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Opera selezionata nel secondo volume culturale 100 libri d'Autore progetto internazionale a cura di Gioia Lomasti in collaborazione con Emanuele Marcuccio - per la selezione internazionale Ashraf Aboul-Yazid Ashraf-Dali |
Questo blog nasce dall’incontro tra Autori e Artisti. Un luogo dove la musica, la scrittura e soprattutto la poesia trovano una vetrina capace di dare voce alle emozioni che sapete trasformare in arte. Un invito a condividere e lasciare che le vostre parole e le vostre note raggiungano chi sa ascoltarle. Per suggerimenti o collaborazioni: https://www.facebook.com/vetrinadelleemozionifanpage
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I racconti di Lazzaro di Franca Canitella è un libro emozionante e riflessivo che ci accompagna lungo i sentieri della vita attraverso una serie di racconti ispirati alle esperienze di un tenero meticcio di Maremmano e Terranova. Ogni capitolo ci trasporta in una nuova avventura del protagonista, ognuno con il nome di un diverso personaggio. Un viaggio ricco di emozioni e riflessioni profonde, che evoca la rinascita, la forza di ricominciare e la luce che illumina il cammino anche nei momenti più bui. Un'opera toccante e coinvolgente, perfetta per chi ama gli animali e le storie che parlano al cuore. (Panoramica tratta dalla prefazione di Francesca Cuccia).
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Nel 1885 fu ufficialmente fondato il Museo Nazionale di Ravenna, la cui storia si è protratta fino ai nostri giorni. Ideatore di questo istituto era stato Enrico Pazzi, uno scultore ravennate che nel 1843 scelse di abbandonare la città natale per approdare a Firenze, dove ebbe un discreto successo. I rapporti tra la Ravenna legatizia e Pazzi non erano idilliaci, ma all’indomani dell’annessione della città al Regno, l’artista fu contattato dall’aristocrazia locale per eseguire busti e rilievi di vario genere, spesso destinati ai monumenti cimiteriali. Nel 1877 fu chiamato a realizzare la statua di Farini da collocare davanti alla stazione. In quella occasione propose la costituzione di un museo civico simile a quelli che erano nati da tempo in molte città dell’Italia settentrionale. Dopo anni di discussioni e di alti e bassi, finalmente il nuovo istituto ebbe una sua sede e un suo ufficio, e Pazzi vi fu nominato direttore, incarico che tenne fino alla morte. L’apertura ufficiale al pubblico avvenne nel 1889. La documentazione legata a questi eventi è abbondante e già studiata, lo stesso Pazzi realizzò ancora in vita una breve biografia che raccontava la genesi del nuovo istituto. Fra la documentazione in nostro possesso, un blocco molto interessante e poco noto di testimonianze è rimasto a lungo inesplorato. Mi riferisco al carteggio che Pazzi scambiò con i collaboratori e le autorità. Una raccolta di lettere, talvolta difficilmente leggibili vista la scrittura corsiva, che aggiunge un tassello alla complessa storia delle origini del museo ravennate. Il volume analizza l’intero corpus di lettere, descrivendo ogni singolo pezzo secondo l’ordine cronologico, e proponendo anche un breve regesto dei contenuti.
Opera selezionata nel secondo volume culturale 100 libri d'Autore progetto internazionale a cura di Gioia Lomasti in collaborazione con Emanuele Marcuccio - per la selezione internazionale Ashraf Aboul-Yazid Ashraf-Dali
Ci sono sguardi capaci di fendere la nebbia del convenzionale per andare a cercare l’essere umano proprio dove la vita si fa più fragile, autentica e ferita. Fabrizio De André — per tutti noi semplicemente Faber — possedeva questa rara grazia: una voce profonda come un'eco ancestrale e una scrittura algebrica e poetica insieme, capace di trasformare gli ultimi, i dimenticati e gli incompresi nei veri protagonisti di un'epopea senza tempo. Faber non ha soltanto cantato la vita; l'ha attraversata con empatia sciamanica, tracciando un solco indelebile nella nostra memoria collettiva, sempre «in direzione ostinata e contraria». Restituire la complessità di un simile gigante della cultura contemporanea richiedeva tuttavia una sensibilità affine, un rigore intellettuale capace di non scivolare mai nella retorica. È qui che l'opera di Doriano Fasoli rivela tutto il suo valore inestimabile. Giornalista, saggista e attento indagatore dell'animo umano, Fasoli non si limita a tracciare una cronistoria: dialoga con l'universo di De André, ne decodifica le sfumature filosofiche e ne custodisce l'eredità con la lucidità della grande critica e il calore del testimone. Il lavoro di Doriano Fasoli si configura così come una mappa preziosa, un ponte gettato tra la parola cantata e la riflessione profonda. Attraverso una tessitura ricca di sfumature, dove la profonda cultura di Fasoli si intreccia con i ricordi e le voci di chi ha condiviso un pezzo di strada con Faber, questo studio ci offre molto più di una biografia: ci regala una chiave d'accesso privilegiata all'anima di un artista immenso. Accostarsi a questo testo significa intraprendere un viaggio a due voci — quella poetica di Fabrizio e quella analitica e appassionata di Doriano — per riscoprire, ancora una volta, la bellezza pura di un’opera che continua a risuonare dentro di noi, ben oltre il tempo.
Gioia Lomasti - Progetto Culturale "100 Libri d'Autore"
Opera selezionata per il secondo volume culturale 100 libri d'Autore
progetto internazionale a cura di Gioia Lomasti in collaborazione con Emanuele Marcuccio - per la selezione internazionale Ashraf Aboul-Yazid Ashraf-Dali
Questa raccolta è figlia di un incontro di anime, sono sempre più convinto che il cosmo tracci linee di bellezza e noi abbiamo il compito di unirle per crearne armonie dinamiche. Esiste la bellezza, ma trovarla è un lavoro non facile, se tutto fosse semplice non potremmo apprezzare le meraviglie della creazione, né tantomeno essere consapevoli del significato esoterico degli avvenimenti. Ho conosciuto tutto ciò che è antitesi alla bellezza, perché il fato aveva creato già la meraviglia che avrei dovuto ri-conoscere pietra su pietra. Pazienza e determinazione, sono gli elementi per costruire quelle torri da dove osservare le distese della natura, i fiumi della passione e le cime dello spirito.
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INTRECCI DI VITE
Piemonte, seconda metà dell'Ottocento.
Nelle dimore dell'aristocrazia torinese, il destino di una figlia può essere deciso davanti a un registro dei conti, fra debiti da saldare e matrimoni di convenienza. Caterina Barbò lo scopre ancora bambina, quando comprende che il suo futuro è stato affidato a un accordo fra famiglie. Ma Caterina possiede un'intelligenza vivace, un carattere indomito e ben poca inclinazione a lasciarsi governare dalle aspettative altrui. L'incontro con Alberto Valfoglia e la vita nella grande Tenuta, fra le colline del Monferrato, daranno inizio a una storia nella quale l'amore dovrà imparare a convivere con l'orgoglio, le responsabilità e il desiderio di libertà. Anni dopo, sarà sua sorella Letizia a sfidare le convenzioni di un mondo che pretende di giudicare l'onore di una donna senza ascoltarne la voce. Il suo sentimento per Carlo de la Picca riaccenderà antiche rivalità e metterà alla prova legami che sembravano indissolubili. Tra passioni, schermaglie, segreti di famiglia e stagioni capaci di cambiare il destino di un'intera comunità, le vite dei protagonisti si intrecciano come i tralci delle vigne che custodiscono le loro speranze.
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