotto inventato da Goethe), un [auto]ironico melò ambientato a Venezia, per poi spostarsi pian piano in territori di tutt'altro genere (gli ultimi tre racconti tirano in ballo concetti e canovacci tipici della fantascienza). Nel mezzo, un racconto fantastico – in tutti i sensi – come “Il libro di Eva”. Poi ci rifletti su e ti accorgi che un senso c’è. La raccolta è una sorta di viaggio, non a caso parte da un ragazzo alla sua prima cotta e alla costante ricerca di punti fermi (parole, persone, azioni, luoghi) e si conclude con un pianeta in cui punti fermi non ce ne sono, perché tutto scompare all'improvviso e senza alcuna logica. Così come nei racconti precedenti sono scomparsi per periodi più o meno lunghi, in maniera più o meno definitiva, un figlio, un libro molto particolare, un anziano, i resti di un misterioso esperimento, un cecchino, una famiglia, e via dicendo. Perché in fondo non siamo importanti, dirà un personaggio della raccolta. Inimitabili e irripetibili, ma in quanto parte di un’umanità immensa, nella quale scoprire le infinite sfumature di uno stesso respiro. L’autore evidenzia l’instabilità connaturata all'esistenza umana, questo svelarsi e scomparire che rende ineffabile il senso di molte – troppe – cose e che proprio per questo pone il fluire delle nostre vite sotto un luce ambigua, un’inquietudine che nasce qui (sulla Terra, dove vanno espiate le colpe – per citare il citato Goethe) e poi s’inerpica verso l’infinito. La raccolta va letta e giudicata in blocco, quasi fosse un continuum. La scrittura è più ricercata e profonda (alcuni aforismi lasciano il segno) nella prima parte, intitolata “Storie di queste parti”, più semplice e scorrevole – nell'accezione positiva dei termini – in quelle di taglio fantastico, raggruppate della sezione intitolata “Storie di confine”.

A cura dell'Editore Aldo Moscatelli


Infine, approdo almeno a una certezza: non c’è mai un ritorno, da nessun viaggio. 
Non si torna mai. È una buona premessa, in fondo. 
Dovremmo allenarci a ricominciare continuamente da capo, come perfetti sconosciuti.






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