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“L’autrice desidera esprimere la sua più sincera gratitudine per gli apprezzamenti rivolti ai progetti presentati sul suo sito, accolti con interesse anche su canali esteri. Il riconoscimento ricevuto costituisce per lei un prezioso incoraggiamento a proseguire con passione e dedizione nel percorso creativo intrapreso.”

venerdì 10 aprile 2026

PROGETTO ALMAX – Vetrina delle Emozioni Musicando KelleLab “Valentino” di Giovanni Pascoli


Progetto ALMAX – Vetrina delle Emozioni per il progetto musicare in poesia per CARTA FILI E COLORE nasce come incontro tra parola e suono, tra poesia e immagine, tra memoria e contemporaneità. Nel video dedicato a “Valentino” di Giovanni Pascoli, la voce del poeta si intreccia con la sensibilità musicale di Musicando KelleLab, dando vita a un’esperienza che non si limita alla semplice interpretazione, ma diventa evocazione.

La poesia di Pascoli, scritta nel 1893 e intrisa di malinconia e dolcezza, racconta la figura di un bambino che non tornerà più, simbolo di purezza perduta e di nostalgia universale. Nel progetto, questa dimensione viene tradotta in suono e immagine: la musica accompagna il testo con delicatezza, come se volesse cullare la memoria del piccolo Valentino, mentre la voce narrante ne restituisce la vibrazione emotiva.

Inno a San Martino - Recensione del testo a cura di Gioia Lomasti

 

Puoi ascoltare l'inno a questo link su Facebook
INNO A SAN MARTINO
testo di Luciano Somma - Musica di Antonino Conti -
Ed.Musicali IMG- Grottaminarda (Avellino)


Testo di Luciano Somma – Musica di Antonino Conti

L’“Inno a San Martino” composto da Luciano Somma e musicato da Antonino Conti si presenta come un canto devozionale dal tono limpido, affettuoso e profondamente narrativo. L’opera rilegge la figura del santo attraverso i suoi gesti più emblematici, trasformandoli in un percorso spirituale che unisce memoria, fede e riconoscenza.



Il testo apre con l’immagine di un San Martino forte e coraggioso, difensore degli ultimi e degli oppressi. La sua figura emerge come un faro nella notte, “luce nell’oscurità”, simbolo di una protezione che non è solo fisica ma anche morale. Il gesto più celebre — il mantello diviso con il mendicante — viene evocato come atto fondante della sua santità: un gesto rapido, istintivo, che rivela la capacità di riconoscere Cristo nel volto del povero. L’inno sottolinea come quell’episodio non sia un semplice aneddoto, ma la chiave interpretativa dell’intera vita del santo.

giovedì 9 aprile 2026

NOTE CONDIVISE – L’ALLEANZA DELLA PAROLA Antologia, poesia, articoli e amicizia nel libro di Gioia Lomasti e Luciano Somma

Segui la Fanpage dedicata al progetto e il sito di Note Condivise

Ci sono libri che nascono come semplici raccolte e altri che, invece, si formano come un respiro condiviso. Note Condivise appartiene a questa seconda natura: un’opera che unisce due voci, due sensibilità, due percorsi che hanno scelto di incontrarsi nella parola. Gioia Lomasti e Luciano Somma hanno costruito nel tempo un dialogo fatto di scrittura, ascolto e presenza reciproca, e da questa trama è scaturito un libro che non è soltanto un progetto editoriale, ma una testimonianza di continuità umana. La loro amicizia, nutrita da anni di scambi e iniziative culturali, diventa la radice che permette alla parola di aprirsi come un territorio comune, ospitale e vivo.


La poesia, in questo volume, non è un ornamento: è la chiave che permette di leggere il presente con profondità. Attraverso immagini, ritmo e sensibilità, gli autori attraversano temi che toccano la memoria, l’arte, la storia e le vibrazioni emotive del nostro tempo. I versi diventano un varco, un luogo in cui il lettore può sostare, riconoscersi, respirare. Accanto alla poesia, gli articoli ampliano lo sguardo e offrono una prospettiva più analitica, senza mai perdere delicatezza. Sono testi che mantengono la stessa cura del verso, la stessa attenzione al ritmo, trasformando l’analisi in un gesto di vicinanza. Così, la parte poetica e quella saggistica si intrecciano in un equilibrio armonico, dove intuizione e lucidità si sostengono a vicenda.

