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lunedì 23 agosto 2021

INTERVISTA A GUERRILLA METROPOLITANA REGISTA SPERIMENTALE HORROR A CURA DI GIOIA LOMASTI

 



Regista indipendente sperimentale italiano residente a Londra da molti anni. Originariamente musicista (nello specifico batterista e percussionista jazz in band sperimentali strumentali). Da sempre appassionato di cinema (da quello tedesco anni 20 fino ad arrivare al Neo realismo italiano, per poi passare al cinema francese, italiano e americano di genere). Da adolescente gira alcuni cortometraggi horror amatoriali con un suo amico a Roma (città dove ha vissuto per molti anni). Nell'aprile 2021 debutta ufficialmente con il suo primissimo lavoro: mediometraggio sperimentale slaher BITS. Girato di nascosto di notte in poche ore e all'interno di un edificio popolare periferico londinese in una zona metropolitana senza permessi (motivo della quale ha scelto lo pseudonimo Guerrilla Metropolitana, proprio per la metodologia di lavoro) , BITS diventa subito un successo su YouTube raggiungendo in pochissimo tempo numerosissimi consensi e visualizzazioni in tutto il mondo, specie Inghilterra e Stati Uniti d'America.  Giornalisti come Gordiano Lupi ed altri notano l'esordiente filmmaker e cominciano a scrivere articoli e recensioni sul suo lavoro, facendolo conoscere anche in Italia. Subito dopo Guerrilla Metropolitana esce con un secondo lavoro: il mediometraggio sperimentale MY SPECIAL SUPERHERO (a visual subtext of madness and rejection). Quest'ultimo invece è un forte atto di denuncia sociale che mira alla ridicolizzazione dei costumi moderni, della superficialità, come base culturale e delle sue terrificanti conseguenze. Anche questo lavoro ottiene un ottimo riscontro su YouTube e il cinema di Guerrilla Metropolitana raggiunge ulteriore visibilità. Il suo stile infatti è un insolito, folle e assolutamente bizzarro mix di continua sperimentazione dove l'horror viene mescolato con gli stili visivi dell'espressionismo, del surrealismo, della Pop Art e del neo realismo, per poi passare a quello erotico degli anni 70.  Unisce inquadrature con fotografie della stessa sequenza, adopera un uso del linguaggio narrativo puramente visivo rimpiazzando il dialogo tradizionale con altre forme di comunicazione, velocizza di frequente specifiche scene per esasperare il senso di inquietudine, non usa la computer grafica e i suoi lavori (di cui ne è anche l'autore) trattano di temi di disfunzionalità sociale.  La musica non è soltanto uno sfondo sonoro ma un vero e proprio attore. Al suo fianco al montaggio vi è il suo stretto e regolare collaboratore Pietro (pseudonimo Peter Frank), perfettamente in sintonia nel montare tecnicamente tutta la follia visiva del regista, nonché regolare caratterista nei suoi lavori.  Il terzo lavoro di Guerilla Metropolitana è un breve ma molto intenso e disturbante cortometraggio horror in stile barocco dal titolo THE BARON AND THE HARPSICHORD (in italiano IL BARONE E IL CLAVICEMBALO).  Un inquietante sguardo sulla crudeltà del forte e ricco ai danni del più debole e indifeso, quindi ancora una volta la denuncia di natura sociale è presente. A settembre invece uscirà il suo primo lungometraggio / film (ora in fase di montaggio) dal titolo: THE CENSOR - A British horror tale of Real politics and social-moral code. Un lavoro senza precedenti e dai forti temi sociali con un mix di linguaggi e stili visivi completamente folli e con scene e sequenze che molti troveranno a dir poco malate ed agghiaccianti, dove stavolta il tema sarà la censura inglese e coloro che la esercitano per conto dell'establishment e in nome della morale comune. Verso fine anno invece uscirà il suo secondo lungometraggio / film dal titolo: THE BENEFACTRESS. I lavori che Guerrilla Metropolitana ha scritto da trasformare in futuri corti, medi e lungimetraggi) sono al momento oltre la trentina.

Come mai la scelta di intraprendere questo percorso artistico?

