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giovedì 29 dicembre 2011

Massimo Casoli - poesia in musica




"Ayrton Piccole Re" di Massimo Casoli feat. Almax

http://www.progettoalmax.it/
Testo dal libro "Albe e tramonti d'amore" di Massimo Casoli
Voce di Almax
Video di Gioia Lomasti



Murales

La prima canzone tratta dal libro "albe e tramonti d'amore" di Massimo Casoli.
Il libro è ordinabile on line (bol-il filo-deastore-ecc.ecc) o ordinabile in tutte le librerie. Gruppo Albatros-Il Filo. Distributore Mursia



"Hey Dottore" di Massimo Casoli feat. Almax

http://www.progettoalmax.it/
Testo dal libro "Albe e tramonti d'amore" di Massimo Casoli
Voce di Almax
Video di Gioia Lomasti




giovedì 22 dicembre 2011

Un secondo per la vita" - Tanya Georgieva - Otma edizioni - Recensione a cura di Fabio Amato

Esistono vari tipi di viaggio. Quello reale che ci porta a lasciare il luogo natio per tentare la fortuna in paesi che speriamo ci diano lavoro e una speranza per il futuro,sicuramente Tanya Georgieva l’ha dovuto compiere partendo dalla sua Bulgaria per venire in Italia.
CopertinaQuesto viaggio le è costato molta fatica, perché lasciare le proprie radici e i luoghi che ci hanno visto crescere causa una sofferenza interiore molto profonda. 
E’ come se una parte di noi venisse tagliata e le ferite stentano a rimarginare. La nostra poetessa testimonia nella poesia “nostalgia” questi momenti così dolorosi.”..Ti stringo in pugno/terra della mia terra natale/. Sento l’odore dei Balcani/l’aria fresca di Rilu e Pirina. Bulgaria..”. In questi versi sospesi nell’incanto c’è tutto l’amore per questo paese così ricco di bellezze naturali che le ha lasciato dei segni indelebili nell’anima perché “..il mio cuore è bulgaro..”.

mercoledì 21 dicembre 2011

The Max Dakota tour 2012


il 05/01/2012  live al bar Planet Costa Volpino (BG) via nazionale ore 21:00
il 13/01/2012   presso il live bar Portici Piancamuno (BS)  ore 21:00
il 15/01/2012   presso il centro commerciale Adamello  Darfo Boario terme (BS) dalle                  15:00 alle 18:00
il 22/01/2012   presso trattoria Beati  Artogne (BS)  via 25 Aprile 88
il 28/01/2012  presso il bar giallo a Niardo (Bs) dalle ore 22.30
il 04/02/2012  presso il bar la siesta a Edolo (Bs) dalle ore 22.00
il 11/02/2012  presso il bar Antigua a Lovere (Bg)  dalle ore 22.00


primo live concerto del 17/12/2011
al bar punto G Costa Volpino (BG)


L'album " Dentro il cerchio della vita" in previsione d'uscita febbraio 2012 contiene 8 brani con arrangiamenti pop/rock, mentre il contesto dei testi racchiude eventi e storie di vita di tutti i giorni comuni e meno comuni ad ogni individuo.
Max Dakota, nome artistico scelto per la passione verso gli indiani d'america cogliendo cosi il nome di un popolo e della terra che li abitava. Vero nome Bianchi Massimiliano nasce a lovere (bg) nel 1972.

"Angolo di tempo" ( Valter Fornasero)

Voce di Cristina Teppati
Parole di Valter Fornasero
Musica di Claudio e Valter Fornasero

martedì 20 dicembre 2011

Intervista al Cantautore Valter Fornasero a cura di Max Dakota per Vetrina delle Emozioni

Su invito di Gioia Lomasti ho intervistato Valter Fornasero per Vetrina delle Emozioni.
Valter Fornasero
-Quando hai scoperto di avere qualità artistiche?
Non so se fossero qualità artistiche. Avevo circa cinque anni, amavo ascoltare i cori di campagna e i concerti di Natale.


