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domenica 12 aprile 2026

Gioia Lomasti – Il verso che tace: omaggio a Dante e alla voce che attraversa i secoli a cura di vetrinadelleemozioni.com Autori Artisti


Poetessa e curatrice, Gioia Lomasti vive e opera a Ravenna, città che custodisce il riposo di Dante e il respiro della parola eterna. Da questo luogo di memoria e luce nasce il suo progetto Il verso che tace, un omaggio al Sommo Poeta e alla forza del linguaggio che sopravvive al tempo.
Lomasti intreccia poesia, arte e tecnologia in un dialogo che unisce l’antico e il contemporaneo: il silenzio del verso diventa spazio di ascolto, la voce si fa rito, e la parola si rinnova attraverso nuovi strumenti, fino a incontrare l’intelligenza artificiale come compagna di creazioni per le immagini a corredo dell'Opera.
Il suo lavoro è un invito a riscoprire la poesia come gesto umano, come respiro che attraversa epoche e linguaggi, mantenendo intatta la sua sacralità.



Ravenna è il cuore del tuo progetto. Cosa rappresenta per te questa città?
Ravenna è un luogo che parla sottovoce. Le sue pietre custodiscono la memoria di Dante e di chi ha cercato la verità attraverso la parola. Qui la poesia non è solo arte: è presenza, è eco di un tempo che non finisce.

Il verso che tace nasce come omaggio a Dante. Qual è il legame più profondo con la sua opera?
Dante è il poeta che ha trasformato il dolore in conoscenza. Il mio progetto nasce dal desiderio di proseguire quel cammino: dare voce al silenzio, cercare la luce dentro l’ombra. Ogni verso è un atto di gratitudine verso la sua eredità.

La poesia oggi incontra la tecnologia e l’intelligenza artificiale. Come vivi questo incontro?
Lo vivo come una sfida e una possibilità data dall'immaginazione. L’IA non sostituisce l'arte ma la accompagna.

In un mondo digitale e veloce, cosa significa essere poetessa?
Significa custodire la lentezza. La poesia è un atto di resistenza contro la superficialità. È il luogo dove il tempo si ferma e la parola ritrova la sua verità. Anche online, il verso può restare sacro se nasce da un ascolto autentico.

Qual è il futuro del verso, tra memoria e innovazione?
Il futuro è ritorno. La poesia continuerà a cambiare voce, ma non natura. Sarà sempre un modo per attraversare il mondo senza esserne travolti, per ricordare che la parola è rivelazione, non rumore. E in questo, Dante resta il nostro faro.