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IL VERSO CHE TACE DI GIOIA LOMASTI - OMAGGIO A DANTE

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“L’autrice desidera esprimere la sua più sincera gratitudine per gli apprezzamenti rivolti ai progetti presentati sul suo sito, accolti con interesse anche su canali esteri. Il riconoscimento ricevuto costituisce per lei un prezioso incoraggiamento a proseguire con passione e dedizione nel percorso creativo intrapreso.”

domenica 12 aprile 2026

Nel respiro antico del verso che tace: un cammino tra Progetto Almax, Vetrina delle Emozioni e Musicando KellerLab



Questo progetto, portato avanti con autentica emozione attraverso il sito e la pagina Carta Fili e Colore, invita i nostri autori a contattarci qualora desiderassero far emergere un loro percorso poetico o narrativo intrecciandolo alla musica.

C’è un punto del mondo in cui la poesia non si limita a essere detta: accade. Accade come un varco, come un lume che non illumina ma rivela, come un gesto antico che ritorna a farsi presente. È in questo spazio sospeso che si muove il Progetto Almax, un laboratorio di voce e visione in cui l’arte non viene interpretata, ma ascoltata nella sua vibrazione più remota. Qui, tra le trame di immagini e suoni, si innesta la cura di MUSICANDO KellerLab e il supporto di Vetrina delle Emozioni, che accoglie e amplifica ogni sussurro creativo trasformandolo in un rito condiviso.


Nel video dedicato a Dante Alighieri – Il verso che tace di Gioia Lomasti, la mano sapiente di Renato Garbin guida un viaggio che non è semplice montaggio, ma traduzione poetica in musica, un atto di devozione laica verso la parola che attraversa i secoli. Garbin non si limita a editare: egli interpreta, respira, riporta alla luce. Ogni fotogramma diventa un frammento di pelle, ogni nota un passo in un corridoio di memoria. La sua MBM AI Orchestra and Chorus, evocata come un coro invisibile, accompagna il testo con una delicatezza che non invade, ma sostiene, come un vento che conosce la direzione del fuoco.

Aria d’Opera – Il respiro che attraversa il tempo - A cura di Gioia Lomasti

 


Nel video “Aria d’Opera” - testo di Luciano Somma - interpretazione di Teo Ricciardella; la voce si apre come una soglia tra due mondi: quello visibile e quello che vibra oltre la percezione. È un canto che non si limita a essere ascoltato, ma che accade, come un rito antico che torna a respirare nel presente. L’aria diventa materia viva, un ponte tra la tradizione lirica e la sensibilità moderna, tra la memoria del teatro e la luce che oggi filtra attraverso lo schermo. Ricciardella interpreta con grazia e intensità, restituendo alla musica la sua dimensione spirituale. Ogni nota sembra scolpita nel tempo, come se il fiato stesso fosse un gesto di riconoscenza verso la storia dell’opera. La voce non cerca l’effetto, ma la risonanza: quella vibrazione che tocca il cuore e lo riconduce alla sua origine. In questo spazio sonoro, la poesia si intreccia alla musica. L’aria diventa parola, la parola diventa luce.

Gioia Lomasti – Il verso che tace: omaggio a Dante e alla voce che attraversa i secoli a cura di vetrinadelleemozioni.com Autori Artisti


Poetessa e curatrice, Gioia Lomasti vive e opera a Ravenna, città che custodisce il riposo di Dante e il respiro della parola eterna. Da questo luogo di memoria e luce nasce il suo progetto Il verso che tace, un omaggio al Sommo Poeta e alla forza del linguaggio che sopravvive al tempo.
Lomasti intreccia poesia, arte e tecnologia in un dialogo che unisce l’antico e il contemporaneo: il silenzio del verso diventa spazio di ascolto, la voce si fa rito, e la parola si rinnova attraverso nuovi strumenti, fino a incontrare l’intelligenza artificiale come compagna di creazioni per le immagini a corredo dell'Opera.
Il suo lavoro è un invito a riscoprire la poesia come gesto umano, come respiro che attraversa epoche e linguaggi, mantenendo intatta la sua sacralità.

sabato 11 aprile 2026

OLTRE IL CIELO OLTRE IL MARE (L.Somma- F.Bonagura- F.Matricano) Canta FLAVIA STOICA - Recensione a cura di Gioia Lomasti


Oltre il cielo oltre il mare è un brano che si apre come un varco luminoso tra emozione e respiro, dove la scrittura di L. Somma, F. Bonagura e F. Matricano trova nella voce di Flavia Stoica una interprete capace di trasformare la melodia in un gesto narrativo. La canzone procede con passo morbido, sospesa tra nostalgia e slancio, e lascia affiorare un sentimento di attesa che si distende oltre l’orizzonte evocato dal titolo. Una composizione che unisce delicatezza e intensità, offrendo un ascolto che rimane. (A cura di Gioia Lomasti )