-C'è stato qualche motivo importante che ti ha mosso in questa direzione?
La piccola fisarmonica che  mi regalò mio padre quando avevo cinque anni e, più avanti negli anni, i Beatles

-Secondo te, che significato ha la musica
Fa parte della vita e la vita, a volte, sa essere bella

-Immaginando di descrivere la tua arte in parole semplici, comprensibili a tutti, come la definiresti?
Scrivo parole e musica e arrangio il tutto, senza fronzoli e cose arzigogolate ...prendendo spunti dalla vita che va


-Qualcuno pensa che fare il mestiere di artista sia una strada da "fannulloni"che non porta a nulla, secondo te? 
Premetto che non è il mio lavoro...
Sono un ex-ferroviere e gli anni passati sui treni mi hanno permesso di catturare piccole, grandi storie di vita da mettere in musica. Comunque, credo, non ci sia nulla che non porti a nulla. Tutto quello che nella vita fai, con spontaneità e passione, prima o poi ti ripaga.

-Le conoscenze in questo campo sono indispensabili per emergere? 
Se per emergere si intende il successo, nella maggior parte dei casi penso di si. In effetti vi sono validi artisti e artisti che validi non sono.
Talento, fortuna e tenacia possono però talvolta sopperire alle conoscenze.


domenica 18 dicembre 2011

Marco Nuzzo intervista Marco Siena

MARCO NUZZO
Oggi ho deciso di intervistare Marco Siena per Vetrina delle Emozioni, scrittore, che proprio pochissimi giorni fa ha dato alla luce il suo nuovo romanzo.

MN: Intanto ti ringrazio, Marco. Quando e come nasce il tuo desiderio di scrivere?
Grazie a te Marco. Ho iniziato relativamente presto a scrivere, o perlomeno a battere qualche racconto a macchina, su una vecchia Olivetti verde. Sono sempre stato un lettore forte, passando dai fumetti ai libri che prendevo in biblioteca e mi sembrava naturale volermi cimentare a mia volta con storie su carta. E ti confesserò che per prima cosa sono stato affascinato da una figura cinematografica di uno scrittore, non ricordo quale però. Vedendolo nella sua postazione di lavoro mi sono detto " Io da grande vorrei fare quello!".

MN: Parliamo del tuo libro: Le nove stelle; perché questo titolo? Quali sono gli argomenti trattati nel romanzo e in che modo prendono vita i personaggi, i luoghi e le atmosfere? Ce ne parleresti più approfonditamente?
In principio si doveva chiamare La Discesa, titolo che troverete all'interno tra parentesi. Fino all'ultima revisione non lo avevo ancora cambiato, ma sentivo di dover trovare qualcosa di più incisivo. In verità non posso dirti il vero significato, perché è da scoprire leggendo il romanzo. Fa parte comunque di un puzzle da assemblare e che forse scoprirete solo alla fine.
Per quanto riguarda la storia, in prima battuta può sembrare reggersi solo sul dolore di Chris, ragazzo sconfitto dalla vita e profondamente scosso dalla perdita di Laura, unica luce nella mediocrità dei suoi giorni, ma che all'improvviso lo abbandona senza un reale motivo. Decide quindi di andare in una località marittima a lui cara, per passare un ultimo dell'anno in completa solitudine. E qui, incontra inaspettatamente Laura che di nuovo lo abbandona senza spiegazioni. A risollevare la situazione, appare un suo vecchio amico, Rusty, che sembra volergli offrire una nuova vita in quella città. Come scoprirete proseguendo la lettura, vi accorgerete che Chris sta per affrontare drammi forse peggiori, in un'atmosfera cupa, con il mare nero d'inverno come sfondo, sempre a cavallo tra reale e, se posso dirlo senza rivelare troppo, paranormale.