Il cinema è sempre stato il mio amore più grande assieme alla musica. Dopo tanti anni di attività musicale e di vicende personali, ho finalmente deciso di intraprendere l’attività di filmmaker indipendente, creare le mie storie, girarle e dare corpo a quella che è la mia visione artistica/cinematografica. Mettermi in gioco e cercare di fare qualcosa di mio, personale, fuori dai comuni schemi e senza limiti dettati da quello che è il mondo del cinema cosiddetto mainstream, ossia da establishment tradizionale.

Cosa ti ha portato alla scelta dei temi trattati?

La verità è che il cinema da troppo tempo mostra una società secondo me artificiale, fatta di luoghi comuni e di stupidità che mira esclusivamente ad “addormentare” le persone in quello che è un discorso di lobotomia culturale. Oltre a super-eroi o commediole del tutto inutili, credo che il cinema sia italiano che internazionale di tipo mainstream, salvo ovviamente alcuni casi, ha rovinato quello che è il vero spirito libero e selvaggio del linguaggio filmico. Il cinema indipendente, fenomeno per fortuna in continua evoluzione, al contrario tende a mostrare quello che gli altri non mostrano. Non ha bisogno di grandi budget e nemmeno di nomi famosi nel cast. Eppure la potenza di alcuni film indipendenti è infinitamente superiore all’ipocrisia di Hollywood. Il mio scopo è quello di usare la realtà del cinema indipendente per poter raccontare storie di follia, di potere, di orrore, di perversione, di comportamenti aberranti e dipendenze, di sessualità compulsiva e di crudeltà, vista da un’ ottica di classe sociale e senza mai dividere buoni e cattivi. Questa suddivisione la detesto. La trovo stupida. Quello che voglio fare è un cinema libero, trasgressivo, orrorifico, sociale e a tratti persino estremo, ma allo stesso tempo poetico da un punto di vista visivo ed artistico.

Quanto ritieni importante l'arte cinematografica nel panorama odierno?

L’arte cinematografica è secondo me la forma artistica non solo più avanzata ma la più potente in quanto fa leva su quello che noi vediamo, proprio come la pittura, ma in una forma tutta sua e con una dimensione tutta particolare.

Come avviene la valutazione dello stile musicale?

Molte delle sequenze musicali nelle scene horror o comunque di tensione, le faccio io sperimentando con le tastiere e percussioni. Mentre per alcune delle musiche di natura melodica da utilizzare in scene diverse, generalmente scelgo musiche dal copyright pubblico, quindi accessibili a chiunque e con la possibilità di essere utilizzate da chiunque. Ad ogni modo la musica nei miei lavori, non è solo un qualunque sfondo di note o riempimento. Al contrario, la musica diventa attore.  A volte, come ad esempio il mio ultimissimo cortometraggio horror stile Barocco THE BARON AND THE HARPSICHORD (Il Barone e il clavicembalo), la musica diventa persino motivo di ispirazione per la storia, la narrazione visiva e il montaggio. Il mio collaboratore e montatore Pietro (in arte Peter Frank) in questo lavoro e anche nel medimetraggio precedente MY SPECIAL SUPERHERO – a visual subtext of madness and rejection, addirittura ha svolto il montaggio in base alla sequenza musicale nota per nota, battuta per battuta, sperimentando e creando cosi un montaggio all’ “unisono” con le battute. Una cosa davvero folle e di sperimentazione folle, che è esattamente quello di cui il mio cinema ha bisogno, in quanto in gran parte visivo e privo di dialoghi tradizionali.

Raccontaci il maggior successo che hai riscontrato attraverso questo tuo percorso artistico?

