Misurare gli ingredienti a cucchiaiate o a occhio, annusare, valutare dallo sforzo del polso le consistenze e, infine, assaggiare… Più che ricette quelle di Guido Mattioni, giornalista di lungo corso e romanziere, sono storie di sapore e di anarchia. Con un ingrediente chiave per dare felicità alle persone care, agli amici, ma anche solo a noi stessi: la fantasia. Insieme alla sostenibilità. Perché cucinare non è abbuffare gli altri o noi stessi. È rispetto per il cibo. Mai come oggi quest’Arte deve attualizzare il precetto delle nostre nonne: non si butta via nulla. Perfino una cipolla, un limone o un pezzo di cioccolata possono avere mille vite. Ma anche per rifuggire agli schemi, incluso l’inamidato protocollo di antipasti, primi, secondi e contorni. Sul tavolo poi, solo cibi di stagione, freschi e mai confezionati, meglio se autoctoni, non per gastro-patriottismo o esaltazione di un Made in Italy che, purtroppo, ha anche le sue magagne, ma per volerci bene. Risultato? Cinquanta ricette senza confini precisi, apolidi come l’autore stesso, saporite “fusion” dei ricordi di quello che ha mangiato nella sua vita di inviato speciale in giro per il mondo. Insieme all’omaggio a cinque cuochi famosi: il milanese Cesare Battisti, i campani Alfonso Iaccarino (La parmigiana si fa in mille... foglie) e Sal De Riso (Torta caprese, ma delicata al limone), il romagnolo Fabio Mazza (Tra terra e mare, all'ombra del Titano) e l'anonimo pasticcere neozelandese che creò la Pavlova di meringa in onore della più grande ballerina classica del secolo scorso.
“Non ho tempo”, si giustifica qualcuno. Il tempo si trova sempre, ribatto io. Anche perché basta davvero poco da aggiungere per rendere quel piatto curato e quindi più invitante. Come si può fare con un buon vino, se versato in un calice rigorosamente da vino e non nel primo bicchiere che capita, il che equivale a buttarlo via. Senza dimenticare un accompagnamento musicale come colonna sonora di una cena solitaria. Perché così cambia per davvero tutto. I risultati li posso garantire, essendo passato due volte dall’esperienza di single. Il che mi ha portato a sviluppare e a perfezionare, per necessità, ma aprendo sempre la porta alla fantasia, quella filosofia di vita di cui fa parte anche la buona abitudine dell’invitarsi a cena, quale ospite di riguardo…
Nato a Udine nel 1952, Guido Mattioni ha vissuto a Milano quarant’anni (vi arrivò nel ’78, assunto da Indro Montanelli al Giornale Nuovo), spesi in importanti quotidiani, settimanali e mensili e ricoprendo quasi tutti i ruoli, da semplice cronista a vicedirettore a inviato speciale. Dal 1998 è cittadino onorario della meravigliosa Savannah, in Georgia, profondo Sud degli Stati Uniti. Dal 2015 vive nella Repubblica di San Marino. Sta ultimando il suo quinto romanzo, dopo i quattro già usciti: Ascoltavo le maree (2013), Soltanto il cielo non ha confini (2014), Conoscevo un angelo (2015) - tutti editi da Ink Edizioni e raccolti poi nel volume Trilogia americana (2020) – e il giallo inchiesta La morte è servita (Mind Edizioni, 2024), denuncia narrativa contro le minacce alla salute pubblica ordite dalle multinazionali alimentari e farmaceutiche.
Autore: Guido Mattioni
Titolo: Cucinare
senza regole
Sottotitolo: Ovvero: storie di sapore e di anarchia. Modificate le ricette scritte. Osate, sbagliate e riprovate. Sempre. Con un ingrediente che non può mai mancare: la fantasia • Pagine: 176 • Brossura con risvolti, cm 14 X 21 Editore: Mind Edizioni • In libreria il 6 marzo 2026 • ISBN: 9788869395932 -Ufficio Stampa Mind Edizioni Media & Co srl - viale Gran Sasso 20, 20131 Milano