giovedì 15 dicembre 2011

Recensione di "Dentro il mio respiro" di Mara Turdo a cura di Fabio Amato

L'opera di Mara Turdo è suddivisa in 4 parti e ci porta nel mondo artistico e umano della poetessa.
La personalità vulcanica di Mara trova nei versi la risposta alla sua inquietudine.
L'Autrice utilizza i versi col pennello e dalla sua tavolozza emergono colori ora forti e passionali, ora teneri e delicati. Nella sua poetica si sente forte l'esigenza di comunicare e di condividere le sue emozioni, gli stati d'animo col lettore. 
Ogni evento, ogni oggetto diventa poesia e viene rivestito dalla nobiltà del verso.
La sezione " A filo di pelle" è dedicata all'amore profondo, quello che ci fa soffrire che ci toglie il fiato e che ci penetra l'anima.
La sezione "Ricordo e in-canto" dà vita e forma poetica agli oggetti, così abbiamo versi dedicati a matite, chiodi, un vecchio comò che vengono nobilitati nel loro uso quotidiano.
Nella poesia "A cena con la morte" la morte viene presentata come una bella donna bionda e con gli occhi azzurri, anche simpatica di buona forchetta, lontana quindi dagli stereotipi e dai luoghi comuni.
L'ironia è un'altra delle caratteristiche della vis poetica della Turdo.
L'ironia, la passione, i colori forti e dolci della tavolozza poetica fanno della Turdo una poetessa con la P maiuscola, che riesce a coinvolgerci, commuoverci a riscaldarci e a farci riflettere sul senso e sull'importanza della vita.

A cura di Fabio Amato

mercoledì 14 dicembre 2011

Poetessa della vita e per la vita - Ilaria Celestini - Parole a mezza voce nella sera - Recensione a cura del poeta Fabio Amato per Vetrinadelleemozioni.com

Ilaria Celestini
Ilaria Celestini

Nel libro "Parole a mezza voce nella sera" di Ilaria Celestini viene celebrato l'amore in tutte le sue forme.

Ogni componimento ci offre orizzonti di stupore, dove natura, amore e mistero sono parte dell'universo poetico dell'Autrice.

La passione, la dolce attesa dell'amato, il ritornare bambini quando ci si perde e ci si affida alla persona amata, trovano un posto privilegiato nella profondità dei versi della Celestini.

La Poetessa in questo canto d'amore, che è Parole a mezza voce nella sera, raggiunge l'essenzialità dell'anima e il profondo sentire che ci accomuna.

Nella freneticità della vita quotidiana, anche quando siamo inscatolati nella metropolitana, ci si può ancora stupire del calore di un sorriso, come dice nella poesia " Le luci del giorno" "...sono tra estranei/ eppure sto bene/ ancora un giorno/ è passato/ di questa vita che/ mescola il fango e l'argento/. Di nuovo mi sono/ stupita di quanto/ calore può donare/ un sorriso. "

In questo orizzonte trova posto anche la luna, che illumina piccole porzioni del nostro io e ci apre alla speranza di trovare un senso alla nostra esistenza.
Poetessa della vita e per la vita la Celestini riesce con la semplicità dei suoi versi a toccare le corde più profonde della nostra anima.


martedì 13 dicembre 2011

Marco Nuzzo intervista Alfredo Betocchi

Oggi ho deciso di intervistare Alfredo Betocchi per Vetrina delle Emozioni, scrittore di fantasy e ricercatore nell'ambito delle bandiere e dei vessilli.

MN: Intanto ti ringrazio, Alfredo. Quando e come nasce il tuo desiderio di scrivere?
Da tanto tempo. Scrivere mi è sempre piaciuto tanto che a scuola avevo degli ottimi voti in Italiano. Per quanto riguarda lo scrivere “serio” ho cominciato a pubblicare articoli di tema vessillologico su periodici del settore, italiani e stranieri. Poi ho cominciato a scrivere per periodici cittadini cimentandomi su argomenti, i più vari e possibilmente divertenti.

