LECCE, ITALIA – Marco Nuzzo annuncia la pubblicazione di "Black Cybele", un’opera monumentale che ridefinisce i confini del metal estremo e della dark ambient attraverso una catabasi sonora in tredici movimenti. Nato dall’universo concettuale di "Abiogenesis", il progetto è un’immersione spietata nei miti arcaici, riletti attraverso la lente del nichilismo contemporaneo.
Il Concept: La Dea di Pietra e la Biologia del Trauma "Black Cybele" non è una celebrazione della vita, ma
un’esplorazione della feracità distruttiva della Magna Mater.
Marco Nuzzo evoca una Cibele implacabile — ispirata al meteorite nero del monte
Ida — trasformandola nella divinità che presiede alla trasformazione dell'uomo
da organismo fragile a entità corazzata.
Al centro dell'opera risiede il concetto di chitinizzazione:
l'uomo, come molluschi, organismi
estremofili o artropodi in natura, sviluppa dalla nascita alla morte una sorta di guscio, di carapace psicologico, una scorza dura per proteggere le proprie parti molli. Attraverso
un processo di mitridatizzazione — un'assuefazione quotidiana al veleno del
mondo — egli costruisce un esoscheletro di difesa. "Black Cybele" esplora
il conflitto tra questa corazza minerale e l'anima vulnerabile che l’uomo tenta disperatamente di celare.
L'Architettura Sonora: Drone, Metallo e Rito Attraverso un paesaggio di drone ossessivi, decadenza industriale
e metal ritualistico, l'opera traduce in suono la "chitinizzazione del
dolore". La musica non è solo ascolto, ma una pressione materica che
schiaccia e riveste. La mitologica evirazione di Attis diventa qui la metafora
definitiva del collasso evolutivo: il momento in cui la carne cede definitivamente
il passo alla pietra.
I Tredici Movimenti della Catabasi: L'opera si snoda attraverso tappe fondamentali come la frenesia
di "Dea Berecynthia", l'epifania della title-track "Black
Cybele - Magna Mater", fino al paradosso purificatore di "Love
Yourself - Unto Death" e al vuoto finale di "Omnia Fert
Aetas".
Marco Nuzzo prosegue la ricerca iniziata con
"Abiogenesis", consolidandosi come un architetto di ombre capace di
unire mitologia arcaica,
biologia, sound design d'avanguardia e una profonda
riflessione sulla natura inumana della sopravvivenza.
I Pilastri dell'Opera:
l "Dea Berecynthia": L’estasi frenetica del sangue e del rito frigio.
l "Black Cybele - Magna Mater": L'epifania della Madre Nera, trono della rovina.
l "Praying the Mother": La dissezione chirurgica della fede e della biologia.
l "I Tower": Il
rifiuto del falso ordine e l'ascesa nel vuoto.
l "Omnia Fert Aetas": L’epilogo universale: la resa definitiva al tempo distruttore.
Disponibilità: L'intero ciclo di "Black
Cybele" è disponibile su YouTube, e scaricabile gratuitamente su Bandcamp.
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