Titolo: Oltre il cielo oltre il mare Autori: L. Somma – F. Bonagura – F. Matricano Voce: Flavia Stoica Produzione: Arcobaleno Music di Antonio Altieri

Quando la poesia diventa suono: il viaggio di Carta, Fili e Colore tra Pascoli, Leopardi e Carducci a cura di Gioia Lomasti



Nel fluire creativo che unisce parola, immagine e suono, prende forma la nuova collaborazione tra Progetto Almax Vetrina delle Emozioni e Musicando KellerLab: un incontro di visioni che trasforma la poesia in esperienza sensoriale, capace di attraversare lo sguardo e raggiungere l’ascolto. Questa sinergia nasce dal desiderio condiviso di dare nuova vita ai testi della tradizione letteraria, restituendo loro un corpo musicale e una presenza visiva che ne amplifichi la forza evocativa. Vetrina delle Emozioni, già impegnata nella diffusione di percorsi poetici e nella valorizzazione di progetti come Carta Fili e Colore, accoglie Almax come compagno di viaggio in un cammino che intreccia memoria e contemporaneità, mentre Musicando KellerLab porta con sé la sua sensibilità musicale, capace di trasformare ogni verso in vibrazione. Il progetto si sviluppa come un laboratorio aperto, dove la poesia non viene semplicemente interpretata, ma attraversata: Pascoli, Leopardi, Carducci e altri autori diventano materia viva, da ascoltare e da vedere, grazie a un lavoro che unisce arrangiamento sonoro, narrazione visiva e cura artigianale del dettaglio. I video realizzati — tra cui Valentino di Pascoli e L’Infinito di Leopardi — mostrano come la musica possa farsi carezza o tempesta, come la voce possa restituire sospiri e pause, come l’immagine possa diventare rito. In questo percorso, la presenza di Renato Garbin si rivela fondamentale: la sua mano tecnica e creativa dà forma ai video, ne definisce il ritmo, ne custodisce l’anima, trasformando ogni opera in un piccolo altare dedicato alla poesia.

venerdì 10 aprile 2026

PROGETTO ALMAX – Vetrina delle Emozioni - Musicando KellerLab “Valentino” di Giovanni Pascoli


Progetto ALMAX – Vetrina delle Emozioni per il progetto musicare in poesia per CARTA FILI E COLORE nasce come incontro tra parola e suono, tra poesia e immagine, tra memoria e contemporaneità. Nel video dedicato a “Valentino” di Giovanni Pascoli, la voce del poeta si intreccia con la sensibilità musicale di Musicando KellerLab, dando vita a un’esperienza che non si limita alla semplice interpretazione, ma diventa evocazione.

La poesia di Pascoli, scritta nel 1893 e intrisa di malinconia e dolcezza, racconta la figura di un bambino che non tornerà più, simbolo di purezza perduta e di nostalgia universale. Nel progetto, questa dimensione viene tradotta in suono e immagine: la musica accompagna il testo con delicatezza, come se volesse cullare la memoria del piccolo Valentino, mentre la voce narrante ne restituisce la vibrazione emotiva.

Inno a San Martino - Recensione del testo a cura di Gioia Lomasti

 

Puoi ascoltare l'inno a questo link su Facebook
INNO A SAN MARTINO
testo di Luciano Somma - Musica di Antonino Conti -
Ed.Musicali IMG- Grottaminarda (Avellino)


Testo di Luciano Somma – Musica di Antonino Conti

L’“Inno a San Martino” composto da Luciano Somma e musicato da Antonino Conti si presenta come un canto devozionale dal tono limpido, affettuoso e profondamente narrativo. L’opera rilegge la figura del santo attraverso i suoi gesti più emblematici, trasformandoli in un percorso spirituale che unisce memoria, fede e riconoscenza.



Il testo apre con l’immagine di un San Martino forte e coraggioso, difensore degli ultimi e degli oppressi. La sua figura emerge come un faro nella notte, “luce nell’oscurità”, simbolo di una protezione che non è solo fisica ma anche morale. Il gesto più celebre — il mantello diviso con il mendicante — viene evocato come atto fondante della sua santità: un gesto rapido, istintivo, che rivela la capacità di riconoscere Cristo nel volto del povero. L’inno sottolinea come quell’episodio non sia un semplice aneddoto, ma la chiave interpretativa dell’intera vita del santo.

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