MN: Parliamo del tuo libro: L'orologio della torre antica; perché questo titolo?
La storia ruota intorno ad una torre magica con l’orologio, come ce ne sono tante nei paesi del Casentino, dove è ambientato il racconto. Il titolo riprende l’assonanza di una famosa poesia del Leopardi. (D’in su la vetta della torre antica…).

MN: Quali sono gli argomenti trattati nel tuo romanzo e in che modo prendono vita i personaggi, i luoghi e le atmosfere? Ce ne parleresti più approfonditamente?
Il romanzo è principalmente una storia d’amore, che rimane sullo sfondo, celata da tante storie che s’incastrano come le parti di una matrioska. I Personaggi principali sono soprattutto le donne, esse creano un grande Male e poi esse stesse lo distruggono. In questo racconto d’amore, in cui la magia e l’avventura hanno ruoli di primo piano, è la Principessa delle favole che salva il suo Principe Azzurro, diversamente dal solito.

lunedì 12 dicembre 2011

Marco Nuzzo intervista Fabio Clerici

Su invito di Gioia Lomasti, ho deciso di intervistare Fabio Clerici, poeta e scrittore milanese, per Vetrina delle Emozioni.

MN: Intanto ti ringrazio, Fabio, per avermi concesso questa intervista. Quando e come nasce il tuo desiderio di scrivere?

Già in età preadolescenziale raccoglievo pensieri e sensazioni, che custodivo gelosamente in sparsi foglietti dentro una coloratissima scatola. Le tematiche dominanti erano l'amore e il rapporto con i genitori. Da qui il mio desiderio continuo ed inarrestabile di tradurre su carta tutto ciò che mi provocava turbamento.

MN: Parliamo del tuo libro: Il senso del viaggio – Viaggiando nei sensi; perché questo titolo?
È un titolo che racchiude tutti gli elementi determinanti che caratterizzano il viaggio, sia reale che interiore. Sono domande che partendo da "che senso ha per noi un viaggio?"Invitano all'utilizzo dei cinque sensi, vivendo l'esperienza come unica, quasi irripetibile. L'esortazione a vivere ogni singolo istante di un paesaggio, comprendere il rumore del bosco, godere il profumo di un fiore o gustare nella sua unicità un piatto di fumanti pizzoccheri, ascoltare un tuareg nel suo canto o chiaccherare con un vecchio pescatore. Il titolo rimanda inoltre a ricordi infantili di cigolanti treni e i lunghi viaggi in auto con i genitori per recarsi in vacanza. Tutto è viaggio e il ricordo è nei nostri sensi. Il viaggio del ricordo è il nostro patrimonio.

FABIO CLERICI

venerdì 2 dicembre 2011

Il nuovo album di the Max Dakota

L'album " Dentro il cerchio della vita" in previsione d'uscita febbraio 2012 contiene 8 brani con arrangiamenti pop/rock, mentre il contesto dei testi racchiude eventi e storie di vita di tutti i giorni comuni e meno comuni ad ogni individuo.
Max Dakota, nome artistico scelto per la passione verso gli indiani d'america cogliendo cosi il nome di un popolo e della terra che li abitava. Vero nome Bianchi Massimiliano nasce a lovere (bg) nel 1972.
Fin da piccolo coltiva la passione per la musica, ispirato da Fabrizio De Andrè, comincia a calarsi nel vero e proprio mondo del cantautorato, dapprima facendo eventi di cover  a faber, per poi scrivere testi di proprio pensiero... decidendo cosi di provare ad incidere un album...

"Gli artisti,sono paragonabili ai cavalli mustang, sono di una rara bellezza, pochi,speciali e sopratutto sono selvaggi e liberi, difficili da domare, quindi godono di una marcia in più rispetto ai loro simili, nessuno riesce a cavalcarli..."



