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martedì 2 aprile 2024

Pino Montiroli si racconta e presenta il suo primo progetto libro IL BALLO DI TIPPY, intervista a cura di Gioia Lomasti

 


Ringraziamo di cuore Pino Montiroli per averci concesso l'opportunità di intervistarlo e approfondire i temi e le dinamiche che caratterizzano il suo primo racconto edito "Il Ballo di Tippy".

Giuseppe Montiroli (per tutti Pino) è nato nel giugno del 1960 a Sant'Angelo in Vado in provincia di Pesaro e Urbino. Quando frequenta ancora l'asilo impara a leggere e a scrivere seguendo una trasmissione TV del maestro Alberto Manzi, "Non è mai troppo tardi". Si appassiona così alla lettura e comincia a divorare fumetti e libri per bambini. In seguito scrive piccole storie e brevi racconti che rimangono chiusi in un cassetto insieme con altri scritti accumulati durante la sua vita. Negli ultimi anni si è dedicato al Cabaret partecipando a Festival di carattere nazionale come il prestigioso Premio Walter Chiari di Cervia in cui si è aggiudicato il secondo posto assoluto. Ora ha deciso di cominciare a pubblicare i suoi racconti partendo da "Il ballo di Tippy", la storia tragicomica di un cane abbandonato da un incauto capofamiglia a cui, per effetto del karma, ne succederanno di tutti i colori.

Come ti sei avvicinato al mondo della scrittura?

Scrivere mi è sempre piaciuto e quando a scuola c’era il tema di italiano mi divertivo. Scrivevo anche brevi storielle che poi recitavo alle feste parrocchiali o fra amici. Poi per un lungo periodo non ho più scritto nulla, forse per pigrizia. Negli ultimi anni ho ricominciato a scrivere e la cosa mi diverte come un tempo.

Quali sono i temi principali che affronti nel tuo racconto?

Non ho temi specifici. Amore, musica, sport, cronaca nera, guerra, amicizia… mi piace scrivere racconti imperniati su vari generi senza fossilizzarmi su uno in particolare.

Come hai sviluppato i personaggi e le loro storie e quale messaggio vuoi trasmettere attraverso il tuo racconto?

Quando scrivo un racconto do sempre dei connotati fisici ai personaggi. Possono essere attori o persone che fanno parete del mio vivere quotidiano, l’importante per me è fissarne dei tratti perlomeno indicativi. Con “Il ballo di Tippy” l’unico messaggio è: trattate sempre bene gli animali perché il Karma potrebbe essere in agguato.

Quanto tempo hai impiegato per completare l'intero progetto?

Credo un mese o poco più, in realtà il racconto mi si è scritto da solo.

Come ti senti ora che il tuo racconto è stato pubblicato?

Quando ho avuto in mano la copia del mio libro è stata una sensazione strana, un misto di stupore e orgoglio.

Hai intenzione di continuare a scrivere racconti o ti stai concentrando su altri generi letterari?

Non sono bravo a scrivere romanzi, poesie e saggi quindi penso che continuerò a scrivere racconti. Magari non sono bravo neanche in questo ma almeno mi diverto.

Parlando dei tuoi hobby quale è stata la cosa più divertente che ti è successa sul palco durante una performance?

A Roma. Io comincio il pezzo e un bambino comincia a piangere. All'unisono. Così, sulla sfiducia.

Qual è la tua strategia per creare battute che garantiscono ottimismo?

Amo la comicità demenziale, alla Monty Python per intenderci. Per quanto mi riguarda mi piace fare battute spiazzanti e, a volte, irriverenti.

 

Pino Montiroli  supporta NOTE CONDIVISE opera editoriale degli autori Gioia Lomasti e Luciano Somma, un progetto che promuove l'arte e la cultura. Ringraziamo Pino Montiroli per la collaborazione e l'affetto che incondizionatamente ci riserva.

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