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Nel cuore del progetto Il verso che tace nuova opera di Gioia Lomasti, si apre un territorio in cui la parola non è più sola. Tracce Visive è il luogo in cui lo sguardo si fa pellegrinaggio, un attraversamento silenzioso che accompagna il lettore oltre il confine del testo. Qui l’immagine non illustra: suggerisce, evoca, custodisce ciò che il verso lascia in sospeso. È un dialogo sotterraneo, un incontro tra due linguaggi che non competono, ma si completano.
Le opere visive che abitano questo spazio sembrano emergere da una soglia interiore. Non cercano di spiegare Dante, né di tradurlo in forme contemporanee; piuttosto, ne intercettano il respiro profondo, la tensione verso l’altrove. Ogni figura è una fenditura nella superficie del reale, un varco che invita a sostare. La luce, le ombre, i vuoti diventano materia poetica, come se la Commedia continuasse a generare immagini anche dopo secoli, in un flusso che non si esaurisce.