IN COLLABORAZIONE CON LA SOUND MANAGEMENT CORPORATION

lunedì 28 novembre 2011

Marco Nuzzo intervista il DJ Tony De Maggio

Oggi ho deciso di intervistare un DJ; da Bergamo e in esclusiva per Vetrina delle emozioni, Tony De Maggio. 

MN: Tony, raccontaci un po': come nasce la tua arte?
La mia passione per la musica nasce nel  1992, a dodici anni... a quel tempo suonavo la chitarra nel garage di amici la domenica mattina... dicevamo di andare a dottrina e invece ci trovavamo tutte le domeniche a suonare.... una sorta di piccola band.... un paio di anni dopo, andai per la prima volta a ballare con i miei amici al  XX secolo ..una discoteca di Seriate a Bergamo....vidi questa "persona" che con i dischi faceva ballare la gente....li mi prese questa voglia di imparare... la mia non era solo "provare"... ma "fare"... all'epoca c'era un mio amico che aveva un buon impianto da DJ, però non si impegnava... ce l'aveva solo perché  lo aveva visto fare quasi per moda... qualche volta andavo a casa sua a provare, suonare e riprovare... capii subito il "meccanismo" e in pochi mesi a quindici anni comprai il mio primo "impianto"... la cassa era dell'amplificatore della chitarra che avevo già... un mixer a due canali senza equalizzatori e due giradischi a cinghia... cosa che per me valeva molto anche se un po' "scarna" diciamo... a quei tempi non c'erano i dj player o I-mac, come adesso; a quel tempo si suonava con i vinili, a mano diciamo, senza display... di solito quel periodo andavamo a ballare la domenica pomeriggio in un locale a Madone (BG)... l'Illiria... piccolo ma bellissimo... lì molte volte suonavano dei grandi DJ Ricky, Le Roy, Killer Faber, Franchino, Mario Più, il Principe Mourice, eccetera, cosi una domenica arrivammo al locale ed era chiuso, allora, io e i miei amici, riaccesi i motorini andammo a ballare in un altro locale a Curno...(BG)... lo Stop line... bel posto, enorme; c'era addirittura una sala dove si pattinava sul ghiaccio a centro della pista... lì c'era una sala dove facevano musica hardcore... cosa che a me piaceva molto e che andava di moda in quel periodo... verso le 18:30 la gente iniziava ad uscire per andare a casa... così andai dal DJ e gli chiesi se potevo mettere qualche disco prima della chiusura... il DJ suonava dalle 14:30... dunque gli feci anche un piacere per un cambio consolle e vedendomi cosi "piccolino" mi chiese:"ma sei capace?"... risposi: "certo!"... (con la convinzione di un DJ vissuto)... e lui mi disse:"ok vai... anche se siamo in chiusura non fare cazzate!"... parole che ricorderò tutta la vita... allora mi diede le sue cuffie e una borsa dei suoi dischi e mi disse:"vado in bagno.... mi raccomando!"... furono i primi dischi che misi davanti ad un pubblico... lui di ritorno dopo una decina di minuti venne in consolle... io mi tirai via le cuffie per restiturle e lui mi disse:"no... no... continua ...mi piace..."...mi chiese da quanto tempo suonavo e, sentendo che era solo da pochi, mesi non ci credeva.
Quello fu il mio primo lavoro da DJ... mi proposero di  suonare tutte le domeniche pomeriggio dalla domenica successiva... dopo qualche tempo lui andò via per suonare in un altro locale e diventai resident... lui era MrQ, che oggi, purtroppo, non suona più.


