Nel mondo dell’editoria, dove ogni parola pesa e ogni scelta può sembrare un giudizio, esiste uno spazio silenzioso e prezioso in cui l’arte continua a respirare: quello dell’umiltà. Non l’umiltà come rinuncia o sottomissione, ma come gesto di apertura, come disponibilità a vedere l’altro — editore, autore, lettore — non come un avversario da convincere, ma come un compagno di viaggio da comprendere. Difendere l’arte, oggi, significa spesso evitare di offendere: non perché si debba camminare sulle uova, ma perché la fragilità creativa merita mani attente, sguardi che non giudicano prima di aver davvero visto.
EMOZIONI IN VETRINA
“L’autrice desidera esprimere la sua più sincera gratitudine per gli apprezzamenti rivolti ai progetti presentati sul suo sito, accolti con interesse anche su canali esteri. Il riconoscimento ricevuto costituisce per lei un prezioso incoraggiamento a proseguire con passione e dedizione nel percorso creativo intrapreso.”
mercoledì 4 febbraio 2026
Per non offendere ma difendere: l’arte che si preserva quando ci si ascolta
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