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“L’autrice desidera esprimere la sua più sincera gratitudine per gli apprezzamenti rivolti ai progetti presentati sul suo sito, accolti con interesse anche su canali esteri. Il riconoscimento ricevuto costituisce per lei un prezioso incoraggiamento a proseguire con passione e dedizione nel percorso creativo intrapreso.”

giovedì 6 agosto 2026

Tradurre sé stessi: la profondità narrativa di L’Interprete a cura di Gioia Lomasti



Il presente contributo si inserisce nel progetto culturale 100 Libri d’Autore, a cura di Gioia Lomasti ed Emanuele Marcuccio, iniziativa che celebra le opere capaci di ampliare gli orizzonti del lettore e di rinnovare il dialogo tra le arti. In questo spirito, L’Interprete di Ashraf Aboul‑Yazid si distingue come un romanzo di rara finezza, capace di trasformare la migrazione, la memoria e la traduzione in una polifonia di voci che risuona ben oltre la pagina scritta.

L’Interprete di Ashraf Aboul‑Yazid è un romanzo letterario contemporaneo a struttura polifonica, che si colloca nel solco delle opere cosmopolite capaci di raccontare l’esperienza dell’esilio con profondità emotiva e rigore culturale. È un libro che unisce narrazione, poesia, filosofia della traduzione e studio antropologico delle comunità migranti, trasformando la narrazione letteraria in un vero laboratorio di identità.

Francesco Guccini: l’eco inedita di una voce che non smette di raccontarci A cura di Gioia Lomasti



Ero molto giovane, così giovane da non immaginare che certi momenti, anche se vissuti da spettatrice, possano diventare parte della propria storia. A Ravenna negli anni ottanta, in un’atmosfera semplice e quasi familiare, mi ritrovai davanti al Maestrone, Francesco Guccini. Non c’erano folle a spingere, non c’era quella distanza che oggi separa l’artista dal pubblico: era una serata limpida, raccolta, dove la musica sembrava appartenere a tutti allo stesso modo. La sua presenza era così vicina e naturale da sembrare un gesto condiviso. Guccini appariva come un uomo che portava sul volto la sua poesia: imponente e gentile, ironico e profondo, capace di riempire lo spazio senza bisogno di clamore. Bastava guardarlo per capire che la sua voce non era solo canto, ma racconto, memoria, vita. In quel momento compresi che la musica d’autore non è solo ascolto: è un incontro. È un riconoscersi, un sentirsi parte di un mondo che parla attraverso la verità delle parole. Quella sera a Ravenna è rimasta con me come una fotografia preziosa, una memoria che ha continuato a brillare negli anni. È stato il primo segno di un amore profondo per la vera musica, quella che nasce dalla sincerità e dalla poesia, quella che la mia pagina Cantautori ha sempre scelto di custodire e promuovere con dedizione. E ogni volta che ascolto Guccini, ritrovo quella ragazza: stupita, grata, illuminata da una voce che non smette mai di raccontarci

mercoledì 5 agosto 2026

NEL CUORE E NEL CORPO DI LUCIO PERI - SEGNALAZIONE LETTERARIA

 


NEL CUOREE NEL CORPO

LUCIO PERI

QUESTO LIBRO PARTECIPA AL PROGETTO CULTURALE

100 LIBRI D'AUTORE A CURA DI 

GIOIA LOMASTI E EMANUELE MARCUCCIO


Dopo una relazione finita nel peggiore dei modi, Jack cerca di ricominciare, lasciandosi alle spalle il dolore e costruendo una nuova quotidianità. Ma il destino ha in serbo un incontro inatteso: Mary, un amore mai davvero dimenticato dai tempi del call center. Quello che nasce come un semplice ritrovarsi si trasforma presto in un sentimento intenso, capace di cambiare le loro vite. Tra Milano e Londra, i due affronteranno nuove esperienze, la convivenza, paure, gelosie e sogni condivisi, imparando che amare significa anche accettare le fragilità dell'altro e scegliere ogni giorno di restare. Nel cuore e nel corpo è un romance contemporaneo che racconta la forza delle seconde possibilità, il valore della fiducia e il coraggio di credere nell'amore anche quando la vita sembra aver scritto un finale diverso. (ROMANZO "ROSA" D’AMORE - CONTEMPORANEO)

