
Ci sono incontri che non nascono per caso, ma per necessità. Così è accaduto tra Gioia Lomasti e Marco Nuzzo, due voci diverse eppure complementari, che nel tempo hanno trovato un punto di contatto naturale nel territorio della parola. Il loro incontro artistico non è stato un semplice incrocio di percorsi, ma un riconoscersi: la percezione immediata che la sensibilità dell’uno potesse amplificare quella dell’altra, generando una forma nuova di espressione. Entrambi provenivano da esperienze creative già consolidate, ma è nella collaborazione che hanno scoperto una dimensione ulteriore, un modo di abitare la poesia che non appartiene più al singolo, ma a un dialogo.



