Con autentica gioia e profonda stima, abbiamo l’onore di accogliere Doriano Fasoli, giornalista, autore e saggista la cui presenza anche su Wikipedia ne conferma il riconoscimento nel panorama culturale contemporaneo, nel progetto 100 Libri d’Autore a cura di Gioia Lomasti ed Emanuele Marcuccio. La sua voce, da sempre rivolta all’indagine delle profondità interiori e delle zone d’ombra che attraversano il pensiero, si inserisce con naturale eleganza in un percorso che celebra la parola come strumento di ricerca e di rivelazione. Questo suo lavoro invita a essere letto come se fosse stato composto su uno sfondo, su uno schermo, su un campo che non pretende mai di essere esaustivo. La sua architettura suggerisce che ogni rappresentazione del mondo è inevitabilmente segnata da incompletezza, da parzialità, da quelle lacune che accompagnano ogni nostro tentativo di comprendere, analizzare, interpretare. Il volume si apre con la Prefazione di Luciano Albanese e si chiude con la Postfazione di Stefano Santuari, due contributi che accompagnano il lettore nel cuore pulsante dell’opera, amplificandone la profondità e la tensione interpretativa.

COLORO CHE MI HANNO
ABITATO
Alpes Italia Edizioni
Di questo
ultimo libro di Doriano Fasoli va compreso che deve essere letto come fosse
stato scritto su uno sfondo, su di uno schermo, un campo che suggerisce
chiaramente come la sua edificazione è intrinsecamente non esaustiva, come ogni
rappresentazione o visione del mondo è inficiata da incompletezza, da serie
parzialità e lacune che accompagnano ogni nostro pensiero, teoria e
sperimentazione. Le antiche tracce dei dati sensoriali e della memoria non ci
sono di aiuto, quando si pensa di rappresentare o analizzare le nostre
percezioni e quindi i derivati che ci abitano. Dove si deve collocare Fasoli
per unificare ciò che è prigioniero nella sua intimità? Ogni messaggio è sempre
accompagnato dalla sua ombra. Dürer aveva già penetrato a fondo questa impasse.
"La bugia è il nostro intelletto e il buio è così saldamente radicato
nella nostra mente che persino il nostro brancolare verrà meno". Dunque
nessuna opera potrà essere onnicomprensiva. Forse in questo oceano di
ambiguità, la strada maestra resta la poesia. Prefazione
di Luciano Albanese. Postfazione di Stefano Santuari. (LETTERATURA/AUTOBIOGRAFIA) - (Dalla sinossi dell'Opera)