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“L’autrice desidera esprimere la sua più sincera gratitudine per gli apprezzamenti rivolti ai progetti presentati sul suo sito, accolti con interesse anche su canali esteri. Il riconoscimento ricevuto costituisce per lei un prezioso incoraggiamento a proseguire con passione e dedizione nel percorso creativo intrapreso.”

domenica 15 marzo 2026

Intervista a Giorgia Catalano a cura di Gioia Lomasti – in collaborazione con Vetrinadelleemozioni.com | Autori & Artisti

 




Un sincero ringraziamento a Giorgia Catalano per la disponibilità, la sensibilità e la profondità condivisa in questa intervista.  

Giorgia Catalano - Poetessa, scrittrice, attrice, speaker e regista radiofonica dal 2013, è una figura poliedrica del panorama culturale italiano. I suoi format radiofonici accolgono ospiti di rilievo del mondo dello spettacolo e della cultura, e il suo impegno divulgativo si estende anche alla prevenzione sanitaria grazie alla collaborazione con l’Accademia di Medicina di Torino. Ha rilasciato interviste per radio, riviste, quotidiani e Rai News; alcuni suoi componimenti sono stati letti in trasmissioni storiche come L’uomo della notte su Radio 1, per anni condotta da Maurizio Costanzo. Attrice e cantante nella compagnia di Margherita Fumero, ha preso parte anche alla trasmissione Forum su Mediaset. Membro onorario del Direttivo della Cattedra delle Donne, progetto riconosciuto dall’ONU, e vicepresidente del Club dei Cento del Cav. Giorgio Milanese, promuove concorsi letterari, eventi culturali e iniziative benefiche a sostegno della ricerca Telethon.

Giorgia, la tua carriera abbraccia poesia, teatro, radio e critica musicale. Qual è il filo rosso che unisce tutte queste forme espressive?

Innanzitutto, ti ringrazio, Gioia, per questa bella opportunità. Ciò che unisce tutte queste forme espressive sono sicuramente la passione e la necessità di esprimersi con più linguaggi, unitamente al desiderio di imparare sempre qualcosa di nuovo.

Nei tuoi format radiofonici ospiti personalità di spicco del mondo culturale e dello spettacolo. Cosa ti guida nella scelta degli ospiti?

Ciò che mi guida nella scelta di un ospite è il claim della mia trasmissione: “Shake It! Dove presente e passato si abbracciano, perché le emozioni non hanno tempo”; da qui, la presenza di ospiti molto noti che, magari, hanno avuto il loro massimo splendore nel passato, e che continuano ad allietare i nostri giorni con la propria arte (cinema, teatro o spettacolo che sia), o di giovani promesse nel campo artistico che, a mio avviso, hanno molto da donare al pubblico. In entrambi i casi, gli artisti che invito in trasmissione devono avere la capacità di suscitare emozioni in chi ascolta. Per me è fondamentale.

Curare uno spazio dedicato alla prevenzione e all’informazione sanitaria è una responsabilità importante. Come vivi questo ruolo e cosa ti ha restituito nel tempo?

In cinque anni di collaborazione con l’Accademia di Medicina di Torino, ho imparato molto dai medici che via via sono intervenuti (e ancora intervengono). Il mio intento, che è poi lo stesso dell’Accademia, è quello di fare prevenzione e divulgazione, al tempo stesso. Se si è maggiormente informati, la prevenzione viene da sé. E si cerca di farlo con parole semplici, per raggiungere il maggior numero di persone possibile, senza lasciare indietro nessuno.

Alcuni tuoi componimenti sono stati letti in programmi iconici come L’uomo della notte. Che emozione hai provato nel sentire la tua poesia risuonare in un contesto così significativo?

Era il 5 luglio 2011. Lo ricordo come fosse adesso. Il programma era notturno. Cominciava alle 23 su Radio 1. L’emozione fu tantissima (e il ricordo è vivissimo, pur essendo trascorsi ormai quasi 15 anni). Quando Costanzo pronunciò il mio nome e annunciò la lettura della mia poesia, toccai il cielo con un dito. Non mi sembrava vero. Essere scelta tra i tanti autori e autrici che inviavano componimenti ogni giorno, in redazione, è stata una soddisfazione senza eguali.

Il teatro ti vede attrice e cantante nella compagnia di Margherita Fumero. Cosa rappresenta per te il palcoscenico rispetto alle altre forme artistiche che coltivi?

Quando si è sul palco di un teatro per recitare, bisogna dimenticarsi di chi si è. Essere altro da noi non è semplice, perché la nostra personalità la fa da padrone, ma con il tempo e con tanto esercizio e volontà, si può imparare a essere qualcun altro. Con Margherita si improvvisa (imparando la propria parte, ovviamente), ma ci si può slegare, senza stravolgere la storia che si sta rappresentando. Deve esserci coesione con gli altri attori e le altre attrici, per poter intervenire nel momento giusto, con la battuta opportuna. Cantare, però, mi fa sentire maggiormente a mio agio, perché ho maggiore competenza. Ho iniziato a studiare canto fin da bambina e ho cantato in corali polifoniche per molti anni. La recitazione, per me, è un nuovo capitolo. Un’esperienza che ho cominciato a vivere quasi per caso e che mi ha insegnato molto.

Hai partecipato, come giurata, a selezioni di voci nuove per Casa Sanremo. Quali caratteristiche cerchi in un talento emergente?

Originalità, talento e competenza, ma soprattutto la passione. L’esibizione deve puntare dritta al cuore.

Il tuo impegno nella Cattedra delle Donne e nel Club dei Cento ti vede attiva in progetti culturali e benefici. Quanto è importante per te unire arte e responsabilità sociale?

Sono due facce della stessa medaglia. Si possono far convivere entrambe, perché l’arte in ogni sua forma può e deve essere un potente mezzo di comunicazione e di sensibilizzazione.

Guardando al futuro, quale progetto – tra poesia, teatro, radio o impegno sociale – senti che sta prendendo forma con maggiore forza?

Poesia e radio. E attraverso questi “mezzi”, l’impegno sociale.

 A cura di Gioia Lomasti in collaborazione con vetrinadelleemozioni.com Autori Artisti

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