Ci sono incontri che non appartengono al caso, ma a una trama più sottile: quella che intreccia le voci, le visioni, le fedeltà che resistono nel tempo. Seguire il cammino di alcuni poeti significa assistere alla crescita di un linguaggio, alla maturazione di un pensiero, alla fioritura di un’anima che si offre al mondo attraverso la parola. Tra questi percorsi, quello di Massimo Canton e Salvatore Gurrado si è intrecciato negli anni con il mio lavoro di curatrice, dando vita a una relazione fatta di stima, cura reciproca e una fratellanza poetica che ha accompagnato molte tappe dei loro progetti.
🌿 Massimo Canton: la delicatezza che diventa voce:
La poesia di Massimo Canton si
distingue per una sensibilità limpida, capace di trasformare emozioni intime in
immagini universali. Le sue raccolte rivelano un autore che alterna versi
liberi a metriche calibrate, con un’attenzione particolare al ritmo e alla
musicalità.
Nel tempo, ho avuto il privilegio di accompagnare alcuni suoi progetti, sostenendo una voce che sa parlare alla parte più silenziosa dell’esistenza.
🌑 Salvatore Gurrado: la parola
che scava e illumina:
La voce di Salvatore Gurrado è
intensa, viscerale, capace di attraversare le zone d’ombra dell’esperienza
umana. La sua poetica, segnata da una profonda interiorità, restituisce la
verità nuda dell’esistenza con una sincerità che non teme la fragilità.
Anche con lui, negli anni, ho condiviso percorsi di curatela e dialogo creativo, sostenendo una scrittura che nasce dal corpo e dall’anima.
La fratellanza che ci unisce
non è solo letteraria: è un legame costruito nel tempo, fatto di ascolto,
collaborazione e rispetto.
Ho curato i loro progetti con dedizione, accompagnando le loro parole verso nuovi spazi di visibilità e incontro. In questo cammino, la poesia è diventata un ponte: tra le nostre sensibilità, tra le nostre storie, tra le nostre visioni.
✨ La scrittura che ci unisce
Ciò che accomuna questi due
poeti — pur nelle loro differenze — è la capacità di trasformare la parola in
un luogo di incontro.
E ciò che ci unisce, come curatrice e compagna di viaggio, è la convinzione che la poesia sia un bene da custodire, un gesto di cura verso il mondo.
Dedico questo articolo a due poeti che ho seguito per tanti anni, con affetto e profonda stima, Massimo e Salvatore. Grazie per la vostra parola che illumina, consola, interroga. Grazie per la fiducia, per i progetti condivisi, per la fratellanza che nasce dalla poesia. Grazie per la scrittura che da sempre ci unisce.