MN: Da chi e da cosa trai ispirazione per le tue canzoni? Quali le influenze artistiche? 
Penso che una serie di emozioni davanti a uno strumento, piuttosto che un software o una batteria valgano tanto... magari sei triste o euforico... lo stato d'animo di una persona può essere fondamentale per fare musica... mi è capitato di iniziare qualche pezzo essendo triste, lasciarlo in sospeso e riprenderlo il giorno dopo da più allegro o magari con la voglia e grinta di portarlo avanti e finirlo con successo... dipende tutto da cosa vuoi produrre e come si sta internamente... mi piacciono molto i suoni psichedelici magari suonati con le batterie elettriche... mi piace molto Tony Esposito, per dire... ma anche i suoni che ci sono in molte canzoni di Marilyn Manson  o magari  di Eminem... dipende dai gusti e da cosa si vuole fare.

domenica 27 novembre 2011

Marco Nuzzo intervista Ornella Pennacchioni

Su consiglio di Gioia Lomasti e per Vetrina delle emozioni, ho deciso di intervistare Ornella Pennacchioni, scrittrice, poetessa o, come meglio ama definirsi, “Imprenditrice dell'anima”.

MN: Intanto ti ringrazio, Ornella, per avermi concesso questa intervista. Quando e come nasce il tuo desiderio di scrivere?

ORNELLA: Grazie a te Marco. Nasce come un'urgenza di salvataggio cinque anni fa. Ho aperto la porta dell'immaginario munita di penna, inseguita dalla paura andata in necrosi. L'ho chiusa alle spalle, lasciando fuori un nemico dall'esercito imbattibile: il panico. Ora credo che lui mi tema benché continui ad amarmi.

MN: Perché questa nomea: “Imprenditrice dell'anima”?

ORNELLA: Beh Marco, in quanto produttrice di parole, a seguito di pensieri. Indispensabile la materia prima per dare corpo e respiro alle idee, si sa, finché il progetto non diviene esecutivo. Un libro è il risultato, e dovrebbe attraversare una sorta di filiera, di mano in mano, sul comodino di tutti anche di coloro che mai lo leggeranno. Dall'autore al fruitore.

MN: Parliamo del tuo romanzo: Il dispiacere solitario; perché questo titolo? Quali i temi toccati?

ORNELLA: Nel titolo, a parte alcune premesse di partenza scientemente vaghe, c'è l'incombente predestinazione al dolore che non si riconosce in un fatto preciso, in un dramma umano, ma in quel dolore universale da cui nessuno è esente, ma parte del Kit, come tutte le linee portanti della vita di ognuno: amore, morte, gioia, dolore e il mistero di cui fanno parte. Il tema è quello di ogni artista che attinge alla vita come unico mezzo di riferimento, nel libero arbitrio dell'immaginario e del suo principio d'innocenza. Per quanto mi riguarda il tema raggiunge la miscela sposando la realtà cruda con l'evasione onirica. È un testo asmatico, perché si sfiorano i fatti senza che si compiano mai esaustivamente. Uno slalom in salita tra i forse.

venerdì 25 novembre 2011

Marco Nuzzo intervista la cantante Michelle McGregor

Oggi ho deciso di intervistare un'amica per Vetrina delle emozioni, la cantante, cantautrice, laureata in filosofia e artista marziale Bianca Michelle McGregor, in arte Michelle McGregor.

MN: Da cosa trae ispirazione Michelle McGregor per le sue canzoni? Quali le influenze artistiche?

MICHELLE MCGREGOR

giovedì 24 novembre 2011

25 novembre - Giorno Internazionale della non violenza nei confronti della donna articolo a cura di Maristella Angeli

(In riferimento all'incontro svoltosi in casa Angeli al festival “Macerata Ospitale”- organizzazione ADAM Accademia delle Arti Macerata (MC)
“Per amore”, il dibattito sulla violenza e lo “Stalking” di cui vittime, in maggior parte, sono le donne. Ospiti d’eccezione Concita De Gregorio e Claudia Galimberti 12 settembre 2010).
 
