WikiPoesia

WikiPoesia
WikiPoesia Enciclopedia Poetica
Vetrina delle Emozioni sito

Visualizzazioni totali

300.000 VISUALIZZAZIONI

300.000 VISUALIZZAZIONI
GRAZIE EMOZIONI

CERCA NEL BLOG


FANS PAGE FACEBOOK

FANS PAGE FACEBOOK


GIOIA LOMASTI FANPAGE

EMOZIONI IN VETRINA

EMOZIONI IN VETRINA
“L’autrice desidera esprimere la sua più sincera gratitudine per gli apprezzamenti rivolti ai progetti presentati sul suo sito, accolti con interesse anche su canali esteri. Il riconoscimento ricevuto costituisce per lei un prezioso incoraggiamento a proseguire con passione e dedizione nel percorso creativo intrapreso.”

mercoledì 4 marzo 2026

Intervista a Gioia Lomasti Il verso che tace – Tra silenzi che parlano e parole che ascoltano di Vetrina delle Emozioni




Vetrinadelleemozioni.com – Autori e Artisti ringrazia con sincera stima Gioia Lomasti per il contributo prezioso che offre al panorama poetico contemporaneo. La sua sensibilità, la cura della parola e la dedizione alla cultura arricchiscono ogni progetto, creando un dialogo autentico tra emozione, arte e lettura. Un ringraziamento speciale è rivolto anche ai lettori, la cui presenza attenta e appassionata rende possibile la diffusione e la condivisione della poesia. Gioia Lomasti è autrice, curatrice editoriale e promotrice culturale. Da anni si dedica alla valorizzazione della poesia come spazio di ascolto e rivelazione, dove la parola diventa ponte tra interiorità e mondo. La sua ricerca poetica si distingue per delicatezza, profondità e attenzione ai silenzi che abitano l’animo umano. Con Il verso che tace, conferma una voce capace di trasformare l’intimità in luce, offrendo al lettore un cammino emotivo da attraversare con grazia e consapevolezza. - WEBSITE & FANPAGE 


Il silenzio è un elemento cardine del tuo libro. Che cosa rappresenta per te questo spazio sospeso tra parola e respiro? Il silenzio, per me, è un luogo di rivelazione. Non è assenza, ma un grembo che custodisce ciò che ancora non ha trovato voce. In quello spazio sospeso si muovono emozioni che chiedono tempo e delicatezza. Il verso che tace nasce proprio lì: da ciò che non riesce a farsi suono immediato, ma che insiste nel voler essere compreso. Nel silenzio riconosco la mia verità più autentica.

Nei tuoi versi si percepisce una grande delicatezza emotiva. Quanto della tua esperienza personale entra in questo libro? C’è sempre una parte di me nei miei versi, ma non è mai un racconto diretto. È un’eco, un riflesso, un’emozione che prende forma attraverso immagini che a volte non mi appartengono del tutto. In Il verso che tace convivono il mio vissuto e ciò che il mondo mi restituisce: sguardi, fragilità, intuizioni. La poesia è un ponte tra ciò che vivo e ciò che immagino, tra ciò che conosco e ciò che intuisco.

Il titolo suggerisce un dialogo tra ciò che viene detto e ciò che resta nascosto. Come nasce questa scelta? Il titolo è nato prima ancora dei versi. È stato un’intuizione, quasi un invito. Sentivo che la parte più preziosa della mia poesia non era nelle parole, ma nelle pause, nei respiri trattenuti, nei sentimenti che non trovano subito forma. Il verso che tace è un modo per dare dignità al non detto, a ciò che spesso ignoriamo ma che continua a parlarci.

Qual è stato il momento più intenso del processo creativo? Il momento più intenso è stato riconoscere che alcune emozioni avevano bisogno di essere accolte senza fretta. Ho lasciato decantare molti versi, li ho ascoltati più volte prima di scriverli. È stato un processo lento, quasi meditativo. Ogni poesia è nata quando era pronta, non quando lo ero io.

La tua scrittura è essenziale, luminosa, mai ridondante. Come lavori sulla parola? Lavoro per sottrazione. Cerco la parola che resta, quella che non ha bisogno di spiegarsi. Mi piace pensare che la poesia sia un gesto di cura: togliere il superfluo per lasciare spazio all’essenziale. Ogni verso deve respirare, deve avere un ritmo che rispetti l’emozione che porta con sé.

Che cosa speri arrivi al lettore attraverso questo libro? Spero arrivi un senso di intimità e di ascolto. Vorrei che il lettore si sentisse accolto, come se trovasse nelle mie parole un luogo dove riconoscersi senza giudizio. Se anche solo un verso riuscisse a illuminare un frammento della sua interiorità, allora il libro avrebbe compiuto il suo viaggio.

C’è un verso, tra tutti, che senti particolarmente tuo? Sì, c’è un verso che non appartiene a un libro, ma al mio cammino poetico: “Cammino nel silenzio per dare voce alla luce che resta.” È la frase che più mi rappresenta, perché la poesia, per me, nasce sempre da un ascolto profondo: un passo lento, un respiro che si apre, un frammento di luce che chiede di essere accolto. Non è un verso scritto per essere ricordato, ma per ricordarmi chi sono quando scrivo: una voce che cerca verità nelle pause, nei chiaroscuri, nelle emozioni che non hanno ancora trovato forma.



Non siamo una testata giornalistica. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. L’amministratore del blog declina ogni responsabilità per gli articoli proposti da altri autori o per i commenti aggiunti agli articoli stessi. Eventuali contenuti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, o in violazione delle leggi sulla privacy, non sono da attribuirsi all’amministratore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Qualora fossero presenti contenuti che ricadono nei casi descritti lo si comunichi all'amministratore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.

https://vetrinadelleemozioni.com/contatti/