Ho iniziato solo 4 mesi fa e realizzato fino ad ora tre cortometraggi horror sperimentali sul mio canale YouTube ufficiale. Uno più diverso dall'altro ed ognuno che sta avendo migliaia e migliaia di visualizzazioni ed apprezzamenti in tutto il mondo, specie America e Gran Bretagna. Nel corso degli ultimi tempi anche in Francia hanno cominciato a scoprire il mio lavoro e in Italia pure, questo grazie anche a giornalisti di spessore come Gordiano Lupi che ad ogni mio lavoro ha pubblicato diversi articoli, uno più interessante dell’altro. Personalità italiane del cinema horror indipendente italiano come Ilaria Monfardini mi hanno recentemente intervistato dall'Italia. Il mio lavoro sta avendo sempre più visibilità nel resto dell’Europa e da poco tempo anche in oriente. Il mio primissimo lavoro intitolato BITS (in italiano pezzi) è stato il mio biglietto da visita come filmmaker, dove sia io che il mio montatore Peter Frank svolgiamo parti di supporto nel cast, ed è stato un successo dalla prima ora. Girato in poche ore in piena notte, all'interno di un condominio popolare in una periferia londinese, senza permessi (non a caso ho scelto lo pseudonimo Guerrilla Metropolitana, proprio per indicare questa metodologia di lavoro) e con il rischio di essere arrestati o persino aggrediti dai residenti, è un horror urbano sanguinolento ma molto artistico allo stesso tempo e si è rivelato un successo grandissimo. Gli altri due medimetraggi MY SPECIAL SUPERHERO – a visual subtext of madness and rejection – è una forte denuncia sociale ai costumi di oggi, però mostrata in maniera visivamente esagerata e con conseguenze finali terrificanti. In questo lavoro il tema della sessualità comincia già ad emergere, anche se in forma limitata, ma all'interno di un quadro sociale completamente folle. Anche questo lavoro ha avuto un altissimo livello di consensi, anche se in questo caso ha attirato e continua tutt'oggi ad attirare un pubblico meno horror e più tendente al cinema avant guarde trasgressivo. Il terzo cortometraggio invece è il brevissimo THE BARON AND THE HARPSICHORD ed è un crudele e spietato ritratto sociale di follia e ingiustizia dove il ricco e forte ha la meglio sul più debole e indifeso. Anche qui ho voluto fare un lavoro che trattasse un tema sociale. Questo lavoro ha toccato tasti che nemmeno gli altri due avevano toccato e ha letteralmente scioccato moltissimi, persino i più duri e puri fans dell horror. Non tanto per il sangue, visto che è poco, quanto per come ho messo insieme la storia e per il gioco e manipolazione delle immagini. è un lavoro molto fine e dal forte carattere artistico, in continuo apprezzamento da moltissimi sulla rete, proprio per la sua folle originalità.

Ritieni che il cortometraggio sia di nicchia rispetto alla proiezione di un film? Quale dei tuoi filmati maggiormente ti rappresenta professionalmente dallo stile ai contenuti? Quale valore attribuisci ai social network sulla promozione e la visibilità?

La suddivisione nicchia e mainstream ci è sempre stata. La differenza è che però oggi le cosiddette nicchie hanno spazi e dimensioni sempre più grandi. Hanno casse di risonanza molto più potenti, hanno canali, stazioni radio, podcast, persino i propri film su piattaforme come Amazon Prime, Netflix ed altre. Quindi la nicchia oggi vive una realtà completamente diversa da quella di ieri. Non solo questo, la nicchia attira sempre di più altre nicchie, specie nel contesto odierno di cinema indipendente, mentre il cinema mainstream sembra vivere sempre di più di un pubblico sempre meno interessato a quello che propongono, se non fosse per i soliti nomi famosi per fare botteghino.

Tra i tuoi progetti quale sarà la meta che ti auguri in un prossimo futuro?

A settembre uscirà il mio quarto lavoro che sarà il mio primo lungometraggio/film dal titolo THE CENSOR - A British horror tale of Real politics and social-moral code (IL CENSORE - una storia britannica di politiche Reali e di codice morale sociale). Essa sarà una folle e sconvolgente opera dai tratti horror ma dove in realtà il tema trattato è quello di fortissima denuncia sociale). Il film sarà un linguaggio misto di vari stili e quasi interamente visivo dove la crudeltà e il potere si mischieranno in un girone dantesco dal fortissimo sapore underground e artistico allo stesso tempo. Il lavoro successivo a questo sarà un altro lungometraggio/film dal titolo THE BENEFACTRESS (in italiano la benefattrice) e sarà con un cast quasi interamente al femminile, di cui sto già cominciando le prime riprese e se riuscirò lo farò uscire in una di queste piattaforme online come Amazon Prime o altre simili, mentre per futuri corti e medi-metraggi continuerò ad usare il mio canale YouTube.

Confidare nei propri sogni porta a grandi risultati, ti ringrazio molto per questo contributo che ci hai dedicato.

 

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