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“L’autrice desidera esprimere la sua più sincera gratitudine per gli apprezzamenti rivolti ai progetti presentati sul suo sito, accolti con interesse anche su canali esteri. Il riconoscimento ricevuto costituisce per lei un prezioso incoraggiamento a proseguire con passione e dedizione nel percorso creativo intrapreso.”

mercoledì 14 gennaio 2026

Intervista a Sergia Monleone A cura di Gioia Lomasti per i lettori di Vetrina delle Emozioni

 


Desidero ringraziare con sincera stima la scrittrice Sergia Monleone, autrice dalla voce intensa e originale, per aver accolto questo incontro dedicato al suo percorso narrativo e alle prospettive del suo prossimo romanzo. La sua capacità di osservare i fenomeni sociali, di indagarne le ombre e di trasformarli in trame avvincenti la rende una presenza preziosa nel panorama del noir contemporaneo.

Sergia, nei tuoi romanzi affronti spesso fenomeni sociali complessi, sia leciti che illeciti. Da dove nasce questa attenzione così lucida verso le dinamiche umane e le loro derive?

Dalle possibile conseguenze, a volte inaspettate, spesso sottovalutate. Faccio un esempio: 200 (matrimoni) x 12.000€ (reversibile annuale) x 30 (anni di reversibilità) = 72 milioni di euro. Ricordo il monito del Giudice Giovanni Falcone: seguite i soldi. Una truffa di 10€ irrita ma non cambia la vita a nessuno, se però qualcuno trova il modo per truffare 1 milione di persone fanno 10 milioni.

Sei nata in Germania, da madre tedesca, e possiedi una doppia cittadinanza. Quanto hanno influito le tue radici e il tuo vissuto internazionale sulla tua sensibilità narrativa?

Più in generale moltissimo sulla mia vita, nello specifico non saprei o non ne ho la percezione. Forse per il fatto che i miei all'inizio parlavano Francese, e mia mamma era autodidatta, ho imparato presto a interpretare anche il non detto, per cui a provare a mettermi nei panni degli altri.

La tua esperienza professionale nel mondo della gioielleria e dell’oreficeria all'estero è affascinante e poco comune tra gli scrittori. In che modo questo ambiente ha nutrito la tua immaginazione o ispirato alcuni dettagli delle tue storie?

Moltissimo. Ho davvero tratto spunti da entrambe le professioni in quanto prima sono stata Incoming Tour Operator specializzata in grandi comitive, e quando ho iniziato io negli anni '80 ero la più giovane. Addirittura la professione attuale mi ha regalato una indagine inclusa nel romanzo in uscita, 'La Ragione dell'Inganno', appunto.

Nei tuoi libri emerge spesso il tema dello sfruttamento dei fenomeni sociali e della loro possibile degenerazione fino al crimine. C’è un episodio reale, un fatto di cronaca o un’osservazione personale che ti ha spinto a esplorare questi confini?

La cronaca nera: traffici illeciti, feste fuori controllo, commercio clandestino di organi. Ricordo un episodio avvenuto a Bologna: un uomo sulla sessantina e una giovane donna, entrambi deceduti durante un gioco finito male. Nessuna intervista, nessuna ripresa, nessuna testimonianza. Trenta parole. Sono bastate.

Il tuo stile quadrilingue ti permette di attingere a più culture e registri linguistici. Come vivi questa ricchezza nella scrittura? Ti capita di pensare una scena in una lingua e poi tradurla creativamente in italiano?

No, penso in Italiano e scrivo. La ricchezza linguistica mi permette di raccontare molti risvolti familiari in quanto Primo Miraggio ha sposato la figlia di una Tedesca, unitamente alle mie esperienze come volontario del soccorso e interprete in provincia di Savona. Ho sentito e tradotto molte storie in Caserme, Ospedali, Commissariati...

Il tuo romanzo La ragione dell’inganno ha ottenuto una menzione speciale al Premio Garfagnana in Giallo 2025. Qual è stata l’emozione più intensa legata a questo riconoscimento?

L'idea che finalmente venisse premiata una storia articolata, non chiusa in un ambiente ristretto con pochissimi protagonisti. Per partecipare ad altri concorsi ho dovuto ridurre del 30/40% e capito che non è la stessa cosa. L'indagine principale è intatta ma manca 'Colore', ciò che distingue un romanzo da un altro se escludiamo la trama. Avevo ricevuto molti consensi anche per la versione integrale, ma sempre con l'appunto che fosse troppo lungo, troppo complicato. Il Garfagnana mi ha dato ragione.

I lettori sono curiosi: puoi anticiparci qualcosa sul tuo prossimo romanzo? Quali temi, atmosfere o personaggi troveremo nella tua nuova opera?

Il prossimo romanzo che conto di completare entro l'estate, affronta un sistema di frode fiscale particolarmente discreto ed efficace. La mia fonte è un professionista del settore, quindi dispongo di informazioni attendibili e dinamiche verificate, proprio come per la seconda indagine presentata in "la ragione dell'inganno", dedicata alle irregolarità nel commercio di preziosi.

Sergia Monleone è nata in Germania da madre tedesca e possiede entrambe le cittadinanze. Ha lavorato per trentacinque anni nel settore turistico e attualmente opera all’estero nel campo della gioielleria e oreficeria, ambiti che le hanno permesso di sviluppare uno sguardo internazionale, attento e sensibile ai dettagli. Quadrilingue e lettrice appassionata, nei suoi romanzi porta una forte attenzione ai fenomeni sociali, alle loro zone d’ombra e alle possibili derive quando lo sfruttamento – lecito o illecito – diventa terreno fertile per il crimine. La sua scrittura, intensa e analitica, esplora con coraggio i confini morali dell’essere umano. Accanto alla vita professionale, ha svolto attività di volontariato come soccorritrice e autista dal 1980 al 1996, ricoprendo anche i ruoli di Revisore dei Conti e, successivamente, di vicepresidente di una Pubblica Assistenza. È stata karateka agonista fino al 1991 e ha continuato la pratica non agonistica fino al 2018. È madre di due figli.

 

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