Con profonda stima ed elogio per un autore che ha saputo trasformare la letteratura in un ponte tra culture dove ho potuto partecipare assieme al mio stimatissimo amico e collaboratore Luciano Somma.
Questo blog nasce dall’incontro tra Autori e Artisti. Un luogo dove la musica, la scrittura e soprattutto la poesia trovano una vetrina capace di dare voce alle emozioni che sapete trasformare in arte. Un invito a condividere e lasciare che le vostre parole e le vostre note raggiungano chi sa ascoltarle. Per suggerimenti o collaborazioni: https://www.facebook.com/vetrinadelleemozionifanpage
EMOZIONI IN VETRINA
“L’autrice desidera esprimere la sua più sincera gratitudine per gli apprezzamenti rivolti ai progetti presentati sul suo sito, accolti con interesse anche su canali esteri. Il riconoscimento ricevuto costituisce per lei un prezioso incoraggiamento a proseguire con passione e dedizione nel percorso creativo intrapreso.”
giovedì 4 giugno 2026
Il Viaggiatore della Parola – Omaggio ad Ashraf Aboul‑Yazid – A cura di Gioia Lomasti – In collaborazione con Vetrina delle Emozioni
mercoledì 3 giugno 2026
Il verso che tace – Dante e Marilyn: il mistero della parola e della luce
È in questo contesto che si inserisce l’incontro ideale tra Dante Alighieri, padre della lingua italiana, e Marilyn Monroe, icona hollywoodiana del Novecento: due simboli universali che, pur appartenendo a mondi diversi, continuano a risuonare nel silenzio della poesia e nella luce del mito.
Nel progetto Il verso che tace di Gioia Lomasti, la poesia diventa ponte tra due universi che sembrano lontani, ma si riconoscono nella stessa tensione verso la bellezza e l’eternità.
Canto Primo – Versi al Velo del Tempio Il varco sacro dove nasce la voce silente
🌿 INTRODUCTION IN ENGLISH
Nel Canto Primo de Il verso che tace di Gioia Lomasti, intitolato Versi al Velo del Tempio, la poesia si apre come un varco sacro, un ingresso che non introduce soltanto un’opera, ma un cammino interiore. Il velo che inaugura il canto non è un semplice elemento simbolico: è la soglia attraverso cui la parola si fa rito, la luce si fa respiro, il silenzio diventa guida. Fin dai primi versi — «Nel vel che all’ora mesta e ancor dispiega, s’accende il foco d’un pensier profondo…» — si percepisce un’atmosfera sospesa, un tempo che non scorre ma si dischiude, come un drappo che rivela e custodisce allo stesso tempo. Il velo è custodia del sacro, rivelazione filtrata, metamorfosi interiore: un confine che separa e unisce, che protegge e invita, che tace e illumina. È il luogo in cui la poesia si inginocchia davanti al mistero, lasciando che la luce trapeli senza mai imporsi.
In questo spazio sospeso emerge la figura del cuore sovrano, che domina la scena interiore pur nella fragilità del mondo. «…ma in nobil luce il cor ne fu sovrano, ché verità si angustia in gesta immondo.» La verità, ferita dalle contraddizioni umane, trova nel cuore il suo tempio più autentico. Qui la luce non viene spenta, ma custodita; qui la poesia riconosce la fragilità del reale, ma ne afferma la regalità interiore. Il cuore diventa il centro pulsante del canto, il luogo in cui la verità non si impone, ma resiste.
giovedì 28 maggio 2026
In libreria “Eterna creazione” la raccolta di poesie di Michela Zanarella edita da PeQuod
Con gratitudine e rispetto, celebriamo l’arrivo in libreria di un’opera che continua a tracciare sentieri di bellezza e consapevolezza nel panorama poetico contemporaneo.