Riflettendo sul perché nasce la violenza, si constata che i casi di stupro sono in aumento. La violenza psicologica, spesso sottaciuta, è sottile, svilisce, annienta, va in profondità lacerando l’anima delle donne che la subiscono. Violenza su soggetti più deboli, per sopraffarli, dominarli, possederli, depredarli della loro purezza, divorando il loro animo, lacerando le loro carni.
Si dovrebbe iniziare dalla formazione dei ragazzi, analizzando quanto influiscano negativamente modelli di riferimento mostrati in televisione, nei film che mostrano immagini violente, nei video che circolano in internet. Ci si chiede quali aziende formative offre il territorio, affinché i giovani maturino una coscienza di “rispetto per la persona”.

venerdì 18 novembre 2011

Il Cielo in rovina - di Michele Lorefice - Romanzo

IL CIELO IN ROVINA
MICHELE LOREFICE


Il “ Cielo in rovina” è sì un romanzo ma più precisamente andrebbe definito come una soggettiva visione della realtà contemporanea che però non trova difficoltà ad essere condivisa da molti.
La storia del protagonista, Alberto Durante, può apparire semplicemente come il racconto biografico di questo giovane, può sembrare una storia come tante, eventi che si presentano tutti i giorni, dal semplice viaggio sull'autobus, alla politica che ormai non rappresenta più i giovani. Eppure la narrazione è ricca di riflessioni etico filosofiche, dove i grandi problemi di sempre vengono declinati con accenti inusuali e incisivi. Lo confermano i titoli delle due parti in cui sono stati raccolti i 10 capitoli: Ombre riflesse e Dèi di sé medesimi. Ancora una volta il linguaggio letterario diventa l’occasione per compiere un tragitto esistenziale, un pellegrinaggio tra le criticità dei tempi attuali, le paure, le speranze, le delusioni, le attese.

mercoledì 16 novembre 2011

IL BACIO di Ornella Pennacchioni

Mi guardo tra il sentire e la voce narrante che sono affetta da trasparenza corporea in un cirro di veli senza intermediari, prossima all’assoluto. Se esisto sono nell’eco del sembrare simile alla bugia.
Ma come mai vedo i suoni, le note mi convincono d’avere forma e pensiero, ed osservo l’andare fonetico dove dico io, tanto ondivago quanto stanziale da tenermi sveglia e assopita in quello che si definisce torpore mentale indotto.
M’approfitto dei suoni vaghi, li arraffo al volo come un bottino sensoriale, e ascoltata mi vedo. Guardo il rumore di me che sembro andare trasognata mentre trapasso la difficoltà. Entro nella baldoria eclatante dove non smetto mai di apparirmi appetibile e negata a raccogliere sfumature sonore.
Mi sobbarco ogni responsabilità inchiodata nel luogo casto incitata dalla femmina, supportata dal pensiero che mi annuvola, grondante di rosso e d’un odore talmente robusto e longilineo da sedurre terra e cosmo in differita.
Il bacio. Ora, divina è la parte primordiale, quella non ancora ritoccata da pulsioni definite nel logo in cui si riconosce l’amore. E intanto scorrettamente tento di non identificare azioni rintracciabili in luoghi comuni che rassicurino come una tabellina per principianti e neofiti. Comprendo di voler appartenere alla guglia più alta satura d’ossigeno, quella che mi permette di vaneggiare indisturbata, non fosse che la voce narrante ora proprio ora mi ricorda la logica amorosa del bacio e dell’intenzione condivisa che abbisogna di due.
Sarebbe inverosimile da parte mia scantonare in stereotipi che diano consenso ai romantici ameni condizionati da batticuore di gruppo. Non m' interessa. Se bacio quindi è perché la mia bocca ha deciso baciando di baciarsi sentendosi baciata, in linea al disordine singolare che m’appartiene.
Non basta, ora ho da pensare e ripensare talmente e tanto al bacio, ripeterlo nella mente per ore ed ore come un esercizio mnemonico d’immagini ripetute e stili sequenziali di minuscoli approcci sfiorati, duelli furibondi di papille, finché nella ripetitività avvenga il superamento dell’atto comune per divenire un ideale. Vorrei avere una mantella sensoriale che contenga suoni e parole simile a petali di dalia rosso amaranto, perché girando in tondo la vertigine segni un cerchio, possa io somigliare ad un essere alato, così, preda mobile avvezza alle voglie altrui di cui decido l’esclusiva.