Un passaggio nel silenzio - Riflessioni per Il verso che tace

 

Nel cuore di ogni gesto creativo esiste un varco: un punto in cui la voce si ritrae, la parola si assottiglia, e ciò che resta è un silenzio che non tace, ma prepara. Un passaggio nel silenzio è proprio questo: un attraversamento. Non un’assenza, ma un luogo di transito, un ponte invisibile tra ciò che siamo stati e ciò che stiamo diventando.

Il silenzio, in questa visione, non è mai vuoto. È un grembo.
È la stanza segreta in cui la poesia si veste, si spoglia, si ascolta.
È il momento in cui il respiro si fa più lento, e il mondo — per un istante — smette di chiedere.



Il gesto che precede la parola

Ogni poeta conosce quel momento sospeso in cui la frase non è ancora nata, ma già vibra. È un territorio fragile, quasi sacro, dove la mano indugia e l’anima si orienta. Un passaggio nel silenzio racconta proprio questo: la soglia in cui la voce si prepara a farsi verso.

Intervista a Fabrizio Savarese a cura di Gioia Lomasti in collaborazione con Vetrina delle Emozioni

 



Ringraziamo di tutto cuore Fabrizio Savarese per aver accolto il nostro invito e per aver condiviso con noi il suo percorso umano, artistico e sociale e gli saremo di supporto per i grandi progetti che intende portare avanti. 

Fabrizio Savarese, conosciuto online come Fabri Bresciano, nasce a Crema e si trasferisce a Brescia all’età di dodici anni. Sordo dalla nascita, affronta il mondo con determinazione e sensibilità, sostenuto da una famiglia che gli ha garantito supporto psicologico e pratico. Dopo un impianto cocleare — oggi rimosso per problemi tecnici — ha potuto sperimentare una percezione sonora parziale, che ha comunque arricchito il suo rapporto con la comunicazione. Si forma come grafico all’Istituto Golgi di Brescia e prosegue gli studi allo IED di Milano, dove si laurea come illustratore e graphic designer. Attualmente lavora presso gli Spedali Civili di Brescia in ambito amministrativo. Parallelamente, coltiva una profonda passione per il cinema, che lo porta a fondare un progetto dedicato all’accessibilità cinematografica per le persone sorde, nato all’interno del gruppo Facebook “Sordi e Cinema – Progetto Accessibilità” e successivamente sviluppato anche attraverso la pagina Instagram @mooovienews, dove diffonde notizie, riflessioni e contenuti dedicati al mondo dei film e dell’inclusione.

Nei miei silenzi - il luogo dove la voce diventa presenza a cura di Gioia Lomasti

 

Ci sono brani che non cercano di imporsi, ma di accadere. Nei miei silenzi, interpretata da Flavia Stoica su musica di A. Conti e parole di L. Somma, appartiene a quella rara categoria di canzoni che non raccontano un’emozione: la ricostruiscono. È un brano che non riempie, ma scava; non spiega, ma lascia affiorare.



La voce di Flavia Stoica procede come una confidenza trattenuta, un filo di luce che attraversa una stanza rimasta chiusa troppo a lungo. Non c’è mai un gesto eccessivo, nessuna volontà di stupire: la sua interpretazione è un invito discreto, un’apertura che chiede ascolto più che attenzione. È una voce che non invade, ma accompagna; non pretende, ma suggerisce.

La storia che resta tra due voci - recensione di Gioia Lomasti

 

Nel brano “Storia tra noi”, la musica si apre come una confessione intima, un dialogo sospeso tra ciò che è stato e ciò che continua a vibrare nel presente. Le note di Antonino Conti e Francesco Porcellati costruiscono un paesaggio sonoro morbido, quasi una stanza dove le emozioni possono tornare a respirare.



Il testo di Luciano Somma, delicato e diretto, attraversa i ricordi con passo leggero: non cerca clamore, ma una verità semplice, quella che sopravvive nelle pieghe di un legame che non si spegne. È una storia fatta di sguardi, di distanze colmate e di parole che, pur nella loro fragilità, riescono ancora a tenere uniti due mondi.

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