Perché mi trattieni, dimmi…
Il testo di Nicole Steiner si presenta come un piccolo canto di appartenenza, un dialogo intimo con il mare che diventa custode, confidente e destino. La voce poetica si muove con naturalezza tra immagini quotidiane — il sentore del caffè, l’alba sopra i tetti, i vicoli odorosi di sale — e un sentimento più profondo, quasi ancestrale, che lega l’io lirico alla città e alle sue acque.
La forza del componimento risiede nella sua dolcezza luminosa, nella capacità di evocare Genova non come semplice scenario, ma come creatura viva, che si desta lenta e riconsegna ogni giorno una grazia nuova. Il mare di levante non è solo un luogo: è un richiamo, una promessa, un’origine. La domanda iniziale — Perché mi trattieni? — non cerca davvero una risposta: è un gesto d’abbandono, un riconoscimento che il cuore appartiene a ciò che lo ha formato.
Molto efficace anche la chiusa, dove l’immagine del gatto che attende alla porta introduce una tenerezza domestica che si intreccia con la vastità del mare. È un accostamento che funziona: rende umano ciò che è immenso, e immenso ciò che è umano.
Il testo, nel suo insieme, è un piccolo rito di ritorno, un inno alla fedeltà emotiva verso i luoghi che ci hanno scelti prima ancora che noi scegliessimo loro. Una poesia che profuma di sale, di mattini chiari e di memoria.
A cura di Gioia Lomasti per il progetto Carta Fili e Colore - Autori Artisti in collaborazione con vetrinadelleemozioni.com Autori Artisti