The human centipede 2 - Recensione di Marco Nuzzo

Torno ancora a parlare di film, stavolta con un titolo che farà la propria comparsa molto presto nelle sale italiane e, assicuro, con non poche critiche; io l'ho visto per voi. Un titolo delirante, un horror malato, partorito dalla pellicola di Tom Six quale risposta al primo titolo che porta il nome di The human centipede (First Sequence) – dell'anno 2010. The human centipede 2 è difatti il continuum del primo film. 

THE HUMAN CENTIPEDE 2 - DI TOM SIX

martedì 15 novembre 2011

INTERVISTA-COLLOQUIO... CON LA POETESSA ANNAMARIA DULCINEA PECORARO A CURA DELLO SCRIBAN-POETA VINCENZO CINANNI

ANNAMARIA DULCINEA PECORARO

1- QUANTO CONTA LA PARTECIPAZIONE EMOTIVA, NELLE TUE COMPOSIZIONI POETICHE, ANNAMARIA? 
INTERVISTAA CURA  DELLO SCRIBAN-POETA
VINCENZO CINANNI

LE EMOZIONI SONO CIÒ CHE SCALDA IL CUORE E FA PARTIRE LA PENNA , CHE COLLEGATA ALL’ANIMA , DÀ LUCE ALLE POESIE.
Donare è donarsi, dunque la condivisione fa parte del mio essere ed è ciò che provo ad esprime, emozionando emozionadomi.


2- ACCORDANDOTI AL TUO PENSIERO, ''SCRIVERE POESIA'' AL GIORNO D'OGGI... PUO' ESSERE ''ECO'' DELLA SOCIETA' IN CUI VIVIAMO? 
La poesia è una grande Forza trainante e coraggiosa. E’ una grande cura per lo spirito e per il corpo e , credo fermamente, che sia come una breccia che se scoccata con Amore, attraversa ed arriva nel profondo e,riesce ad essere portavoce di valori e vessillo di bene.

Marco Nuzzo intervista la scrittrice Evelyn Storm

Ho deciso di intervistare Evelyn Storm, scrittrice, redattrice per la rivista online Ginger Generation e cantante.

MN: Intanto ti ringrazio, Evelyn, per avermi concesso questa intervista. Quando e come nasce il tuo desiderio di scrivere?

Innanzitutto, grazie a voi per questa opportunità. Diciamo che il mio bisogno di scrivere non ha un quando, perché sempre è quando. È una parte essenziale di me stessa. Senza penna non vivo. Il come nasce da ogni cosa. Tutto ciò che mi emozioni o sappia suscitare in me qualche sentimento forte è capace di ispirarmi.

MN: Parliamo del tuo romanzo: Grido d'amore; perché questo titolo? Quali i temi trattati?

Parto prima a parlare dei temi trattati. Da sempre volevo colmare quel lato sentimentale della mia anima che cercava la massima espressione in una storia d'amore. Volevo ricreare sulla carta una storia travolgente, appassionata, a tratti triste e tormentata. L'idea mi è venuta nel bar di una mia amica. E si è sviluppata man mano che altre persone o circostanze mi hanno dato ulteriori idee. Mentre il titolo l'ho scelto sempre insieme alla mia amica. Le ho portato 10 titoli e, alla fine, è rimasto “Grido d'amore”, assolutamente perfetto per rendere l'idea di un libro sì rivolto ai sentimenti, ma non certo sdolcinato o semplice.

GRIDO D'AMORE - EVELYN STORM

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