100 LIBRI D’AUTORE - Le 57 opere selezionate (Volume 1) Un cammino in aggiornamento

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In questo primo segmento della collana trovano spazio opere che attraversano generi e linguaggi, dalla poesia alla narrativa, dal saggio alla testimonianza, con uno sguardo che abbraccia l’Italia e il panorama internazionale.

martedì 4 agosto 2026

ORNELLA MAMONE CAPRIA - IL CORPO SCRIVE - SEGNALAZIONE LETTERARIA

 

IL CORPO SCRIVE

Questa Opera partecipa al progetto culturale

100 libri d'Autore Vol.1  a cura di 

Gioia Lomasti e Emanuele Marcuccio 

Il Corpo Scrive… di Ornella Mamone Capria è una raccolta poetica di forte impronta sperimentale che mette in scena il corpo colpito da una grave lesione cerebrale come un testo frammentario, collocandosi al crocevia tra poesia, riflessione filosofica, semiologia e neuroscienze. L'opera trasforma un’esperienza biografica dolorosa in una meditazione più ampia sul nesso tra corporeità, soggettività e linguaggio, interrogandosi su ciò che sopravvive della presenza umana quando la parola si interrompe e il corpo sembra ridursi al silenzio. La raccolta è articolata in quattro sezioni, corrispondenti alle fasi dell’alterazione neurologica e comunicativa. La prima è “La scrittura dell’assenza, il coma”, in cui solo nei primi istanti il corpo appare quasi come un sistema in errore, una macchina bloccata. La metafora del bug non indica, però, una cancellazione definitiva della soggettività, ma un arresto e un disallineamento che non escludono la persistenza di memoria, storia e percezione. Il testo invita a non trattare il paziente come un oggetto da consegnare ai medici, ma come una persona ancora in relazione e presente. La seconda sezione è “Modalità scarabocchiale, stato vegetativo”, in cui la frammentazione si fa più radicale per un altro evento traumatico, la sepsi, accentuando la percezione di una disgregazione profonda. L'autrice introduce neologismi di grande forza evocativa come germi-glifi (o geroglifici germi-glifici) e germino-glifi. Questo slittamento linguistico, successivo alla copertura antibiotica, segna un passaggio fondamentale in cui l'infezione e il trauma si aprono a una potenzialità generativa. Con la terza sezione – “Sul ciglio della neo-scrittura, stato di minima coscienza” – il corpo riaccende impulsi minimi, ritmi e cadenze per riaffacciarsi sul mondo. La parola poetica accoglie questa spinta traducendola in una lingua franta, essenziale, mossa da una trama più fitta in cui le pause e i vuoti cominciano a ridursi. Infine, la quarta sezione è la “Scrittura in via di espansione”, in cui il movimento del testo si apre verso una riconquista parziale del sensibile e del comunicabile, ampliando le possibilità espressive e relazionali nella precarietà.  Dal punto di vista formale, l’opera rifiuta deliberatamente i tratti della lirica tradizionale — come l'armonia metrica, la narratività lineare o la confessione emotiva immediata — per adottare un ritmo spezzato, una disposizione grafica discontinua e una sintassi ridotta all’essenziale. In questo modo, la scrittura mimetizza la forma conoscitiva della malattia, facendo del vuoto, del silenzio e della pausa veri operatori di senso. Il corpo non è dunque concepito come semplice organismo biologico, bensì come medium espressivo che continua a produrre segni, anche impercettibili. Ne deriva una riflessione etica e conoscitiva di grande intensità per cui la persona colpita non viene considerata definitivamente assente, ma come un soggetto che conserva tracce della propria identità. Rivolgersi a lei come a una presenza viva significa opporsi alla sua riduzione a puro dato clinico e attivare un circuito relazionale in cui il linguaggio diventa stimolo, chiamata e forma di connessione (se si pensa alla neuroplasticità neuronale).La poesia assume così una funzione testimoniale, filosofica e quasi terapeutica, custodendo la possibilità che il senso persista anche nella frattura. In questa prospettiva, Il Corpo Scrive… si presenta come un libro che non si limita a raccontare il dolore, ma lo trasforma in un dispositivo di pensiero. La scrittura si fa strumento di interpretazione del vivente, proponendo una concezione della poesia come spazio di ascolto, di cura e di resistenza capace di interrogare il confine tra ciò che sembra perduto e ciò che continua a vivere e a parlare anche in forme minime e invisibili. (POESIA)

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