Eterna creazione, la nuova raccolta di poesie di Michela Zanarella, edita da Italic peQuod nella collana Portosepolto diretta da Luca Pizzolitto e Massimiliano Bardotti, prosegue il percorso di esplorazione e ricerca interiore dell’autrice, iniziato vent’anni fa con la sua prima pubblicazione. Zanarella continua ad osservare il mondo, le stagioni che lo attraversano, vive nel suo tempo senza mai dimenticare quanto sia sottile il filo che separa la dimensione terrena dalla dimensione divina. La poesia è dunque l’eterna creazione, quel flusso che libera il fuoco sacro della parola, che genera riflessioni e movimento. Può sembrare una provocazione il titolo, perché la poesia è qualcosa di inafferrabile, sfuggente. È una sfida raggiungere l’eternità, ma l’atto creativo si spinge verso vette spesso incomprensibili, quasi intangibili.
Alchem – Bloody Rose - articolo a cura di Gioia Lomasti
![]() |
| Ascolto in anteprima su Bandcamp: 👉 |
Gli Alchem, formazione originaria della provincia di Roma, nascono nel 2000 dopo una prima fase creativa (1998–2000) sotto il nome Acidaluna. La loro identità musicale unisce elementi Alternative, Progressive e Dark Metal, arricchiti da arrangiamenti ricercati e atmosfere introspettive che caratterizzano da sempre la loro produzione artistica.
Nel corso degli anni pubblicano una demo omonima (2005) e gli EP Shadows (2008) e Fragments (2014), fino ad arrivare al primo LP Viaggio al Centro della Terra (2018), edito da Triad Records / Black Widow Records: un concept album molto apprezzato dalla critica specializzata.
martedì 26 maggio 2026
Il verso che tace – Un ampliamento prezioso, un omaggio alla cultura e alla solidarietà
Il verso che tace progetto poetico e artistico di Gioia Lomasti, continua a crescere e a intrecciare cultura, comunità e impegno etico attraverso nuove iniziative che ampliano l’esperienza del lettore. Nella sezione Cultura e Solidarietà è ora disponibile un approfondimento digitale scaricabile, pensato come estensione naturale dell’opera e come porta d’ingresso per chi desidera avvicinarsi ai dieci canti o ritrovarne l’atmosfera simbolica e meditativa.
Il nuovo materiale offre un percorso introduttivo ricco di estratti, riflessioni e chiavi di lettura, accompagnando il lettore in un viaggio che riprende i temi centrali dell’opera: il cammino interiore, la memoria, la luce, la caduta e la rinascita. È un invito a entrare con passo lento e consapevole nel mondo poetico che anima Il verso che tace, lasciando che la parola e l’immagine dialoghino in un equilibrio che unisce tradizione e contemporaneità.
giovedì 21 maggio 2026
L’Ombra che Ricorda – “Quello sguardo Maya” di Norman Zoia - articolo a cura di Gioia Lomasti
Ci sono immagini che non si limitano a mostrarsi: affiorano. Emergono come reliquie di un tempo che non abbiamo vissuto, eppure ci appartiene. Così nasce “Quello sguardo Maya”, il video di Norman Zoia, in cui un volto diventa soglia, e lo sguardo un antico richiamo che attraversa i secoli. Lo sguardo non è soltanto un dettaglio visivo: è una presenza. Una vibrazione che sembra provenire da un altrove fatto di pietra, di simboli, di cieli osservati come mappe sacre. Zoia non riprende: evoca. La sua opera è un varco silenzioso, un invito a lasciarsi toccare da ciò che non parla, ma ricorda. La luce scivola sui tratti come un rito, un gesto che non illumina soltanto, ma risveglia. Ogni ombra è un segno, ogni dettaglio un frammento di un linguaggio che non ha bisogno di voce. Lo spettatore non osserva: viene osservato. E in quello scambio muto, qualcosa si apre, come una porta interiore che non sapevamo di custodire.
Non siamo una testata giornalistica. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. L’amministratore del blog declina ogni responsabilità per gli articoli proposti da altri autori o per i commenti aggiunti agli articoli stessi. Eventuali contenuti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, o in violazione delle leggi sulla privacy, non sono da attribuirsi all’amministratore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Qualora fossero presenti contenuti che ricadono nei casi descritti lo si comunichi all'amministratore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.
https://vetrinadelleemozioni.com/contatti/






