
Ci sono incontri che non nascono per caso, ma per necessità. Così è accaduto tra Gioia Lomasti e Marco Nuzzo, due voci diverse eppure complementari, che nel tempo hanno trovato un punto di contatto naturale nel territorio della parola. Il loro incontro artistico non è stato un semplice incrocio di percorsi, ma un riconoscersi: la percezione immediata che la sensibilità dell’uno potesse amplificare quella dell’altra, generando una forma nuova di espressione. Entrambi provenivano da esperienze creative già consolidate, ma è nella collaborazione che hanno scoperto una dimensione ulteriore, un modo di abitare la poesia che non appartiene più al singolo, ma a un dialogo.
Lomasti porta con sé una scrittura che custodisce la luce, la cura, la delicatezza del gesto poetico che accoglie e trasforma. Nuzzo, dal canto suo, introduce una ricerca più ritmica, una tensione verso la sperimentazione, un’attenzione al suono e alla struttura che rende ogni verso un movimento. Quando queste due energie si incontrano, nasce un equilibrio raro: la parola si fa ponte, vibrazione, respiro condiviso. È da questa alchimia che prende forma Anime, un’opera che non appartiene più a due autori distinti, ma a un’unica voce che si muove su due frequenze.
Il loro lavoro congiunto non è mai stato un semplice affiancamento, ma un processo di ascolto reciproco. Ogni testo è il risultato di un dialogo silenzioso, di un confronto che non cerca di uniformare, ma di valorizzare le differenze. Lomasti e Nuzzo non si sovrappongono: si completano. La loro poesia diventa un luogo in cui la sensibilità femminile e quella maschile non si contrappongono, ma si intrecciano, creando un ritmo che appartiene solo a loro. È un incontro che ha generato un linguaggio condiviso, una forma di scrittura che vive di dualità e armonia.
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Nel panorama artistico contemporaneo, la loro collaborazione rappresenta un esempio di come la poesia possa ancora essere un territorio fertile, capace di unire e di creare. Anime è la testimonianza di un percorso che continua a evolversi, un’opera che racconta non solo ciò che i due autori hanno scritto, ma ciò che hanno saputo costruire insieme: un legame creativo che si nutre di rispetto, visione e autenticità. Promuovere questo incontro significa dare valore a una sinergia che ha saputo trasformare la parola in un’esperienza condivisa, in un viaggio che appartiene tanto agli autori quanto ai lettori.
Anime di Gioia Lomasti e Marco Nuzzo è un’opera che nasce come un dialogo poetico a due voci, un controcanto in cui sensibilità diverse si incontrano e si completano. Fin dalle prime pagine si percepisce la natura duale del libro: da un lato la grazia luminosa e quasi rituale della parola femminile di Lomasti, dall’altro la ricerca più ardita e sperimentale di Nuzzo, che affonda nel ritmo, nella musicalità, nella costruzione di nuove sonorità. Il risultato è una silloge che non si limita a essere letta, ma si ascolta, come una partitura in cui i versi diventano battiti, respiri, vibrazioni. Le immagini si susseguono come sequenze di un piano-sequencer, ora ingiallito e nostalgico, ora jazzato e imprevedibile, in un’alternanza che ribalta la liturgia del verso tradizionale e apre a una prosodia nuova, personale, viva.
Lomasti e Nuzzo costruiscono un’opera che attraversa l’anima in tutte le sue sfumature, muovendosi tra luce e ombra, tra eros e thanatos, tra memoria e invenzione. La parola diventa nutrimento, souvenir, gesto sacro e insieme terreno, mentre i due autori si cercano e si rispondono in un equilibrio che non è mai statico, ma sempre in movimento. Anime è una scommessa letteraria a quattro mani, un percorso che unisce due identità artistiche mantenendone intatta la singolarità. La loro scrittura non indulge nel mero verseggiare, ma scava, interroga, riforge il linguaggio, trasformandolo in un luogo di incontro e rivelazione.
Pubblicato inizialmente nel 2012 da Photocity Edizioni e successivamente diffuso anche in versione digitale da Youcanprint su moltissimi webstore, il libro ha saputo conquistare lettori e appassionati grazie alla sua intensità e alla sua struttura originale. È un’opera che si colloca nel panorama poetico contemporaneo come un’esperienza più che come un semplice testo: una ballata che accompagna, una narrazione che attraversa, un viaggio che invita a riconoscere il soffio del tempo e quello dell’anima. Promuovere Anime significa dare spazio a una poesia che osa, che unisce, che rinnova; significa sostenere un progetto che ha saputo trasformare la parola in un ponte tra due mondi creativi e, soprattutto, in un dono per chi legge.
