Un sentito
ringraziamento a Daniele Cerioni per la sensibilità con cui trasforma emozioni
profonde in parole capaci di toccare il lettore. La sua scrittura restituisce
voce a ciò che spesso rimane taciuto, offrendo un percorso di ascolto e
consapevolezza. Grazie anche ai lettori che seguono e sostengono il suo cammino
artistico attraverso Vetrina delle Emozioni, contribuendo a diffondere poesia,
dialogo e condivisione.
Daniele Cerioni (1979) è poeta, favolista e musicista, nato a Frascati. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma, cresce nell’ascolto dei grandi cantautori italiani, sviluppando una profonda sensibilità per la parola e per la musica. Il suo percorso creativo inizia nel 2007, quando compone le prime dieci poesie. Dopo una lunga pausa, nel marzo 2020 — durante il lockdown — ritrova l’ispirazione e dà vita ai testi che confluiranno nella sua opera d’esordio Pensieri(in)versi (PAV Edizioni, 2022). Con La libertà delle farfalle (PAV Edizioni, 2024) amplia il proprio orizzonte poetico e si avvicina alla letteratura per l’infanzia, dando vita a una raccolta di poesie e favolette dedicate ai bambini e a tutti coloro che conservano un’anima fanciulla.
Come è nato il
tuo primo incontro con la poesia e quale ruolo ha avuto nella tua formazione
personale e artistica?
Cominciai a
scrivere canzoni, sì perché facevo parte di un gruppo musicale, nel lontano
2007 dove composi circa 10 canzoni/poesie ma quella via non funzionò e ripresi
per caso nel 2022 a comporre poesie. Non avevo più il peso di “piacere per
forza” o “essere giudicato dall’inizio per un’opera” l’opera bella o brutta era
quella e nessuno la poteva giudicare se non io. Così è nata questa “frenesia”
di mettermi a nudo e rovesciare tutte le mie angosce con un filo di inchiostro
su un foglio bianco. E’ da lì che cominciai ad imbrattare fogli di carta. Sì
perché a mio avviso scrivere poesie è come mostrarsi nudi davanti al lettore,
lasciare che ti scrutino nel sentimento più profondo, nella fragilità più
cristallina.
La scrittura
che grado di emozione rappresenta?
La scrittura
per me è qualcosa di terapeutico che mi permette di guardarmi dentro e a volte
mi emoziono rileggendo poesie che avevo accantonato e che mi stupisco quando
penso che a comporle sia stato io.
Cosa ha
rappresentato per te il ritorno alla scrittura durante il lockdown del 2020 e
come ha influenzato la tua voce poetica?
Avevo molto
tempo anche se in realtà io scrivo molto di getto, senza pensarci troppo su. La
poesia se deve nascere nasce come una piantina su una roccia.
Quali temi e
quali emozioni hanno guidato la creazione della tua opera d’esordio Pensieri(in)versi?
Il tema principale era “lasciare un segno per l’eternità” lasciare un’impronta
del mio passaggio in questa vita terrena, non per niente la copertina di
Pensieri(in)versi ha proprio un’impronta nel fango. Quello è il segno che
vorrei lasciare io come poeta o come uomo su questa terra col mezzo della
scrittura o dell’arte.
La libertà
delle farfalle affronta un dolore invisibile e profondo: cosa ti ha
spinto a raccontare questa storia e quale messaggio desideri arrivi al lettore?
Vorrei che le
persone sappiano che ci sono dolori invisibili dentro ad individui dall’aspetto
sano. Fuori sembrano in salute ma dentro sono marci: pieni di dolore e
incompresi. La farfalla, soprattutto la sua vita, breve, colorata e intensa è
qualcosa che vorrei donare ad un mio carissimo amico che molti anni fa decise
di farla finita, proprio perché affetto da questo male. La breve vita della
farfalla è quel lasso di tempo in più che vorrei donare a questo mio amico
affinché trovi un riscatto non in questa vita, perché la farfalla non è un
animale di questo mondo, è un insetto che viene dal paradiso, da un mondo
parallelo. Un lasso di vita in più breve ma libero, come quello di una
farfalla.
Il simbolo
della farfalla ricorre spesso nei tuoi testi: cosa rappresenta per te questa
immagine e come si lega al tuo percorso creativo?
Come dicevo per
me la farfalla è un animale paradisiaco non appartenente al mondo terreno. Ha
un grande valore simbolico: è colorato, vola, è leggero, leggiadro e ha vissuto
tre vite… Bruco prima, crisalide poi e infine farfalla.
Come è nato il
tuo interesse per la letteratura dedicata ai più piccoli e cosa cerchi di
trasmettere attraverso poesie e favole?
E’ nato per caso e sinceramente non sapevo di avere questo “dono”: una mia
amica dopo aver letto una mia poesia che sarà presente nel mio prossimo lavoro
che uscirà a breve “Il moscerino della frutta” disse: “Sembra scritta da
Rodari”. Questo complimento non mi lasciò indifferente e così composi altri
testi dallo stesso tenore e così nacque Daniele Cerioni Favolista.
Qual è il
rapporto che vivi con i lettori e quanto è importante per te il dialogo con
realtà culturali come Vetrina delle Emozioni?
A volte vorrei
non curarmi dell’opinione altrui verso le mie poesie ma è impossibile, spesso
sono lusingato dalle persone che apprezzano e che mi fanno molti complimenti a
volte ci resto male se qualcuno ha mal interpretato o poco apprezzato una mia
poesia, ma fa parte del gioco. Ci sono dentro quindi giochiamo!
Quali progetti
futuri stai coltivando e in quale direzione senti che la tua scrittura desidera
evolvere?
Per il momento sono in attesa che esca una raccolta di poesie e favolette per bambini, inoltre ho scritto una fiaba, un nuovo libro ma che il pubblico potrà conoscere più in là… un passo per volta. Grazie per questa intervista, spero di non averVi annoiati. - Per approfondire
Intervista a cura di Gioia Lomasti in collaborazione con vetrinadelleemozioni.com Autori Artisti

