Intervista a cura di Gioia
Lomasti in collaborazione con Vetrina delle Emozioni per 100
Libri d’Autore, progetto culturale a cura di Gioia Lomasti ed Emanuele
Marcuccio
Ringraziamo con sincera
stima Paola Agutoli per aver accolto questa intervista
dedicata al suo romanzo L’Architetto, un’opera che intreccia
storia, tensione narrativa e atmosfere cupe, conducendo il lettore nel cuore
dell’antico Egitto, tra complotti di corte, magie oscure e lotte dinastiche che
si consumano all’ombra della piramide di Cheope.
Paola Agutoli (Tirano, Sondrio, 1967), dopo gli studi scientifici e il
diploma da chef, ha ripreso a coltivare le sue grandi passioni: l’arte, la
letteratura, la storia e la scrittura. La sua narrativa esplora le zone d’ombra
dell’animo umano intrecciando psicologia, passioni, tensione emotiva e
ricostruzione storica accurata. L’Architetto (2026), romanzo
storico ambientato nell’antico Egitto, è la sua opera prima.
Quale immagine o intuizione
iniziale ha dato origine alla storia di Ankha, giovane scriba che sogna di
diventare architetto mentre attorno a lui si muovono intrighi di potere e magia
nera?
Volevo raccontare la storia delle persone che hanno contribuito
a realizzare la Grande Piramide: non solo i nobili e i potenti come l'architetto
costruttore, Hemiunw, ma, soprattutto, gli umili. E fra essi, il giovane scriba
Ankha, che grazie alla sua intelligenza, alla sua sfacciataggine e alle sue
capacità, riuscirà a risalire la scala sociale fino ai massimi livelli,
imparentandosi con la famiglia del faraone, diventando architetto reale e
contribuendo alla realizzazione delle piramidi successive. La società egizia,
infatti, permetteva a chiunque, se dotato, di assurgere a posti di potere
importanti: basti pensare a Horemheb e a Ramesse I che, partiti come scribi,
giunsero fino al trono d'Egitto.
Come hai lavorato sulla
ricostruzione storica dell’antico Egitto, bilanciando fedeltà alle fonti,
immaginazione narrativa e atmosfere cupe che avvolgono la vicenda?
Ho amato la storia dell'antico Egitto, e in special modo quella
della IV dinastia, sin dall'adolescenza; ho voluto scrivere un romanzo
ambientato al tempo del faraone Cheope, di cui si conosce poco, che unisse una
ricostruzione storica rigorosa a una trama avvincente, ricca di colpi di scena,
intrighi, magia, misteri e personaggi indimenticabili. Alcuni, come Cheope,
Hemiunw, Merities, Chefren e Gedefra, li ho tratti dalla storia, attribuendo a
ciascuno il carattere funzionale al racconto; altri, invece, come il Gran
Sacerdote Sheshemai, lo scriba Ankha, lo scalpellino Pakher e il nano Neferi,
li ho inventati, sempre,però, in coerenza con quanto tramanda la storia.