Il video trasforma la poesia in un’esperienza visiva che scivola dolcemente tra suggestioni, silenzi e risonanze interiori. Ogni nota accompagna il verso, ogni immagine diventa eco di un’emozione che sfiora l’anima come un soffio. Non è solo un omaggio artistico: è un invito a lasciarsi trasportare, a entrare in una dimensione dove il sogno non è fuga, ma rivelazione. Questa introduzione vuole essere una cornice discreta, un varco che prepara lo sguardo e il cuore. Perché “Come un sogno” non si guarda soltanto: si accoglie e si custodisce.
Emanuele Marcuccio (Palermo, 1974) è un poeta, aforista, drammaturgo e curatore editoriale italiano. La sua attività letteraria inizia presto: scrive poesia dal 1990 e nel 1994 consegue la maturità classica. Nel 2000 alcune sue poesie vengono pubblicate nell’antologia Spiragli 47 (Editrice Nuovi Autori, Milano), segnando il suo ingresso ufficiale nel panorama poetico nazionale. Nel corso degli anni partecipa a numerosi concorsi letterari ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui un primo premio internazionale nel 2015. La sua opera prima, Per una strada (SBC Edizioni, 2009), riceve l’attenzione di critici e studiosi. Seguono altre pubblicazioni poetiche come Anima di Poesia (2014) e Visione (2016), oltre a raccolte aforistiche quali Pensieri minimi e massime (2012) e Lo stupore e la meraviglia (2024). Autore versatile, Marcuccio si dedica anche al teatro con il dramma in versi Ingólf Arnarson (2017), ambientato nell’Islanda medievale. Parallelamente svolge un’intensa attività editoriale: tra il 2010 e il 2023 cura diciotto volumi tra sillogi, antologie e saggi di terzi. Dal 2011 è direttore onorario del format culturale “Vetrina delle Emozioni”, curato da Gioia Lomasti, e redattore delle rubriche Il respiro della parola (poesia) e La parola essenziale (aforismi) per la rivista Nuova Euterpe. Nel 2013 il critico Lorenzo Spurio gli dedica una monografia: Un infaticabile poeta palermitano d’oggi.
La sua poetica si distingue per una forte tensione introspettiva, un linguaggio limpido e un costante dialogo tra stupore, meraviglia e riflessione esistenziale.
